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::: Le fasi della VENDITA marketing di J. Burger
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Vendere,
contrariamente
a quanto si pensa,
è un’attività
che richiede
molteplici capacità
e competenze,
sia tecniche
che relazionali.
È un percorso a tappe
con numerosi ostacoli
da superare.
Proviamo a percorrerlo
insieme al signor Gino
e la signora Anna ...
In uno showroom ben curato, funzionale ed elegante conferisce
un’immagine positiva all’azienda ed esercita un prezioso potere
d’attrazione nei confronti della clientela.
La promessa implicita in quell’immagine deve essere mantenuta anche
nei servizi, a cominciare dalla vendita.
Troppo spesso si fanno investimenti importanti per creare showroom di
grande impatto estetico e poi si trascura completamente la formazione
del personale addetto alle vendite.
Vendere, contrariamente a quanto si pensa, è un’attività che richiede
molteplici capacità e competenze, sia tecniche che relazionali. E il processo,
che dal primo contatto conduce alla vendita, è un percorso a tappe
con numerosi ostacoli da superare.
Proviamo a percorrerlo insieme, riconoscendo le fasi della vendita e le abilità
che il venditore deve mettere in campo per conquistare il cliente.
::: LA STORIA DEL SIGNOR GINO E LA SIGNORA ANNA
Ci aiutano il signor Gino e sua moglie Anna, che si recano allo showroom
“Superparquet” per vedere pavimenti e rivestimenti da utilizzare nella ristrutturazione
di una porzione della loro casa.
Eccoli mentre scendono dalla macchina, attraversano l’area di parcheggio
e si fermano davanti alle vetrine. L’eleganza sobria del layout e gli
spazi ampi e vuoti, voluti dall’architetto per esaltare i pieni degli espositori,
generano in loro un lieve senso di disagio.
Non si riconoscono in quel codice linguistico, abituati come sono agli
spazi piccoli e affollati di oggetti della loro cascina in campagna.
Decodificano quei vuoti come eccessiva
abbondanza, spreco, ricchezza,
e pensano: “Saranno cari!”.
Superato l’attimo di intimidimento, il
signor Gino afferra la maniglia della
porta di vetro ed entra nello showroom,
accompagnato dal “din-don”
che avvisa il personale dell’arrivo di
un nuovo cliente.
Li ritroviamo lì, il signor Gino e la signora
Anna, al centro dell’ingresso, a
metà strada tra la porta a vetri e il
banco reception. Esitano un attimo,
incerti sulle regole del luogo: si potrà
girare liberamente o si deve aspettare
che arrivi qualcuno?
Un volto sorridente spunta dietro il
banco e li toglie dall’imbarazzo: “Buongiorno, mi chiamo Franca, in cosa posso esservi utile?”.
L’accoglienza calda, informale e gentile dell’addetta alle vendite mette a
loro agio il signor Gino e la signora Anna.
La mossa d’apertura è stata vincente e ha permesso ai clienti di superare
il primo ostacolo: quella sensazione ancora intraducibile in parole,
che dalla pancia segnala benessere e sicurezza oppure avversione e diffidenza.
È andata bene. “Gentile la ragazza” è la sentenza, soddisfatta, della
pancia.
“Vorremmo vedere dei parqueti”, dice il signor Gino. “Dobbiamo ristrutturare
una parte della nostra casa”, aggiunge la signora Anna.
“Avete già un’idea del tipo di pavimento che desiderate o preferite avere
prima una panoramica delle diverse tipologie che trattiamo?”.
Brava Franca, ottima domanda: lascia il signor Gino e la signora Anna liberi
di scegliere, li fa sentire protagonisti e segnala loro disponibilità e
attenzione verso i loro bisogni.
“Pensavamo al parquet, inizialmente, ma vorremmo vedere anche dei pavimenti
che lo imitano”, dice il signor Gino. “La cosa importante è che
siano facili da pulire”, precisa la signora Anna.
“Il parquet lo avete mai avuto?”, chiede Franca, “Ne conoscete le caratteristiche?”.
La domanda mira a raccogliere un’informazione necessaria per sapere
come muoversi dopo: se non conoscono per esperienza diretta il parquet,
Franca dovrà spiegare loro come va trattato, con quali prodotti e
con quali vantaggi e svantaggi.
