Spazio Tre

  HOME    |    CHI SIAMO    |    CONTATTI

   ||   NEWS   ||    AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE   |    BIOEDILIZIA   |    MERCATO   |    EVENTI   |   

::: GUIDA AGLI ACQUISTI

>> FORUM                                                           EDITORIALE   |    ABBONAMENTI   |    CERCO & OFFRO   |    LINK



FORUM. Gli esperti di Professional Parquet rispondono ...

INSERISCI AZIENDA

PROFESSIONAL PARQUET. Inserisci la tua azienda ... Inserisci la tua azienda in
PARQUET&SIMILIA.


Parquet & Similia rappresenta un utile e aggiornato strumento di consultazione per tutti gli uffici acquisti interessati al settore delle pavimentazioni in legno ...







































TECHNODOMUS

UNIKOLEGNO.IT ...

NEWSLETTER

Professional Parquet. NewsLetter ... Tieniti informato sulle novità di Professional Parquet ...

GUIDA AGLI ACQUISTI

PROFESSIONAL PARQUET. Guida agli acquisti ... Tutte le novità nella vetrina di Professional Parquet ...

AREA RISERVATA

PROFESSIONAL PARQUET. Area riservata ... Entra nell'area riservata ...

AREA POSATORI

POSATORI PARQUET. EDILIZIA POSA PARQUET ::: UNI CEN/TS 15717: ancora sulla valutazione della POSA DEI PARQUET
    L'APPROFONDIMENTO di Domenico Adelizzi
-----------------------------------------------------------
Riflessioni relative alla specifica tecnica europea e confronto con la norma italiana Uni 11368.1:2010. Una differenza su tutte? Il documento nazionale analizza solo il metodo incollato, quello europeo tutte le tecniche di installazione ...



Il documento tecnico europeo denominato Cen/Ts 15717, dell’aprile 2008, che qui vogliamo analizzare, assume in Italia lo status di specifica tecnica nazionale, essendo stato ratificato dal presidente dell’Uni ed entrato a far parte del corpo normativo italiano dal 23 ottobre 2008. È importante osservare che - trattandosi di una specifica tecnica europea - la medesima ha una scadenza di validità fissata all’aprile 2011, inoltre, fino a che questa non verrà convertita in norma tecnica comunitaria, è consentito a tutti i Paesi membri di mantenere in vigore norme nazionali, che possono anche contrastare con la specifica in oggetto. Situazione quest’ultima che, nel caso dell’Italia, si è verificata con la recente pubblicazione della norma tecnica Uni 11.368.1:2010, in vigore da luglio 2010 (si veda l’ultimo numero di Professional Parquet, novembre/dicembre 2010, pag. 48, ndr).
In tutti i casi, essendo la specifica tecnica europea un documento ufficiale emesso dall’ente europeo Cen, il suo contenuto rimane un punto riferimento dello stato dell’arte del comparto ed è quindi utile per la valutazione delle pavimentazioni lignee e parquet, anche se, come si vedrà di seguito, vi sono alcune differenze - formali e sostanziali - con la vigente e succitata norma tecnica italiana, che tratta il medesimo argomento.

 

::: CARATTERISTICHE, NORME, RIFERIMENTI ...
Leggi tutti i riferimenti citati nell'articolo ... POSATORI PARQUET. Posa Parquet Unificata



::: SCOPI, AMBITO DI VALIDITÀ E RIFERIMENTI NORMATIVI DELLA SPECIFICA TECNICA EUROPEA
La specifica tecnica Uni Cen/Ts 15717:2008 è stata pubblicata solo in lingua inglese; il titolo in lingua italiana sarebbe “Linee guida generali per la posa in opera”. L’obbiettivo principale del documento è di stabilire i princìpi e le regole basilari per consentire la buona installazione dei parquet, oltre ai requisiti da utilizzare per facilitarne la valutazione. Anche se in modo diverso e meno completo, gli stessi scopi e obbiettivi vengono analizzati anche nella Uni 11.368.1:2010.
Il documento si sviluppa in nove capitoli, tutti più o meno corredati da prospetti, disegni e schemi.
La specifica europea si applica a tutte le pavimentazioni di legno e parquet nuovi, realizzati con i differenti tipi di elementi lignei definiti nelle norme tecniche di prodotto En 13.226, En 13.227, En 13.228, En 13.488, En 13.489, En 13.629 ed En 14.761, nonché nella norma En 13.756: 2002, che riporta le esatte terminologie da applicarsi per le pavimentazioni di legno.

