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AREA POSATORI

POSATORI PARQUET. CODICE DI TRASPARENZA ::: A proposito di CODICE DI TRASPARENZA
    BUONE IDEE di Filippo Cafiero
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Gli imprenditori aderenti al progetto sfidano il mercato, ma prima ancora se stessi, sottoponendosi alla verifica continua di tutti i potenziali interlocutori ...



Ormai è ufficiale: dal mese di febbraio 2011 alcuni produttori di parquet si sono dotati di un Codice di Trasparenza, ovvero di un codice di autoregolamentazione e disciplina per rendere più trasparente il loro rapporto con il mercato.
In un contesto ormai abbastanza regolamentato per norme tecniche e standard di riferimento e per requisiti prestazionali, all’indomani dall’entrata a regime della marcatura CE, questi imprenditori (associati al Gruppo Pavimenti di Legno di EdilegnoArredo) hanno deciso di andare oltre e di presentarsi al mercato fornendo un’informazione con indicazioni più puntuali sul loro prodotto e sul loro modo di relazionare verso il mercato e verso tutti i loro potenziali ed effettivi acquirenti.
Altrimenti detto, laddove di certo non mancano leggi e norme che fissano limiti al di sotto dei quali le caratteristiche qualitative e tecniche dei prodotti non possono scendere e leggi che fissano precisi criteri per un’informazione chiara e comprensibile, con il Codice Trasparenza parquet questi imprenditori hanno voluto contribuire a quel “di più” rivolto alla sensibilizzazione per un rapporto verso il mercato che metta in evidenza circostanze e impegni che possono interessare al di là degli obblighi di legge. Impegni verso il mercato, verso la clientela, verso gli altri operatori della filiera e verso il consumatore finale.
Il Codice di Trasparenza mira, infatti, ad attuare un vero e proprio codice di buona condotta: chi intende aderirvi si impegna con apposita dichiarazione ad assumere un preciso e trasparente comportamento e atteggiamento - frutto di quella scelta autonoma e volontaria - verso il mercato, verso gli acquirenti e gli altri distributori della catena distributiva, secondo precisi canoni di autodisciplina.
Chi vi aderisce è vincolato non per obbligo di legge, ma per scelta propria. Una scelta che, necessariamente, parte dall’accettazione degli obiettivi perseguiti e, inevitabilmente, finisce per condizionare e impegnare la stessa organizzazione interna aziendale.

 

FILIPPO CAFIERO. AVVOCATO DEL FORO DI MILANO E DOCENTE DI DIRITTO ALL’ISTITUTO I.P.S.I.A. G. MERONI DI LISSONE , SCUOLA PER L’INDUSTRIA DEL LEGNO DEL MOBILE E DELL’ARREDAMENTO. DA OLTRE 10 ANNI COLLABORA CON PROFESSIONAL PARQUET E LA CASA EDITRICE SPAZIOTRE. È CONSULENTE DI FEDERLEGNOARREDO.



::: IN CONCRETO…
In questo Codice ci credono prima di tutti gli stessi imprenditori che vi hanno già aderito, con il particolare coraggio di mettersi alla prova rispetto al mercato. Una prova non di poco conto se si considera che:
a) gli impegni verso il mercato si traducono in concreto in un preciso comportamento nella presentazione del prodotto;
b) gli impegni verso la clientela si traducono in concreto in un preciso comportamento nella relazione - anche comunicativa - con la clientela, nell’indicazione espressa delle norme, degli standard e dei criteri assunti a riferimento per il prodotto e per il caso di contestazione sullo stesso;
c) gli impegni verso gli altri operatori della filiera si traducono in concreto nella necessaria selezione e scelta di quanti potranno garantire l’osservanza degli stessi criteri di cui detto prima e il rispetto continuo e puntuale degli obblighi di legge relativamente alle modalità di circolazione del prodotto;
d) gli impegni verso il consumatore finale si traducono in concreto nel rispetto di un preciso comportamento con riguardo all’assistenza post vendita, laddove offerta.

::: DUBBI E RISPOSTE
Certo, quando si dà vita a sistemi o organizzazioni che coinvolgono più soggetti, di fatto anche tra loro concorrenti, è innegabile che i dubbi affiorino immediatamente. Innanzitutto sulla stessa concreta attuazione dell’impegno e in secondo luogo sulla sua validità.
Sulla sua attuazione, perché non subito si riesce a immaginare come possano mai imprese concorrenti scegliere spontaneamente di assumere un atteggiamento comune verso il mercato e nell’interesse di questo; sulla sua validità, perché, di contro, immediatamente la mente corre veloce a ipotizzare che, come impegno spontaneo e volontario, allo stesso modo della sua assunzione esso può essere “sciolto” altrettanto spontaneamente e autonomamente.
Per carità, questo è vero, ma è nella stessa realtà delle cose di tutti gli impegni unilaterali. Solo che a comportarsi in tal modo un imprenditore finisce per esporsi palesemente (e autonomamente) alla considerazione negativa del mercato.
Non è opportuno, e in realtà neppure corretto anche per quella stessa ragione che permette di durare nel tempo ad altri sistemi di autodisciplina in atto per altri ambiti (si pensi al codice di autodisciplina pubblicitaria): nella spontaneità e volontarietà dell’adesione ci sta anche l’assoggettamento al controllo, al peso sanzionatorio di chi controlla e al peso e agli effetti delle stesse sanzioni previste.
Ma non ci può stare spazio di interesse alcuno, perché qui si tratta di una grande e particolare sfida che questi imprenditori fanno, prima ancora che al mercato, a se stessi, esponendosi apertamente e sottoponendosi alla verifica continua di tutti i loro potenziali interlocutori, oltre che riconoscendo la necessità della rivisitazione e rimodulazione del loro stesso agire, interno ed esterno.

