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::: Un lavoro lungo 50 ANNI la parola alle aziende di Marianna Castelluccio
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1959-2011.
Dalle prime segatrici
a legno a veri e propri
mini-impianti
di verniciatura.
In 10 lustri (e poco
più), la ditta Paoloni
è riuscita a mettersi
al servizio di grandi
industrie e piccoli
artigiani. Un buon
esempio di competitività
in una piccola realtà
a conduzione familiare ...
Un piccolo garage delle case popolari di Pesaro. Le mani sapienti di un
maestro artigiano e tanta passione. Nasce così la ditta Paoloni Onelio
& figlio snc. Era il 1959 quando il signor Onelio iniziava a costruire a
mano le prime segatrici a legno, le betoniere a inversione e quant’altro era
richiesto dal mercato in espansione della costruzione edile. Un lavoro fatto
di dedizione e condivisione. E come sempre accade nelle piccole aziende a
conduzione familiare la passione si tramanda di padre in figlio. A seguire le
orme del signor Onelio, il figlio Gastone e i nipoti Andrea e Barbara. Oggi, a
distanza di 52 anni, l’azienda punta tutto sulla competitività ampliando
ogni anno la distribuzione estera e la gamma delle novità. Ne abbiamo parlato
con Andrea Paoloni, export manager dell'impresa.

Signor Paoloni, qual è la vostra mission?
Andrea Paoloni: La nostra produzione di macchine si incentra principalmente
sui sistemi per l'impregnazione del legname e per il trattamento
dei pavimenti in legno, oltre che sulle attrezzature per il cantiere
edile e stradale e sulle macchine speciali per la manutenzione
dei campi sportivi. Tutte le macchine sono di progettazione e produzione
interna all'azienda.
In cosa investe Paoloni Onelio & figlio?
Andrea Paoloni: Il mercato in cui l'azienda ha riversato molte delle proprie
risorse, negli ultimi 9 anni, è quello delle piccole macchine per la tintura,
il trattamento, la finitura e l'impregnazione
delle doghe da pavimento e del legname da
costruzione.
Quali sono i plus delle vostre macchine?
Andrea Paoloni: Le nostre
macchine sono in grado di
trasformare, in soli 4 passaggi,
le tavole di legno
massello o multistrato in
parquet finito, pronto per
la vendita. Piccole, ma veloci,
le apparecchiature svolgono
funzioni professionali a costi
davvero competitivi, sia per
quanto riguarda l’acquisto che le
spese di manutenzione e gestione. Senza contare poi la facilità di utilizzo e la versatilità. Qualità difficili
da trovare condensate in impianti di verniciatura di grosse dimensioni.
Forse siamo i primi al mondo a proporre soluzioni
dedicate sia ai piccoli artigiani, che volessero tingere e
oliare da soli le proprie tavole di parquet, sia alle grandi aziende
impegnate nelle campionature di metratura limitata.
Il Domotex di Hannover è stato per noi un'ottima vetrina. In fiera abbiamo
presentato in anteprima mondiale la novità 2011 che rivoluzionerà il
modo di trattare a olio e vernice il legno da pavimento. Una macchina unica
nel suo genere. Ora attendiamo la risposta del mercato. Sarà lui a decidere
se premiare la nostra iniziativa.