::: TERMINI E DEFINIZIONI
A differenza della norma italiana, che nulla dice a tal proposito, la specifica tecnica europea riporta le definizioni relative sia alla posa in opera sia alle classi di servizio dell’opera, ossia del parquet.
La posa in opera viene analizzata per tutti gli aspetti relativi all’assemblaggio del parquet (metodi di posa, materiali e requisiti da rispettare), mentre vengono identificate tre classi di servizio, in funzione delle condizioni ambientali in cui il parquet si verrà trovare:
Classe di servizio 1. Quando il contenuto percentuale di umidità del legno è in equilibrio con la temperatura di 20 °C e umidità relativa dell’aria superiore al 65% solo per alcune settimane l’anno;
Classe di servizio 2. Quando il contenuto percentuale di umidità del parquet è in equilibrio con la temperatura di 20 °C e umidità relativa dell’aria circostante superiore all’85% solo per alcune settimane l’anno;
Classe di servizio 3. Quando il contenuto percentuale di umidità del parquet deve trovarsi in equilibrio con condizioni climatiche superiori a quelle dette per la classe di servizio 2.

::: PRIMA DELLA POSA DEL PARQUET…
La grande importanza della specifica tecnica si apprezza nel paragrafo che spiega dove e come eseguire le verifiche prima della posa in opera degli elementi lignei (indipendentemente della tipologia, specie legnosa, dimensioni e formato). L’importanza è notevole, anche a fronte del fatto che la Uni 11.368.1:2010 nulla dice a questo proposito e rimanda alla specifica europea.
Il documento tecnico fornisce le esatte indicazioni in merito allo stoccaggio e alla manipolazione sia dei pacchi di elementi lignei sia di tutti gli altri materiali utilizzati per realizzare il parquet, oltre alle condizioni termiche del cantiere e allo stato del sottofondo.

1. IMMAGAZZINAGGIO E MANIPOLAZIONE DELLE CONFEZIONI Prima della posa, gli elementi lignei devono essere maneggiati e immagazzinati in conformità alle raccomandazioni stabilite dal fabbricante, al fine di mantenere inalterate le caratteristiche tecniche.
Gli elementi lignei devono essere immagazzinati in un luogo asciutto, preferibilmente con temperatura costante non inferiore 15° C e lasciati nelle loro confezioni intatte, preferibilmente nel locale in cui saranno posati, oppure in ambienti con condizioni climatiche analoghe, per un periodo abbastanza lungo da far raggiungere agli elementi una temperatura simile a quella del locale ove si eseguirà la posa. È importante che le confezioni non vengano aperte fino al momento di iniziare la posa, aprendo i singoli pacchi man mano che il lavoro progredisce.
Anche l’adesivo e tutti gli altri materiali dovranno essere stoccati secondo le raccomandazioni del produttore; in assenza di queste, l’adesivo dovrà essere immagazzinato e manipolato con temperatura mai inferiore a 15° C.

2. IMMAGAZZINAGGIO E MANIPOLAZIONE DEGLI ALTRI MATERIALI
La specifica identifica tutti gli altri materiali utili per realizzare i parquet: componenti di supporto (travetti, magatelli, pannelli a base di legno e così via), componenti di fissaggio (adesivi, viti, clips, chiodi e così via) e componenti del sottofondo (barriere impermeabili al vapore acqueo, primer, additivi e appretti di riempimento). Tutti questi materiali debbono soddisfare le specifiche tecniche previste dalla progettazione del sistema parquet che si vuole realizzare: dalla predisposizione del massetto allo strato della finitura degli elementi lignei.

3. ELEMENTI LIGNEI DA POSARE
Le proprietà dei vari tipi di elementi lignei sono definite nelle rispettive norme di prodotto già citate in precedenza. La specifica rammenta che gli elementi lignei devono avere un contenuto percentuale di umidità adeguato al clima in cui saranno adoperati e ricorda che, nel caso di condizioni climatiche estreme persistenti e prolungate, si potrebbero verificare anomale e a volte irreversibili variazioni dimensionali e distorsioni.
Per evitare il più possibile le difformità e per garantirsi il miglior risultato possibile, la specifica afferma che il posatore, prima della posa in opera, deve controllare i pacchi e porre particolare attenzione a: tipo, colore e motivo del prodotto rispetto all’ordine, quantità consegnata, dimensioni, aspetto estetico, difetti visibili e possibili danni e, in caso di dubbi, verificare il contenuto percentuale di umidità e le altre proprietà previste dalla normativa specifica (planarità, stabilità, classe qualitativa e così via).
La specifica tecnica ricorda infine che, in caso di controversia sulla conformità della qualità del prodotto e senza accordo contrario tra le parti, si deve procedere alla valutazione come prescrive la norma En 14.762 “Pavimentazioni di legno - Procedure di campionamento per la valutazione di conformità”.