Non basta far vedere il pannello con il pavimento finito e trattato. Occorre
fornire al cliente anche informazioni e criteri di scelta che lo mettano
in condizione di prendere la decisione giusta per lui, decisione di cui essere
soddisfatto anche dopo l’acquisto.
La vera soddisfazione del cliente è quella che dopo 5 o 10 anni gli fa dire
ancora: “Sono contento di questo pavimento. Lo sceglierei ancora”.
Nel caso in cui il signor Gino e la signora Anna avessero già un pavimento
in legno, è utile fare alcune domande per sondare la loro esperienza:
- “Avete un parquet massiccio o prefinto? Con quale finitura?”.
- “Siete contenti della scelta fatta, oppure non vi ha soddisfatto per qualche
motivo?”.
- “Prendete in considerazione anche la possibilità di un laminato per ragioni
puramente di manutenzione o per altri motivi?”.
Le risposte a queste domande consentono a Franca di capire cosa è veramente
importante per il signor Gino e la signora Anna.
Grazie alla preziosa informazione potrà fare una prima scrematura delle
tipologie di pavimenti rispondenti alle loro esigenze.
::: PER GUIDARE IL CLIENTE NELLA SCELTA
Ci sono altre informazioni di cui Franca ha bisogno per indirizzare e guidare
i clienti verso la scelta migliore per loro?
Sì, può porre alcune domande per ottenere un quadro d’insieme più
completo, che l’aiuterà a servire meglio i clienti:
• Nella casa nuova andrete ad abitare voi? (Non datelo mai per scontato.
Potrebbe darsi che la porzione di casa da ristrutturare sia destinata al
figlio e che i genitori si stiano guardando in giro per lui. In tal caso non
saranno il signor Gino né la signora Anna a decidere, bensì il figlio e la
futura nuora).
• Siete venuti di vostra iniziativa o vi ha mandati l’architetto? (La domanda
serve ad appurare il ruolo dell’architetto. Chi è? è stato lui a indirizzare
il cliente allo showroom? Esiste un progetto o un capitolato
da rispettare?)
• Quali saranno i tempi previsti per i lavori?
• Come sarà questa casa? Quanti locali avrà?
Le informazioni sulla casa sono utili per individuare altri prodotti di cui
il cliente può avere bisogno: elementi di arredo bagno, scale di legno,
porte o serramenti.
Franca pone queste domande mentre accompagna il signor Gino e la signora
Anna verso l’area in cui sono esposte le ceramiche.
::: LA FASE DI PRESENTAZIONE DEI PRODOTTI
Mentre i grandi pannelli scorrevoli sfilano davanti agli occhi della coppia,
Franca dà qualche breve informazione sulle caratteristiche dei legni
che stanno osservando. Poche note sapientemente dosate nel silenzio
necessario ai clienti per osservare i pavimenti e immaginarli nella loro
casa, abbinati ai loro arredi.
Le informazioni perseguono una duplice finalità:
• mantenere la relazione con i clienti, una relazione rispettosa dei loro
tempi;
• valorizzare e connotare i prodotti, in modo che al ricordo visivo si associ
un significato: quello è il pavimento preferito dall’architetto… lo
ha usato nella ristrutturazione del museo… Oppure: questo legno è
stato premiata l’anno scorso per l’innovazione… Oppure ancora: la doga
che sta osservando è stata realizzata con una nuova tecnologia…
Siamo nella fase di presentazione dei prodotti, una fase in cui Franca
sa di dover prestare molta attenzione al linguaggio non verbale del
cliente.
Difficilmente egli dirà: “Questo mi piace” o “Questo non mi piace”.
Franca cerca di capirlo osservando il volto, l’espressione, i piccoli gesti
e movimenti che segnalano piacere e apprezzamento, oppure delusione
e rifiuto.
E quando coglie un’emozione, invita il cliente a verbalizzarla, con una
domanda:
• “Le piace questa trama?”
• “Qual è il suo dubbio? Non mi sembra del tutto convinto”
Non pensate che al cliente interessino solo i prodotti. Ciò che lo conquista
e gli fa preferire uno showroom rispetto a un altro è la qualità della
relazione che il venditore riesce a instaurare.