Si tratta di Minitunnel?
Andrea Paoloni: Esatto. Minitunnel è l’esempio di elasticità
produttiva e capacità di personalizzazione del prodotto finito.
Fino a oggi, i parquettisti e le grandi aziende produttrici di pavimenti
in legno sono stati costretti a tingere manualmente le
irrisorie quantità di parquet su campione - si parla di poche
centinaia di metri quadrati al mese - che vengono talvolta richieste.
Questo con notevoli sovraccosti, perdita di tempo e di
risorse, nonchè spreco di impregnante. Minitunnel ha dato anche
a molti commercianti di legname e di pavimenti in legno
l'opportunità di cominciare a produrre internamente prefiniti
da pavimento altamente personalizzati e con costi di gestione
e produzione inferiori alle grandi fabbriche, soggette alle logiche
di scala industriale.
Minitunnel, unitamente alle macchine invecchiatrici che Paoloni
include nella sua gamma, tutte visibili sul sito dedicato
www.rusticatrici.it, è in grado di svolgere il 75% dei lavori necessari
a portare le tavole di legname dalla condizione di colore
naturale fino alle sfumature più vendute negli showroom.
Con Minitunnel, il trattamento e la finitura delle doghe avviene
in 4 semplici passaggi. Spieghiamoli nel dettaglio.
Andrea Paoloni: Il primo step comprende: pulitura, spazzolatura,
invecchiamento o rusticatura delle tavole. L'aspetto tattile
delle superfici dipende proprio dalle prime fasi di trattamento
del pavimento in legno. Per ottenere un effetto di pulitura del legname,
ovvero ripulire la tavola dai pulviscoli di legno generati
dal passaggio in segheria, si usa la macchina spazzolatrice.
Per un effetto di rusticatura più o meno pesante,
ovvero per creare un aspetto
invecchiato - ottenuto
asportando la vena morbida
delle plance di legno - si
adottano invece le spazzole
in acciaio ottonato. Se si esegue
una rusticatura pesante,
ossia molto profonda, occorre usare una seconda spazzola per ripulire il pelo del legno
che si è sollevato per effetto abrasivo dell'attrito con la
spazzola (solo il legno di essenza larice minimizza questo
effetto). La velocità di rotazione delle spazzole, regolabile
grazie a un inverter, e il tipo di spazzola usati nel trattamento
sono fondamentali per ottenere l'effetto voluto.

La tavola ora è pronta per essere colorata.
Andrea Paoloni: Sì, siamo alla fase di impregnazione e
colorazione di base, sempre che non si desideri una finitura
trasparente. Minitunnel può impregnare o tingere anche
una sola superficie delle plance senza sporcare o
macchiare il "lato B". Questo è possibile grazie a un sistema
ingegnoso che, contrariamente a tutte le altre macchine
in produzione nel mondo della tintura del legname,
per la prima volta e in esclusiva (grazie a un innovativo brevetto), compie
il lavoro facendo viaggiare le doghe da pavimento in verticale.
L’impregnazione avviene grazie un rullo in spugna alimentato continuamente
da un controrullo in acciaio. È su ques'ultimo che cola dall'alto la
vernice o l'olio senza essere spruzzato direttamente sul legname. Il sistema
consente di distribuire in maniera uniforme qualsiasi prodotto sulle
superfici verticali del legno senza provocare gocciolii, schizzi o macchie.
E questo grazie a un sistema di spazzola “intelligente”.
Andrea Paoloni: Proprio così. Minitunnel è dotata di spazzola regolabile secondo
tre parametri: velocità di rotazione, durezza della setola e senso di rotazione
(girando in senso orario spande la vernice con effetto coprente, in
senso antiorario, invece, asporta l'eccesso di prodotto dalle vene del legname).
In questo modo è possibile calibrare tanto la quantità di prodotto da lasciare
sulla superficie, quanto quella da asportare per ottenere l'effetto desiderato.
Tra i risultati ottenibili si contano: l’impregnazione, la colorazione, la
copertura, la velatura, la sbiancatura, la protezione a lucido o trasparente.
Una volta che il legname è asciutto, si procede con la levigatura?
Andrea Paoloni: Sì, ma è fondamentale pulire prima la tavola. Succede spesso
che, essenze come il Rovere, dopo un trattamento con impregnante all’acqua,
rispondano con il sollevamento di particelle di legname, dette propriamente
“pelo”. In questo caso, la spazzola più adatta è quella lamellare che alterna
setole di nylon a strisce di carta abrasiva a grana variabile. Con apposite
spazzole in cotone, invece, si possono lucidare tutte le superfici del legno.
Qual è l’ultima fase di trattamento?
Andrea Paoloni: Per ottenere un prodotto finito e calpestabile, senza correre
il rischio di rovinare la vernice o graffiare ad esempio il legname da
pavimento con i tacchi delle scarpe, si procede con la finitura. Le nostre
macchine impregnatrici effettuano la spalmatura e la spazzolatura di prodotti
che proteggono il legname.
Invito tutti gli interessati a visionare le mie macchine al lavoro nello stabilimento
di Pesaro. Senza impegno i miei tecnici saranno a disposizione dei
lettori di Professional Parquet.

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