4. COMPONENTI DI FISSAGGIO
Tutto ciò che può determinare la buona riuscita della pavimentazione lignea deve essere monitorato dal posatore, anche in funzione di dimensioni, geometria e disegno di posa da realizzare. Questo significa che, man mano che la posa procede, si devono monitorare l’adeguatezza dei giunti di dilatazione dei sottofondi, gli incastri degli elementi lignei e i vari trattamenti per aggrappare e rifinire gli elementi lignei.

5. PROPRIETÀ GENERALI DEI SOTTOFONDI
Il sottofondo deve essere scelto in base all’uso che si intende fare, deve comunque rispettare le seguenti caratteristiche:
• Avere una barriera impermeabile al vapore acqueo, per esempio un sottile foglio flessibile di polietilene abbastanza spesso (150 micron), che protegga il parquet dall’umidità residua che potrebbe provenire dagli strati sottostanti;
• Avere una massa omogeneamente distribuita su tutta la superficie;
• Se richiesto, avere un componente che garantisca l’isolamento acustico;
• Deve essere scelto in modo da raggiungere e mantenere nel tempo il livello di isolamento richiesto;
• Avere adeguate resistenze meccaniche (per esempio compressione, durezza, resistenza agli sforzi paralleli al piano di posa).

6. CONDIZIONI DEL CANTIERE
La specifica europea Uni Cen/Ts 15717 indica che il parquet deve essere posato solo dopo che tutti gli altri lavori sono stati completati (tinteggiatura, posa della tappezzeria e delle piastrelle) e l'ambiente ha la giusta umidità relativa e temperatura, per evitano danni dovuti a umidità residua, sporcizia e shock termici. È anche utile che durante la posa in opera e il periodo di ispezione finale, le condizioni ambientali del cantiere vengano mantenute il più vicino possibile alle condizioni di uso finale.

7. CARATTERISTICHE DEL SOTTOFONDO
I sottofondi devono essere costruiti secondo le raccomandazioni delle relative norme o regolamenti nazionali. I responsabili della progettazione e costruzione del sottofondo devono garantire che esso soddisfi i requisiti necessari prima di chiedere al posatore di iniziare il lavoro: che abbia le caratteristiche adatte a consentire di posare il parquet con una buona riuscita, che sia omogeneo, in quota con le soglie, orizzontale, con il corretto contenuto percentuale di umidità, coeso, compatto, che possieda resistenze meccaniche idonee e che i piani di posa siano puliti e pronti per la posa in opera.
Le specifica comunitaria riporta alcuni esempi di tipologie di sottofondi (cementizio, all’anidrite, con pannelli a base di legno e magatelli), indicando per tutti i tipi alcune proprietà comuni utili per la miglior posa in opera dei parquet: la regolarità dei piani, il contenuto percentuale di umidità, l’aspetto integrale e omogeneo della superficie e come si deve presentare il piano di posa nel caso di pavimentazioni esistenti.
Il confronto con la norma Uni 11.368.1:2010 non è possibile, perché la norma italiana non considera gli elementi testé analizzati (che invece è utile conoscere e valutare prima di procedere alla posa in opera).

 

::: CARATTERISTICHE, NORME, RIFERIMENTI ...
Leggi tutti i riferimenti citati nell'articolo ... POSATORI PARQUET. Posa Parquet Unificata



::: POSA IN OPERA
La specifica tecnica europea sviluppa questo aspetto in sette specifiche parti, che di seguito analizziamo. La differenza più evidente rispetto alla norma nazionale Uni 11.368.1:2010 consiste nel fatto che la specifica tecnica europea considera tutte le tecniche di posa, mentre la norma italiana considera solo i pavimenti installati con la tecnica dell’incollaggio, in attesa della futura pubblicazione delle altre parti.

1. POSA INCOLLATA
La posa realizzata incollando gli elementi del parquet al sottofondo deve essere fatta senza colla negli incastri. A seconda del sottofondo e dell’adesivo utilizzato, potrebbe essere necessario applicare una vernice di fondo. L’adesivo scelto deve dare sufficiente adesione sia al parquet sia al sottofondo e avere la capacità di assorbire le sollecitazioni “inflitte” dal parquet alla linea di incollaggio.
Tra parquet e installazioni fisse (per esempio le pareti) deve essere sempre lasciato uno spazio vuoto per consentire i normali movimenti del pavimento.