Se c’è feeling tra venditore e cliente, se il cliente si sente accolto con
simpatia, rispettato, non giudicato, allora potrà esprimere liberamente
ciò che pensa e sente. E il venditore saprà di cosa ha bisogno in quel momento:
ricevere altre informazioni, essere rassicurato, essere aiutato nella
scelta, ecc.
Mentre riflettiamo sulla relazione cliente-venditore, il signor Gino e la signora
Anna hanno visto due tipi di pavimenti che incontrano il loro gusto.
“è facile da lavare?”. Chiede la signora Anna. “Quanto costa?”. Chiede
il signor Gino.
È il segnale d’interesse che Franca aspettava, segnale che annuncia il
passaggio a una nuova fase della vendita: la definizione di un’offerta.
::: LA DEFINIZIONE DELL’OFFERTA
Può darsi che al signor Gino basti ricevere un’indicazione di prezzo, per
sapere se il modello scelto può rientrare nel suo budget oppure no.
Ma potrebbe anche succedere che il signor Gino decida di andare fino in
fondo alla questione “prezzo” e chieda se è possibile avere uno sconto e
quanto costa la posa in opera.
È l’occasione buona per sedersi intorno a un tavolo e:
• fornire al cliente informazioni sull’azienda: come lavora, come è organizzata,
come gestisce la posa in opera;
• chiedere al cliente i suoi dati: nome, indirizzo, un recapito telefonico;
• chiedere al cliente se ha una pianta della casa, con le misure;
• dare al cliente tutte le informazioni che lo interessano sul tipo di pavimento
scelto: il nome, le caratteristiche, i tempi di consegna, il prezzo; senza dimenticare il biglietto da visita con il nome del venditore e il
numero di telefono dello showroom.
Chiariti i principali aspetti della fornitura, Franca riassume brevemente
gli accordi presi e i prossimi passi: “Nel pomeriggio verifico quale dei nostri
posatori può essere disponibile nel periodo che interessa a voi e in
settimana riceverete il preventivo completo di fornitura e posa dei pavimenti
scelti”.
::: LE TAPPE SALIENTI
Quando torna a riprendere l’auto, il signor Gino getta ancora uno sguardo
alla vetrina. Negli spazi sobri e vuoti che gli avevano dato un lieve
senso di inquietudine prima di entrare, percepisce ora la presenza di una
calda e rassicurante accoglienza.
Merito di Franca, e della sua capacità di andare incontro al signor Gino e
alla signora Anna con semplicità e calore e di averli accompagnati attraverso
ciascuna delle fasi della vendita che, per averle sempre ben presenti,
brevemente riassumiamo:
• l’accoglienza;
• l’intervista per capire cosa cerca o desidera il cliente;
• la presentazione dei prodotti;
• la proposta di un preventivo scritto;
• il congedo.
La vendita ovviamente non si conclude qui. Ma la prima tappa lascia ben
sperare. Il signor Gino e la signora Anna hanno percepito competenza,
gentilezza e disponibilità. Franca ha saputo vendere qualcosa che viene
prima del prodotto: la sua professionalità, la sua credibilità e la sua disponibilità.
::: LE FASI DELLA VENDITA
ACCOGLIENZA
● andare incontro al cliente
● staccare mentalmente
da ciò che si faceva ed essere
totalmente disponibili verso
il cliente
● mettere a proprio agio il cliente
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INTERVISTA
● porre domande per capire cosa
desidera il cliente
● acquisire informazioni utili
per guidarlo poi verso la scelta
migliore per lui
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PRESTAZIONE DEI PRODOTTI
● mostrare i prodotti in esposizione
● dare al cliente informazioni utili
sui prodotti
● fornire dei buoni criteri di scelta
● orientare la scelta verso due
o tre soluzioni
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PREVENTIVO
● dare al cliente informazioni
e stampati che l’aiutino
a ricordare i modelli scelti
● spiegare come è organizzata
e come lavora l’azienda
● chiedere al cliente i dati
necessari per la formulazione
di un preventivo
● prendere accordi sulle “prossime
azioni” da compiere
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CONGEDO
● ringraziare il cliente per la visita
● dare il proprio biglietto da visita
con i recapiti telefonici
● offrire la propria disponibilità
per qualsiasi esigenza
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