::: VERIFICHE, RISCONTRI…
Peraltro, ragionare di un simile sistema solo in termini di controlli (chi li fa, quando, in che modo) sarebbe, oltre che ingiusto e riduttivo, oltremodo deviante. Domandarsi chi effettua i controlli, con quali modalità e con quale efficacia è lecito, ma limitarsi a circoscrivere il sistema attuato dal Codice Trasparenza Parquet alla risposta a tali dubbi non potrà mai dare il giusto conto di quanto con esso si potrà realizzare e di quanto potrà trarre giovamento l’intero settore, sia in termini di sensibilizzazione e attenzione verso questo particolare prodotto che è il parquet, sia in termini di elevazione della formazione, della cultura e della professionalità dell’intero settore.
In realtà, per tutto quanto previsto dal Codice Trasparenza, prima ancora che di controlli e di controllori, sarebbe più corretto e più coerente parlare e ragionare in termini di verifiche e riscontri, o comunque della possibilità di verificare e di rilevare concretamente e quotidianamente, sul campo, indipendentemente dalla figura e dal ruolo dell’interlocutore dell’impresa che sceglie di operare in regime di codice di trasparenza. Sul campo, perché si tratta di una verifica e di un riscontro da effettuarsi con riguardo alla trasparenza di un comportamento (di quell’imprenditore e produttore di un pavimento di legno), prima ancora che di un prodotto o di un documento o di un contratto che lo riguarda.

::: … E CONTROLLI
Il controllo, sì, è stato previsto. La sua particolarità sta nel fatto che, in aggiunta a quello “a campione”, esso potrà prendere le mosse a iniziativa di qualunque interessato, aprendo necessariamente un contraddittorio sulle ragioni di costui, fino a giungere a verificare non per forza la verità di carte e documenti commerciali, quanto piuttosto di comportamenti coerenti, lineari e trasparenti.
Né chi effettuerà i controlli, né lo stesso Codice (che comunque li ha previsti) hanno mai inteso, o comunque anche solo astrattamente ipotizzato, di sostituirsi alle autorità (amministrative e giudiziarie) preposte. Non si è voluto e non si vuole, infatti, aprire una strada a controlli che in realtà sono già oggi di competenza di autorità ben definite, ma si è voluto e si vuole lasciare aperta la strada per verificare (e, se del caso, censurare, con eventuale conseguente sanzione) che a una trasparenza dichiarata (e, perché no, anche pubblicizzata) segua e corrisponda una trasparenza di comportamento.
È evidente che perché ciò avvenga, tanto più trasparente sarà la dichiarazione e l’informazione, tanto più trasparente sarà il comportamento verso il mercato. Così come è evidente che tanto più trasparente sarà tale comportamento, tanto meno difficile e difficoltoso dovrà risultare (per il mercato) avere risposte e chiarimenti.
D’altra parte, a ben vedere, è pur vero che, con l’adesione al codice, non solo non ci si sottrae al rischio dei prescritti possibili controlli da parte delle autorità preposte, ma addirittura ci si pone (da se stessi) nella condizione di vedere aggravata la propria posizione, perché a ogni manifestazione di trasparenza non veritiera aumenteranno le possibilità di incorrere anche in reati quali quelli relativi alle mendaci dichiarazioni al mercato e simili. Il che, di certo, non è da sottovalutare .
Venendo, infine, agli aspetti puramente pratici, non c’è invece dubbio (né per chi vi ha già aderito, né per chi è ancora in attesa di maturare il proprio convincimento, né per tutti i potenziali interlocutori) che, come ogni iniziativa che comincia la sua avventura, dopo un primo rodaggio, qualcosa dovrà sicuramente essere tarato e messo a punto.
Ma non ci può esser neppur dubbio che dietro il meccanismo e il sistema che si avvia va visto lo sforzo e il coraggio di chi sceglie di farsene carico. Perché ciò significa inevitabilmente mettersi in gioco agli occhi di molti. Sia di chi è già cliente, sia di chi si auspica che lo diventi.

