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AREA POSATORI

GIORNALE DEI LAVORI - GIORNALE DI CANTIERE ::: GIORNALE dei lavori e VERIFICHE in cantiere
    focus di Domenico Adelizzi (I° parte)
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Conoscere e seguire la cronistoria di un’opera, dal momento dell’ordine a quello della consegna, è possibile e spesso indispensabile. Come fare? Utilizzando il documento tecnico-operativo dei lavori. Uno strumento a volte sconosciuto a imprese e posatori di pavimenti in legno.

Prendendo spunto dal regolamento che disciplina il giornale di cantiere per la materia dei lavori pubblici (legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modifiche - prospetti n. 1 e 2), è possibile approfondire la tematica del giornale di cantiere e tutto ciò che comporta questo documento tecnico-operativo che, purtroppo, non è molto diffuso tra le imprese e i posatori, ma consentirebbe loro di conoscere la cronistoria di quanto è avvenuto dal momento in cui si è preso l’ordine fino alla consegna dell’opera, informazioni e dati utili per prevenire - o risolvere - vizi e difformità.

 

::: TUTTE LE SCHEDE TECNICHE DELL'ARTICOLO

>> PROSPETTO N. 1: articoli 156 e 157 ... GIORNALE DEI LAVORI - GIORNALE DI CANTIERE
>> PROSPETTO N. 2: possibili argomenti per il Giornale dei Lavori per pavimentazioni lignee ... GIORNALE DEI LAVORI - GIORNALE DI CANTIERE
>> PROSPETTO N. 3: sintesi del rapporto di equilibrio tra legno e umidità relativa dell'ambiente ... GIORNALE DEI LAVORI - GIORNALE DI CANTIERE
>> PROSPETTO N. 4: corrispondenza tra supporto ed elementi lignei da posa ... GIORNALE DEI LAVORI - GIORNALE DI CANTIERE



::: COS’È
Il giornale dei lavori è il documento in cui viene annotato cronologicamente tutto quanto interessa l’andamento tecnico ed economico dei lavori. Tale documento, secondo il regolamento delle opere pubbliche (anche utilizzato per opere private), deve essere tenuto da un assistente del direttore dei lavori per annotare in ciascun giorno l’ordine, il modo e l’attività con cui progrediscono le lavorazioni, la specie e il numero di operatori, l’attrezzatura tecnica impiegata dall’appaltatore, nonché le verifiche qualitative dei lavori. Prendendo spunto da ciò, si consiglia l’utilizzo di questo strumento anche per gli operatori del settore parquet, i quali possono riportare le circostanze e gli avvenimenti relativi ai lavori che possono influire sull’opera, inserendovi le osservazioni tecniche - qualitative - operative laddove siano utili per la qualità dell’opera.
È bene che nel giornale dei lavori per la realizzazione di opere pubbliche vengano annotate le seguenti informazioni: processo verbale di consegna dei lavori; ordini di servizio del direttore dei lavori; istruzioni e prescrizioni del responsabile del procedimento; istruzioni e prescrizioni avute dal direttore dei lavori; relazioni indirizzate al responsabile del procedimento; processi verbali di accertamento dei fatti; processi verbali di esperimento delle prove; verbali di contestazione; ordini di servizio dati all’appaltatore; verbali di sospensione dei lavori; verbali di ripresa dei lavori; verbali di pesatura; verbali di prelievo di campioni; varianti ritualmente disposte; verbali in cui si sono concordati gli eventuali nuovi prezzi. Secondo quanto recita il regolamento (vedasi prospetti n° 1 e 2), ogni dieci giorni e comunque in occasione di ciascuna visita, ai sensi dell’articolo 157, comma 4 del D.P.R. n. 554/1999, il direttore dei lavori verifica l’esattezza delle annotazioni riportate sul giornale dei lavori e aggiunge le osservazioni, le prescrizioni e le avvertenze opportune apponendo con la data la sua firma, di seguito all’ultima annotazione dell’assistente.

::: ACCETTAZIONE, QUALITÀ E IMPIEGO DEI MATERIALI
Il direttore lavori deve verificare che i materiali corrispondano alle prescrizioni del capitolato e che siano della qualità stabilita, nonché controllare che siano messi in opera solamente dopo la sua accettazione.
L’accettazione dei materiali e dei componenti è definitiva solo dopo la loro posa in opera. Il direttore dei lavori può rifiutare in qualunque momento i materiali e i componenti deperiti dopo l’introduzione in cantiere o che, per qualsiasi causa, non fossero conformi alle caratteristiche tecniche risultanti dai documenti allegati al contratto. In questo ultimo caso, l’appaltatore deve rimuoverli dal cantiere e sostituirli con altri a sue spese. Nel caso in cui l’appaltatore non effettui la rimozione nel termine prescritto dal direttore dei lavori, l’appaltante può provvedervi direttamente a spese dell’appaltatore, a carico del quale resta anche qualsiasi onere o danno che possa derivargli per effetto della rimozione eseguita d’ufficio. Anche dopo l’accettazione e la posa in opera dei materiali e dei componenti da parte dell’appaltatore restano fermi i diritti e i poteri dell’appaltante in sede di collaudo. L’appaltatore, che nel proprio interesse o di sua iniziativa abbia impiegato materiali o componenti di caratteristiche superiori a quelle prescritte nei documenti contrattuali, o eseguito una lavorazione più accurata, non ha diritto ad aumento dei prezzi e la contabilità è redatta come se i materiali avessero le caratteristiche stabilite.