2. POSA FLOTTANTE
Nella posa flottante gli elementi sono fissati gli uni agli altri e non al sottofondo. Si può eseguire con sistemi di incollaggio, di giunzione meccanica o geometrica o con altri tipi di sistemi, in tutti i casi il parquet lavorerà sempre come un unico foglio continuo. Tutti i movimenti negli elementi dovuti a dilatazione e restringimenti si “accumulano” sull’ampiezza della superficie ed è importante valutare tali movimenti quando si considerano gli spazi vuoti in prossimità delle installazioni fisse: minimo 10 mm per elementi lignei che fanno riferimento alla norma tecnica En 13.489 e non meno di 12 mm per elementi lignei che fanno riferimento alla EN 13629. Per pavimenti in parquet con dimensioni superiori a 6 metri, si dovrà fare riferimento alle specifiche nazionali e alle guide alla posa in opera rilasciate dal fabbricante.

3. POSA AVVITATA/INCHIODATA
Gli elementi del parquet possono essere posati avvitandoli/inchiodandoli a un sottofondo o a magatelli. Si può fare con un fissaggio nascosto, dove chiodi/viti sono fissati nella linguetta con un angolo approssimativo di 45°. È possibile anche fissare gli elementi lignei sulla faccia a vista (chiudendo o non chiudendo successivamente i fori delle viti). I terminali degli elementi possono essere incollati, a seconda del prodotto, ma non deve avvenire l’incollaggio di traverso tra gli elementi. La distanza massima tra viti/chiodi dipende dal tipo di parquet. Il tipo di viti/chiodi deve essere scelto dietro specifiche del fabbricante; a seconda del tipo di viti, può rendersi necessaria una preforatura degli elementi lignei.

4. RISCALDAMENTO A PAVIMENTO
Quando viene installato il riscaldamento a pavimento, il contenuto percentuale di umidità del parquet sarà inferiore a quello senza riscaldamento a pavimento, bisognerà tenerne conto nella scelta del tipo di parquet, della specie legnosa e del metodo di posa, considerando che, per esempio, il faggio e l’acero possono essere particolarmente sensibili alle variazioni di temperatura. Inoltre, si devono sempre considerare le seguenti informazioni: massima temperatura superficiale del parquet: 27 ° C; massimo effetto misurato sulla superficie del sottofondo: 75.W/m2; massima resistenza termica: 0,15 m2 K/W.

5. FINITURA E/O VERNICIATURA
Tutto il lavoro di verniciatura/finitura deve essere fatto secondo le linee guida del fabbricante ed eseguito dopo che la colla è ben asciutta. Una carteggiatura grossolana e una sabbiatura possono essere necessarie prima del processo di finitura e/o verniciatura. La finitura può includere diverse fasi, come applicazione di colore, stucco, vernice, olio o cera.

6. ISTRUZIONI PER LA POSA IN OPERA
Le istruzioni per la posa in opera dovrebbero includere almeno dei consigli su quanto segue: preparazione della struttura sottostante, fissaggio del pavimento, finitura, limitazioni nell’uso del prodotto (per esempio in bagni/cucine) e considerazioni particolari in presenza di riscaldamento a pavimento.

::: REQUISITI
Questa parte della specifica tecnica europea è forse quella che ci interessa di più, perché riporta i limiti prestazionali per considerare accettabile o meno la pavimentazione lignea o il parquet realizzato.
È in questo paragrafo che vi sono valori prestazionali differenti da quelli indicati dalla norma italiana Uni 11368:2010, come successivamente verrà spiegato.

La specifica comunitaria riporta ben 14 voci di requisiti validi per tutto ciò che interessa il “sistema parquet”.
La specifica tecnica è naturalmente di proprietà dell’Uni, quindi protetta dai diritti di riproduzione, per questo motivo non riporteremo in modo pedissequo frasi, dati e/o valori, che rappresentano un know-how dell’ente di unificazione nazionale (il documento normativo si acquista presso le sedi Uni dislocate sul territorio nazionale al costo di 32 euro più iva), nulla ci vieta però di citare alcuni dati prestazionali, per fare un confronto tecnico - qualitativo con la norma italiana che, seppure parzialmente, tratta le medesime tematiche.

1. REQUISITI PER LA POSA IN OPERA
Si veda quanto già scritto in relazione a materiali e componenti utilizzati per l’installazione, che invece la norma italiana in essere non analizza.

2. REQUISITI DEI PAVIMENTI POSATI
La specifica europea evidenzia che i requisiti dei pavimenti posati dipendono da diversi fattori quali, ad esempio: caratteristiche, dimensioni e tipologia degli elementi, caratteristiche degli strati del sottofondo, metodo di posa utilizzato; i requisiti devono essere controllati durante la verifica finale. Si asserisce inoltre che la superficie del singolo elemento ligneo non perfettamente aggrappata al sottofondo non deve essere superiore al 40% del totale se l’elemento ha gli incastri maschio/femmina e al 60% per tutti gli altri tipi di elementi. Inoltre, è consentito che lo 0,1% di elementi posati non siano aggrappati al sottofondo, sempre che questa superficie non sia concentrata. Se si supera tale percentuale si deve intervenire riparandoli. Rispetto a tutto ciò la norma Uni11.368.1:2010 utilizza un metodo differente, che considera la lunghezza dell’elemento ligneo non adeguatamente incollata e aggrappata al piano di posa del massetto.