 

::: RICORDA!
Gli impegni verso la clientela si traducono in concreto in un preciso comportamento nella relazione - anche comunicativa - con essa, nell’indicazione espressa delle norme, degli standard e dei criteri assunti a riferimento per il prodotto e per il caso di contestazione sullo stesso.

Né chi effettuerà i controlli, né lo stesso Codice (che comunque li ha previsti) hanno mai inteso sostituirsi alle autorità preposte. Non si è voluto e non si vuole, infatti, aprire la strada a controlli che in realtà sono già oggi di competenza di autorità ben definite, ma si è voluto e si vuole lasciare aperta la strada per verificare (e, se del caso, censurare, con eventuale conseguente sanzione) che a una trasparenza dichiarata (e, perché no, anche pubblicizzata) segua e corrisponda una trasparenza di comportamento.





 

AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE ...

  

[febbraio 2012] Vi sveliamo i preziosi parquet di Villa Reale a Monza. FOCUS di D. Adelizzi

[febbraio 2012] QUALCHE CHIACCHIERA IN MENO… QUALCHE PROVA IN PIÙ. L’APPROFONDIMENTO di A. Viscardi

[dicembre 2011] LA LUCE BRASILIANA. persone e progetti di L. Truzzi

[dicembre 2011] IL SETTORE, senza peli sulla lingua. L’OPINIONE di F. Fiorellini

[ottobre 2011] Voce ai PARCHETTISTI. L’INTERVISTA di M. Errico

[ottobre 2011] QUANTO CONTA ISOLARE. RICERCHE a cura dell'uff. tecnico ISOLMANT

[ottobre 2011] PERICOLI e PREVENZIONE per i posatori. FOCUS di D. Adelizzi

[ottobre 2011] Piccoli interventi per “RIGENERARE” IL PARQUET. RISTRUTTURAZIONI di M. Errico

[ottobre 2011] SICUREZZA e SALUTE sul lavoro. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[ottobre 2011] La piccola BOTTEGA degli ORRORI. SOTTO LA LENTE di A. Viscardi

[ottobre 2011] Il LABIRINTO del Parco Giardino Sigurtà. GRANDI OPERE di M. Castelluccio

[agosto 2011] ELEGANZA, A QUATTRO STELLE. persone e progetti a cura della Redazione

[agosto 2011] Pavimenti LIGNEI e IMPIANTI di riscaldamento/raffrescamento. FOCUS di D. Adelizzi

[agosto 2011] Quando al fornitura di parquet avviene secondo CAMPIONE. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[agosto 2011] Tra il dire e il FARE… c'è la professionalità. L'APPROFONDIMENTO di A. Viscardi

[giugno 2011] GIOIELLI DA VIVERE. persone e progetti di M. Castelluccio

[giugno 2011] CATALOGHI COMMERCIALI e SCHEDE TECNICHE. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[giugno 2011] Tra il dire e il FARE…. L’APPROFONDIMENTO di A. Viscardi

[aprile 2011] Acquaviva = L’ACQUA IN MOVIMENTO. persone e progetti di L. Truzzi

[aprile 2011] Sempre colpa del POSATORE?. IL CASO di M. Errico

[aprile 2011] A proposito di CODICE DI TRASPARENZA. BUONE IDEE di F. Cafiero

[aprile 2011] I NUOVI MATERIALI A BASE LEGNO. Per pavimenti (e non solo). FOCUS di D. Adelizzi

[aprile 2011] Qual'è un BUON ADESIVO?. IL PUNTO di A. Viscardi

[febbraio 2011] Quando il legno attraversa SECOLI DI STORIA. persone e progetti di M. Castelluccio

[febbraio 2011] ITLAS per JOÃO NUNES. design di F. Ferrari

[febbraio 2011] UNI CEN/TS 15717: ancora sulla valutazione della POSA DEI PARQUET. L'APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi

[febbraio 2011] SOTTOFONDI: competenze e responsabilità. DOSSIER EDILIZIA di F. Cafiero

[febbraio 2011] Benessere ambientale e RISCALDAMENTO A PAVIMENTO: un passo avanti. DOSSIER EDILIZIA di A. Viscardi

[dicembre 2010] Vita di MARE. persone e progetti di B. Piacentini

[dicembre 2010] La valutazione della POSA DEI PARQUET è oggi unificata. APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi

[dicembre 2010] UNI EN 14904, prestazioni e marcatura dei PARQUET SPORTIVI. APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi

[dicembre 2010] Ancora sul ruolo del CONSULENTE TECNICO. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[dicembre 2010] Tra normative e ASPETTATIVE. il punto di A. Viscardi

[settembre 2010] Per favore, NON CHIAMATELO PARQUET (e non marcatelo CE)!. APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi

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[luglio 2010] GIORNALE dei lavori e VERIFICHE in cantiere (I° parte). focus di D. Adelizzi

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[settembre 2008] RICOMPENSA O “BASTONATA”? di A. Viscardi

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