::: I COMPITI DEL POSATORE
Dal momento in cui prende l’ordine, il posatore del parquet deve occuparsi del sopralluogo preventivo e di tutto ciò che, direttamente e indirettamente, serve a realizzare il parquet. Il posatore dovrà provvedere a eseguire le specifiche verifiche relative allo stato del luogo da pavimentare, al massetto e a tutti gli altri materiali e componenti da utilizzare (primer, elementi lignei, adesivi, prodotti per la finitura e così via).
La sequenza delle verifiche tecniche e operative rispetta la seguente scansione temporale: verifiche preliminari per gli ambienti da pavimentare; verifiche per il supporto da preparare alla posa in opera; verifiche per i materiali da utilizzare (elementi lignei, adesivo e materiali per la finitura); verifiche per il parquet posato in attesa della finitura; verifiche per la pavimentazione finita.

::: VERIFICHE PER GLI AMBIENTI DI POSA
Prima di iniziare la posa, si dovranno accertare: lo stato del cantiere, lo stato dei locali destinati allo stivaggio degli elementi lignei prima della posa, lo stato di presentazione del supporto e le condizioni idrometriche del locale. Se una di queste condizioni non è pienamente soddisfatta, sarà compito del posatore avvisare il capocantiere, il direttore lavori o lo stesso proprietario con uno scritto che riporterà la data delle verifiche e i risultati non adeguati rilevati. La stessa procedura è bene che venga applicata anche quando, per esempio, prima del ciclo di verniciatura, si constata che l'umidità del pavimento di legno non è adeguata per eseguire la protezione di finitura superficiale.

Quando evitare la posa
La posa degli elementi lignei non si deve effettuare se, nei locali da pavimentare e nei locali attigui, non sono soddisfatte almeno le seguenti condizioni: la secchezza delle opere in muratura, degli intonaci e dei raccordi deve essere adeguata e il contenuto di umidità non deve superare il 3 - 4%; i lavori di rivestimento con piastrelle o altri rivestimenti duri, sigillati incollati, sono terminati; sono state installate finestre per mettere a riparo il parquet dalle intemperie; c’è la tenuta stagna dei sanitari e dei caloriferi; la temperatura degli ambienti è uguale o maggiore a 15 °C non superiore a 25 °C; i battiscopa non devono essere posati; riscaldare i sottofondi qualora questi sono del tipo riscaldante, riscaldante/raffrescante; gli eventuali lavori di verniciatura e pulizia devono essere terminati.

Come conservare gli elementi lignei
I locali per lo stivaggio degli elementi lignei assumono notevole importanza per mantenere inalterate le proprietà dei vari materiali che saranno utili ai posatori per realizzare il parquet. Gli elementi lignei devono essere tenuti al riparo dalle intemperie in locali puliti, perfettamente asciutti, non soggetti a condensazioni di vapore acqueo, riscaldati se necessario e al riparo dalle risalite di umidità dai massetti, terrapieni e pavimenti. È preferibile che gli imballaggi degli elementi lignei rimangano intatti fino a qualche giorno prima della posa, per essere certi che non subiscono alcuna deformazione. Per evitare anomali assorbimenti d’umidità, si raccomanda di tenere le confezioni rialzate dal suolo utilizzando mattoni o tavole di legno. Gli adesivi devono essere stivati in ambienti con temperatura superiore a 10-15 °C. I prodotti per la finitura devono essere riposti in locali al riparo dell'umidità e dal gelo. Per tutti gli altri materiali sarà bene informarsi presso i singoli fornitori per conoscere le modalità adeguate per non deteriorarli.

Temperatura e umidità ambientale
È noto che questi due parametri sono fondamentali. Ecco qualche avvertenza: procedere alla posa degli elementi lignei solo se l'umidità dell'ambiente è compresa tra 45% e 65% e la temperatura compresa tra 15 e 25 °C; all’occorrenza, il capo cantiere può far procedere alla deumidificazione dei locali tramite pre-riscaldamento e ventilazione; quando le condizioni climatiche non consentono di ottenere un contenuto percentuale di umidità dell’ambiente ideale o adeguato, sarà d’uopo procurarsi degli elementi lignei con contenuto percentuale di umidità corrispondente a quella dei locali nei quali saranno posti in opera, oppure consentire al legno di stabilizzarsi al contenuto di umidità ambientale; in atmosfera costante, il legno raggiunge il contenuto percentuale di umidità, detta d'equilibrio, riportata nel prospetto n° 3. Si rammenta, che questi sono valori medi, perché la tipologia e la varietà delle specie legnose, le variazioni idrometriche dell'aria, l'inerzia del legno (segnatamente alla fine della stabilizzazione), generalmente non consentono di raggiungere sempre e precisamente i valori riportati.