3. PLANARITÀ
L’eventuale carenza di planarità del parquet è misurata in mm/m, con la livella con bolla lunga 1 metro e 2 metri. La specifica precisa che gli avvallamenti del parquet dipendono in modo particolare dalle caratteristiche della superficie del sottofondo e dalle pareti, che devono essere perpendicolari rispetto al pavimento. La deviazione verticale del piano della superficie di posa si determina appoggiando la livella con bolla a diverse parti del piano di posa, misurando l’estensione dell’inflessione più ampia nella superficie con un cuneo o con uno spessimetro. Il risultato delle misurazioni viene espresso rispetto alla distanza tra le altezze laddove si è appoggiata la livella con bolla.
Le tolleranze stabilite dalla specifica tecnica europea sono: tra due punti di riferimento distanti fino a 1 metro è ammessa la deviazione fino a 3 mm; tra due punti di riferimento distanti fino a 2 metri è ammessa la deviazione fino a 5 mm.
Per questo aspetto, la norma Uni 11.368.1 stabilisce che la planarità è accettabile se l’avallamento, verificato con una livella con bolla di lunghezza 2 metri, non supera i 3 mm.

4. SPAZIO VUOTO TRA BATTISCOPA E PAVIMENTO
L’eventuale spazio vuoto tra battiscopa e pavimento non deve essere superiore a 2 mm (la norma italiana non prende in considerazione tale specificità).

5. COMPLANARITÀ CON ALTRE PAVIMENTAZIONI ATTIGUE

È consentita una deviazione verticale di 2 mm riferita al livello medio degli altri materiali del pavimento. Il medesimo valore è stabilito anche dalla norma tecnica nazionale.

6. DISLIVELLO
È consentito un dislivello tra gli elementi non superiore a 0,3 mm, come quello previsto anche dalla norma italiana.

7. IRREGOLARITÀ DELLA LEVIGATURA IN PROSSIMITÀ DEI BORDI
La specifica europea dichiara che, a causa dei diversi sistemi di levigatura tra le zone centrali e il perimetro, è possibile che si verifichino leggere differenze nell’aspetto estetico. Il documento italiano stabilisce invece che lungo il perimetro, fino a 40 cm dal bordo, ci possono essere tracce delle macchine utilizzate per levigare e rifinire il parquet.

8. ALLINEAMENTO DEGLI ELEMENTI
Si vedano i prospetti 4 e 5.

9. STUCCATURE
Lo stucco deve avere lo stesso colore degli elementi del pavimento. È consentito lo stucco tra due elementi contigui con un’ampiezza massima di 1 mm, come nella norma italiana. Inoltre, è consentita una superficie dello stucco non superiore al 2% della superficie dei singoli elementi.
La norma italiana stabilisce anche che la larghezza complessiva delle fughe con stucco non deve essere superiore a 5 millimetri entro la dimensione di 1 metro, misurata trasversalmente alla direzione longitudinale dei singoli elementi.

10. ADESIVO
L’adesivo non deve essere visibile dopo la finitura (sostanzialmente anche la norma italiana fornisce la medesima indicazione).

11. FUGHE TRA GLI ELEMENTI
La somma degli spazi vuoti tra gli accostamenti degli elementi lignei posati non deve mai essere superiore a 4 mm/metro, misurata trasversalmente agli elementi posati e ogni singola fuga non deve superare la larghezza massima di 0,5 mm se il pavimento è costituito da elementi di legno massiccio e di 0,3 mm nel caso di lignei multistrato. Invece, la norma italiana, seppure preveda la medesima metodologia di prova, stabilisce valori limite maggiori: la larghezza complessiva delle fughe tra gli elementi non deve essere superiore a 5 mm e la larghezza della fuga, indipendentemente che l’elemento ligneo sia massiccio o multistrato, non deve mai essere superiore a 1 metro.

12. VARIAZIONI CROMATICHE
La specifica europea consente di utilizzare non più del 3% di elementi lignei di una selezione qualitativa diversa da quella della partita da posare, purché la medesima non abbia un effetto negativo sull’osservazione generale del pavimento ligneo. Questo requisito non è considerato dalla norma italiana, ma lo si ritrova indicato nelle norme specifiche di prodotto con la medesima percentuale riportata nella specifica europea.

