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::: È nato il CODICE TRASPARENZA PARQUET buone idee di Federica Fiorellini
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L’impegno verso una
produzione “limpida”,
che metta in evidenza
tutte le caratteristiche
del prodotto che
possono interessare il
mercato e i consumatori.
Questo alla base
del progetto promosso
dal Gruppo Pavimenti ...
Il fatto. L’11 febbraio scorso, presso la bella sala Armellini di FederlegnoArredo,
15 aziende aderenti al Gruppo Pavimenti Legno di
EdilegnoArredo hanno presentato alla stampa il frutto di un oltre
un anno di lavoro: il Codice Trasparenza Parquet.
Come hanno ricordato i relatori durante la conferenza, il settore dei pavimenti
di legno è caratterizzato da un articolato sistema di norme, cui si aggiungono
disposizioni quali la marcatura CE e leggi quali il Codice del Consumo,
che obbligano le aziende a rispettare precise prescrizioni e a fornire informazioni
chiare e complete. Detto questo, il disordine che regna nella filiera è tale
che alcune aziende associate al Gruppo pavimenti hanno ritenuto opportuno
assumere un ulteriore impegno verso il mercato. In estrema sintesi, così
è nato il Codice Trasparenza Parquet, un regolamento volontario di buona
condotta che controlla il comportamento delle aziende che aderiscono.
::: IL FRUTTO DI UN ANNO E MEZZO DI LAVORO
Il “Codice”, in realtà, è il risultato di circa un anno e mezzo di lavoro in seno
al Gruppo Pavimenti. Lorenzo Onofri, presidente del Gruppo, già un anno fa
ci spiegava come quello della “trasparenza” fosse un tema spontaneamente
venuto a galla discutendo con alcuni produttori che sentivano la necessità
di prendere le distanze da quanto stava accadendo sul mercato. «Oggi più
che mai c’è bisogno di una corretta informazione al consumatore finale - ci
ha spiegato a suo tempo Onofri - che non sa più orientarsi tra le mille offerte
di prodotti, a norma e non. Lo stesso si può dire per i rivenditori, che non riescono
più a capire ‘chi fa che cosa’».
Di qui la nascita del Codice, che si pone
l’obiettivo di creare una sorta di carta di
identità del prodotto, che dia tutte le informazioni
necessarie al consumatore per capire
cosa effettivamente sta acquistando.
Le aziende che aderiscono volontariamente
al Codice di Trasparenza si impegnano
in pratica a fornire tutti i dati (tecnici
e non solo) che riguardano il proprio
prodotto. Ovviamente questi dati sono
sottoposti a verifica da parte del Comitato
Tecnico di Controllo (che può emanare
sanzioni per eventuali difformità), presieduto dall’avvocato Filippo Cafiero e formato da soggetti terzi e da
rappresentati delle aziende aderenti.
Nel presentare ai giornalisti l’iniziativa, Giovanni Basso, presidente del
Codice Trasparenza Parquet, ha ricordato che l'adesione al Codice nasce
sul principio di autodichiarazione e autodisciplina, per procedere
sul principio dell'autoregolamentazione controllata e sul principio della
interazione con il mercato, vincolata da canoni comportamentali ben
precisi e categorici, sotto il medesimo controllo.
«Le aziende che scelgono di aderire al progetto - ha spiegato poi Stefano
Berti, presidente del Comitato Operativo - si impegnano a garantire al
mercato professionalità e attenzione, raccontando il proprio prodotto dalla
provenienza della materia prima alla consegna finale».
::: IN SINTESI…
Il Codice Trasparenza Parquet è gestito da un Comitato Operativo formato
da cinque membri, di cui due in rappresentanza delle imprese aderenti
al progetto, nominati dall’assemblea degli aderenti al progetto stesso,
e tre nominati dall’assemblea del Gruppo Pavimenti Legno in rappresentanza
del mondo tecnico-scientifico. L’iniziativa traccia un percorso
finalizzato a incontrare l’interesse di un numero sempre maggiore di
aziende e ad accrescere la cultura e la professionalità dell’intero settore.
Le aziende aderenti al Codice Trasparenza Parquet all’11 febbraio 2011 sono
15. Per maggiori informazioni: www.codicetrasparenzaparquet.org
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