::: VERIFICHE PER IL SUPPORTO
Le verifiche da eseguire non tengono conto della natura del supporto, ma tendono a riscontrare la sua conformità ad aggrappare gli elementi lignei.
In sintesi, le verifiche da eseguire sono: compattezza; spessore; rigidità; durezza superficiale; durata della stagionatura; contenuto percentuale di umidità residua; livello e quota del pavimento; stato della finitura superficiale; grado di pulizia; se necessario, proprietà meccaniche e di coesione dell’amalgama del massetto. Per la valutazione e l’adeguatezza delle singole proprietà costitutive del supporto e la congruità e l’adeguatezza del medesimo, si consulti il prospetto n°4.

Per supporti cementizi
Tra le verifiche da eseguire, assumono rilevante importanza lo stato delle superfici del supporto, la stratigrafia e umidità del massetto, la planarità della superficie e altre, che si analizzeranno nel prossimo numero.

Le verifiche tecnico-operative sul piano di posa
Il piano di posa deve essere sottoposto a specifiche verifiche tecnico-operative per accertare che non manifesti viziosità che possano mettere a repentaglio l’aggrappaggio e la tenuta degli elementi lignei una volta affrancati al supporto.
Si dovrà avere evidenza che la superficie di posa del massetto: sia pulita, liscia e regolare ma non eccessivamente levigata e assorbente; permetta la presa degli adesivi. Pertanto sul piano di posa non ci devono essere né polveri, né zone troppo lisce, né croste come di sovente si presenta una superficie realizzata con “l’elicottero”; presenti in ogni punto resistenza, rigidità, durezza e coesione adeguata. Un raschiamento superficiale con un oggetto metallico con punta non deve produrre né polvere, né granulosità, né scaglie; in caso di dubbio (o contenzioso), è possibile procedere alla misurazione della coesione superficiale del supporto il cui carico di rottura a trazione perpendicolare (detta distacco) deve essere non inferiore a 15 - 20 kg/cm2; le superfici devono essere protette dal contatto con corpi grassi, gesso o vernice prima di procedere alla posa in opera degli elementi lignei.

>> Continua sul prossimo numero …

 

::: TUTTE LE SCHEDE TECNICHE DELL'ARTICOLO

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[dicembre 2011] LA LUCE BRASILIANA. persone e progetti di L. Truzzi

[dicembre 2011] IL SETTORE, senza peli sulla lingua. L’OPINIONE di F. Fiorellini

[ottobre 2011] Voce ai PARCHETTISTI. L’INTERVISTA di M. Errico

[ottobre 2011] QUANTO CONTA ISOLARE. RICERCHE a cura dell'uff. tecnico ISOLMANT

[ottobre 2011] PERICOLI e PREVENZIONE per i posatori. FOCUS di D. Adelizzi

[ottobre 2011] Piccoli interventi per “RIGENERARE” IL PARQUET. RISTRUTTURAZIONI di M. Errico

[ottobre 2011] SICUREZZA e SALUTE sul lavoro. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[ottobre 2011] La piccola BOTTEGA degli ORRORI. SOTTO LA LENTE di A. Viscardi

[ottobre 2011] Il LABIRINTO del Parco Giardino Sigurtà. GRANDI OPERE di M. Castelluccio

[agosto 2011] ELEGANZA, A QUATTRO STELLE. persone e progetti a cura della Redazione

[agosto 2011] Pavimenti LIGNEI e IMPIANTI di riscaldamento/raffrescamento. FOCUS di D. Adelizzi

[agosto 2011] Quando al fornitura di parquet avviene secondo CAMPIONE. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[agosto 2011] Tra il dire e il FARE… c'è la professionalità. L'APPROFONDIMENTO di A. Viscardi

[giugno 2011] GIOIELLI DA VIVERE. persone e progetti di M. Castelluccio

[giugno 2011] CATALOGHI COMMERCIALI e SCHEDE TECNICHE. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[giugno 2011] Tra il dire e il FARE…. L’APPROFONDIMENTO di A. Viscardi

[aprile 2011] Acquaviva = L’ACQUA IN MOVIMENTO. persone e progetti di L. Truzzi

[aprile 2011] Sempre colpa del POSATORE?. IL CASO di M. Errico

[aprile 2011] A proposito di CODICE DI TRASPARENZA. BUONE IDEE di F. Cafiero

[aprile 2011] I NUOVI MATERIALI A BASE LEGNO. Per pavimenti (e non solo). FOCUS di D. Adelizzi

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[febbraio 2011] Quando il legno attraversa SECOLI DI STORIA. persone e progetti di M. Castelluccio

[febbraio 2011] ITLAS per JOÃO NUNES. design di F. Ferrari

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