13. DIFETTI DI FINITURA
La specifica tecnica europea non indica dei requisiti minimi in relazione ai difetti di finitura, ma stabilisce che la sovrapposizione della vernice non è consentita, così come non sono ammesse macchie di silicone, che però - precisa la specifica - non sempre sono direttamente causate dalle azioni della posa in opera del parquet. Anche la corrispondente norma italiana stabilisce che sulla superficie rifinita non ci devono essere sormonti di vernice se le aree sono minori di 36 m2 (eccetto in corrispondenza delle zone di comunicazione di locali attigui e comunque non superiori allo spessore della parete di separazione dei locali). Inoltre, la norma nazionale stabilisce che la percentuale di elementi contenenti tracce di impurità (pulviscolo atmosferico, fibre e setole di pennello, piccoli insetti) nello strato di finitura deve essere minore o uguale ai valori indicati nel prospetto 1 allegato al documento normativo (da 1% a 5%), che sono stabiliti in funzione della superficie dei singoli elementi. Infine, la norma italiana prescrive che non ci devono essere schivature causate da residui siliconici, che le finiture a olio e a cera sono idonee se non presentano zone disomogenee per colore e/o lucentezza e che non vi siano circoscritte zone con palese effetto a “macchia di leopardo”, anche causate dalle specificità morfologiche, strutturali ed estetiche della specie legnosa impiegata.

14. ALTRI REQUISITI
La specifica europea stabilisce che eventuali deformazioni convesse/concave che si verificano dopo la posa (quelle prima della posa sono da verificare con i requisiti stabiliti dalle norme di prodotto) sono da accettarsi se la concavità o la convessità, misurata sulla larghezza dell’elemento posato, non è superiore allo 0,5% della larghezza totale dell’elemento ligneo posato.
La corrispondente norma tecnica italiana non riporta nessuna indicazione.

::: CONTROLLO FINALE E VALUTAZIONE DEI PAVIMENTI POSATI
Nell’ultimo capitolo la specifica tecnica europea, oltre a stabilire le condizioni ambientali minime che devono essere mantenute nel cantiere fino a quando la posa in opera non sia completata (15° C/45%), riporta le modalità per verificare l’idoneità, e quindi l’accettabilità, dell’opera realizzata.
In dettaglio, dopo la posa in opera, la superficie del parquet deve essere pulita con cura e ispezionata assieme al cliente, che deve ricevere una copia delle istruzioni di pulizia e manutenzione del pavimento in legno installato (in Italia la scheda identificativa del prodotto conforme al Codice del consumo del 2005).
Operativamente, la verifica finale dovrà essere eseguita entro sette giorni dalla fine della posa in opera, considerando anche l’aspetto estetico generale e l’impressione visiva che si coglie osservando il pavimento ligneo stando in piedi e con luce diffusa naturale alle spalle dell’osservatore (non utilizzando né una fonte di luce d’angolo e neppure la luce artificiale o la luce diretta perché alterano lo stato della superficie rifinita).
Anche la norma italiana prevede le medesime metodologie di ispezione e valutazione della pavimentazione lignea.

::: QUINDI…
Concludendo, dall’analisi complessiva, è emerso che tra il documento normativo nazionale Uni 11368.1 del luglio 2010 e la specifica tecnica europea Uni/Cen/Ts 15717 dell’ottobre 2008 vi sono alcune differenze (a volte sostanziali) sia metodologiche sia relative ai requisiti che la posa in opera deve soddisfare.
Nell’ottica della futura emissione di un documento normativo europeo, quali metodi e quali requisiti verranno stabiliti e considerati più adeguati per i parquet? Ai posteri l’ardua sentenza…

 

::: CARATTERISTICHE, NORME, RIFERIMENTI ...
Leggi tutti i riferimenti citati nell'articolo ... POSATORI PARQUET. Posa Parquet Unificata




 

AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE ...

  

[febbraio 2012] Vi sveliamo i preziosi parquet di Villa Reale a Monza. FOCUS di D. Adelizzi

[febbraio 2012] QUALCHE CHIACCHIERA IN MENO… QUALCHE PROVA IN PIÙ. L’APPROFONDIMENTO di A. Viscardi

[dicembre 2011] LA LUCE BRASILIANA. persone e progetti di L. Truzzi

[dicembre 2011] IL SETTORE, senza peli sulla lingua. L’OPINIONE di F. Fiorellini

[ottobre 2011] Voce ai PARCHETTISTI. L’INTERVISTA di M. Errico

[ottobre 2011] QUANTO CONTA ISOLARE. RICERCHE a cura dell'uff. tecnico ISOLMANT

[ottobre 2011] PERICOLI e PREVENZIONE per i posatori. FOCUS di D. Adelizzi

[ottobre 2011] Piccoli interventi per “RIGENERARE” IL PARQUET. RISTRUTTURAZIONI di M. Errico

[ottobre 2011] SICUREZZA e SALUTE sul lavoro. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[ottobre 2011] La piccola BOTTEGA degli ORRORI. SOTTO LA LENTE di A. Viscardi

[ottobre 2011] Il LABIRINTO del Parco Giardino Sigurtà. GRANDI OPERE di M. Castelluccio

[agosto 2011] ELEGANZA, A QUATTRO STELLE. persone e progetti a cura della Redazione

[agosto 2011] Pavimenti LIGNEI e IMPIANTI di riscaldamento/raffrescamento. FOCUS di D. Adelizzi

[agosto 2011] Quando al fornitura di parquet avviene secondo CAMPIONE. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[agosto 2011] Tra il dire e il FARE… c'è la professionalità. L'APPROFONDIMENTO di A. Viscardi

[giugno 2011] GIOIELLI DA VIVERE. persone e progetti di M. Castelluccio

[giugno 2011] CATALOGHI COMMERCIALI e SCHEDE TECNICHE. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[giugno 2011] Tra il dire e il FARE…. L’APPROFONDIMENTO di A. Viscardi

[aprile 2011] Acquaviva = L’ACQUA IN MOVIMENTO. persone e progetti di L. Truzzi

[aprile 2011] Sempre colpa del POSATORE?. IL CASO di M. Errico

[aprile 2011] A proposito di CODICE DI TRASPARENZA. BUONE IDEE di F. Cafiero

[aprile 2011] I NUOVI MATERIALI A BASE LEGNO. Per pavimenti (e non solo). FOCUS di D. Adelizzi

[aprile 2011] Qual'è un BUON ADESIVO?. IL PUNTO di A. Viscardi

[febbraio 2011] Quando il legno attraversa SECOLI DI STORIA. persone e progetti di M. Castelluccio

[febbraio 2011] ITLAS per JOÃO NUNES. design di F. Ferrari

[febbraio 2011] UNI CEN/TS 15717: ancora sulla valutazione della POSA DEI PARQUET. L'APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi

[febbraio 2011] SOTTOFONDI: competenze e responsabilità. DOSSIER EDILIZIA di F. Cafiero

[febbraio 2011] Benessere ambientale e RISCALDAMENTO A PAVIMENTO: un passo avanti. DOSSIER EDILIZIA di A. Viscardi

[dicembre 2010] Vita di MARE. persone e progetti di B. Piacentini

[dicembre 2010] La valutazione della POSA DEI PARQUET è oggi unificata. APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi

[dicembre 2010] UNI EN 14904, prestazioni e marcatura dei PARQUET SPORTIVI. APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi

[dicembre 2010] Ancora sul ruolo del CONSULENTE TECNICO. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[dicembre 2010] Tra normative e ASPETTATIVE. il punto di A. Viscardi

[settembre 2010] Per favore, NON CHIAMATELO PARQUET (e non marcatelo CE)!. APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi

[settembre 2010] Si fa presto a dire CONSULENTE .... PRIMO PIANO di M. Errico

[settembre 2010] GIORNALE dei lavori e VERIFICHE in cantiere (II° parte). focus di D. Adelizzi

[settembre 2010] Nuove luci sulla SCHEDA PRODOTTO la voce del legale di F. Cafiero

[settembre 2010] Bastava una PENNA!. il punto di A. Viscardi

[luglio 2010] Innovazione MADE IN GERMANY. persone e progetti di L. Truzzi

[luglio 2010] ECOLABEL per il parquet?. la voce del legale di F. Cafiero

[luglio 2010] GIORNALE dei lavori e VERIFICHE in cantiere (I° parte). focus di D. Adelizzi

[luglio 2010] E questa è CASA MIA…. il punto di A. Viscardi

[maggio 2010] Fare FIERA FUORI. eventi di F. Fiorellini

[maggio 2010] Un DIAMANTE con l'anima di legno. persone e progetti di M. Castelluccio

[maggio 2010] A proposito di INFORTUNI. la voce del legale di F. Cafiero

[maggio 2010] Se l'imperativo è SOPRAVVIVERE. il punto di A. Viscardi

[maggio 2010] Passato, presente e futuro di PLANCE E MAXILISTONI. focus di D. Adelizzi

[febbraio 2010] L’arte di vivere in UN’ARCHIFAVOLA. in design di L. Truzzi

[febbraio 2009] ABC PARQUET. ABC parquet di D. Adelizzi

[febbraio 2009] Bentornato PETRUZZELLI. restauri di F. Fiorellini

[febbraio 2009] La filiera è MATURA?. la voce del legale di F. Cafiero

[febbraio 2009] Tempi duri per I PRODOTTI CHIMICI…. il punto di A. Viscardi

[novembre 2009] Nel cuore di BRERA. Interior design di L. Truzzi

[novembre 2009] Se la richiesta danni è “IPERBOLICA”. Cose che succedono di A. Viscardi

[novembre 2009] RISARCIMENTO o PRETESA?. Cose che succedono di F. Cafiero

[novembre 2009] I PARQUET PER ESTERNO sotto la lente d'ingrandimento. Lo speciale di D.omenico Adelizzi

[settembre 2009] UN TAPPETO DI LEGNO sotto ai piedi. restauri di B. Piacentini

[settembre 2009] TRÈS CHARMANT. restauri di B. Piacentini

[settembre 2009] Un museo IN MOVIMENTO. architetture di F. Ferrari

[settembre 2009] I PARQUET PER ESTERNO sotto la lente d'ingrandimento (I). lo speciale di D. Adelizzi

[settembre 2009] Parchettisti romeni a confronto per il CONCORSO NAZIONALE DI POSA. eventi di F. Fiorellini

[luglio 2009] A cosa serve la SCHEDA PRODOTTO? il caso di A. Viscardi

[luglio 2009] VIZI PALESI E VIZI OCCULTI. la voce legale di F. Cafiero

[luglio 2009] Un consulente “SUI GENERIS”. il caso di D. Adelizzi

[luglio 2009] UN'ANTICA FALEGNAMERIA tra passato e futuro. interior design di L. Truzzi

[maggio 2009] UNA PALAFITTA A FORTEZZA DA BASSO di B. Piacentini

[maggio 2009] ADESIVI PER PARQUET: una norma ad Hoc di D. Adelizzi

[maggio 2009] APPALTI E “RESPONSABILITÀ SOLIDALE” dell'avv. F. Cafiero

[marzo 2009] COSA CAMBIA CON LA NUOVA UNI EN 14342 di D. Adelizzi

[marzo 2009] MARCATURA CE: NUOVE PROSPETTIVE dell'avv. F. Cafiero

[marzo 2009] LUSSO E FUNZIONALITÀ. interior design dell'arch. L. Truzzi

[gennaio 2009] NORME IN CACHET di D. Adelizzi

[gennaio 2009] NOCE, VARIAZIONI SUL TEMA di F. Fiorellini

[gennaio 2009] QUAL È IL TUO GRADO DI PROFESSIONALITÀ? dell'avv. F. Cafiero

[gennaio 2009] QUANDO CI VUOLE COLPO D’OCCHIO (E MAESTRIA) di M. Errico

[novembre 2008] SEDOTTO DALLA LUCE di. L. Truzzi

[novembre 2008] PERCHÉ SI CONTESTA TANTO? di A. Viscardi

[novembre 2008] CI VUOLE MESTIERE, PROFESSIONALITÀ, UMILTÀ (E ALTRO ANCORA…) di F. Cafiero

[novembre 2008] UNI 11.265:2007, PER SAPERNE DI PIÙ di D. Adelizzi

[novembre 2008] RESTAURO A SORPRESA di M. Errico

[luglio 2008] Il legno, la musica e la città di L. Truzzi

[settembre 2008] Architettura e libertà di L. Truzzi

[settembre 2008] RICOMPENSA O “BASTONATA”? di A. Viscardi

[settembre 2008] I PERICOLI DELLA CONSEGNA “SILENZIOSA” di F. Cafiero

[settembre 2008] PARQUET e impianti di riscaldamento e raffrescamento [II parte] di D. Adelizzi

[luglio 2008] LA DISPONIBILITÀ paga? di A. Viscardi

[luglio 2008] IL POSATORE è un operatore professionale! di F. Cafiero

[luglio 2008] PARQUET e impianti di riscaldamento e … di D. Adelizzi

[luglio 2008] SARDEGNA magica di M. Errico

[maggio 2008] Nuove forme per vecchie INDUSTRIE di L. Truzzi

[maggio 2008] Un angolo etnico nel bosco dei misteri di L. Truzzi

[maggio 2008] Atmosfere inedite in ufficio di G. Fermi

[maggio 2008] IL CONTRATTO. Serve o non serve? di A. Viscardi

[maggio 2008] IL CONTRATTO. Aspettative e impegni vanno chiariti di F. Cafiero

[maggio 2008] SPAZI FLESSIBILI, al passo coi tempi di D. Adelizzi

Copyright © 2007 - ProfessionalParquet.it è una pubblicazione Spazio Tre S.a.s. ::: All rights reserved [Powered by Progetto Leonardo]

Disclaimer