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::: Il punto sul MERCATO EUROPEO DEL PARQUET strategie di F. Fiorellini
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La Federazione
europea dei produttori
di Pavimenti in legno
ha reso noti, nel corso
dell’annuale congresso,
i dati relativi
all’andamento
del settore nel 2009:
-20% la produzione
totale, -15% i consumi.
I numeri e i commenti ...
E' stato l’anno dei record per l’Associazione europea di produttori di
pavimenti in legno. In positivo e in negativo.
Record (più che positivo) di presenze al 35mo Congresso europeo
del parquet, svoltosi lo scorso 28 maggio: merito probabilmente della
“location”, l’affascinante città di Roma, che ha attirato quasi 100 invitati
(non crediamo di peccare di patriottismo esagerato ricordando che la
nostra capitale è la città con la più alta concentrazione di beni storici e
architettonici al mondo).
Record al ribasso di produzione e consumo di parquet in Europa per il
2009 (dopo vent’anni di crescita costante!). Lo ha - tristemente - sottolineato
il presidente dell’associazione, Lars Gunnar Andersen, in apertura
dei lavori: “Il 2009 ci ha messi di fronte a grandi sfide, dopo anni di crescita
costante, la produzione in Europa è calata del 20% (non succedeva
dal 2000!) e i consumi di circa il 15%”.
Nonostante tutto, non è stato totalmente pessimista Andersen e ha sottolineato
come negli ultimi mesi la domanda di pavimenti in legno in alcuni
Paesi abbia iniziato a crescere nuovamente. “…E allora bisogna
smettere di combatterci con guerre al prezzo più basso - incita i colleghi
Andersen -, unire le forze e sfruttare al massimo i nostri punti di forza:
qualità, creatività, innovazione. E poi concentrarci su una comunicazione
ben concepita e di successo con il consumatore finale, per aumentare
la sua consapevolezza e la conoscenza del nostro prodotto”.
Quest’ultimo punto, la sensibilizzazione del cliente finale, è stato, non a
caso, al centro di numerose delle iniziative messe in campo da Fep negli
ultimi anni - come ha ricordato il segretario Endre Varga - a partire dal progetto
Real Wood,
incentrato su un
sito Internet di
informazione al consumatore pubblicato in 8
lingue, per finire
con lo studio European Consumer Survey on Parquet,
presentato lo
scorso anno a
Varsavia, un’inchiesta
mirata a
individuare la
percezione che i
consumatori europei hanno del prodotto parquet (che si è rivelata molto utile per mettere
a punto nuovi approcci e strategie di marketing).
Un altro nodo centrale emerso durante la riunione, portato alla ribalta
da Lorenzo Onofri, Consigliere incaricato del Gruppo Pavimenti in Legno
di Edilegno (l’associazione italiana che ha “ospitato” il Congresso), è la
necessità di definire con precisione cosa significa produttore, per lavorare
in condizioni di concorrenza leale e positiva.
“Dobbiamo lavorare affinché ci siano regole chiare e condivise da tutti quelli
che operano nel nostro contesto”, ha sottolineato Onofri, che ha ricordato
poi l’esperienza italiana del Codice di Trasparenza, una sorta di carta di identità
del prodotto che fornisce al consumatore tutte le informazioni necessarie
per capire cosa effettivamente sta acquistando (noi di Professional
Parquet ne abbiamo parlato in diverse occasioni). “Siamo tutti sulla stessa
barca - ha proseguito Onofri - è venuto il momento di passare dalle parole all’azione
e di portare avanti strategie diverse da quelle adottate sino ad ora”.
Ed essere sulla stessa barca significa anche trovarsi a “combattere” ad armi
impari con Paesi come Cina e Russia, che non pagano tasse per esportare in
Europa i propri parquet, mentre esigono dazi del 10% la prima e del 20% la
seconda dai produttori europei.
Coesione dunque, ma anche chiarezza da contrapporre alla confusione…
E una punta di ottimismo, nonostante tutto, “perché una ricerca europea
ci ricorda che 5 consumatori su 10 vogliono cambiare il proprio
pavimento”, conclude Andersen, ma anche perché “Paesi come Stati Uniti,
Cina e India potranno aiutarci a rialzarci”.

::: 2009: UN ANNO DI PREOCCUPAZIONE PER I PRODUTTORI
Ma passiamo al commento dei “numeri” relativi all’andamento dell’industria
europea del parquet nel 2009, resi noti da Fep in anteprima a Roma.
In base ai dati forniti dalle singole aziende associate e dalle federazioni nazionali,
per il secondo anno consecutivo il mercato europeo ha dunque registrato
un significativo calo dei volumi di produzione e di consumo.
La produzione totale nei Paesi Fep è calata del 20,30%, con un volume di
67.523.000 di mq. “Siamo tornati ai numeri dell'anno 2000”, ha ricordato
Varga commentando i dati, sottolineando però che negli ultimi mesi in
Germania si è registrato un lieve aumento nella produzione e nei consumi, aumento che si auspica possa espandersi al resto d’Europa.
Le perdite maggiori si sono registrate in Ungheria, Olanda, Italia, nei paesi
Nordici (Danimarca, Finlandia, Norvegia), in Polonia (che rimane comunque
il primo produttore europeo) e in Spagna. La Germania è il secondo
produttore europeo, davanti alla Svezia.
Per quanto riguarda il piano di produzione nel 2009 per tipologia di parquet,
il multistrato rimane il parquet in assoluto più prodotto, aumentando
di un punto percentuale le sue quote rispetto al 2008 (78%, contro il
16% del parquet massiccio).
Nei numeri assoluti della produzione per nazione, la Polonia è ancora in
testa con il 17,50% della produzione totale europea, mentre la Germania
scende in seconda posizione con il 14,82% e la Svezia è terza con il 13,77%.
Passando ai consumi, in totale nei Paesi Fep c’è stata una flessione del
15,31%, scendendo a quota 86.005.000 mq.
Male i Paesi Bassi e l'Europa orientale, in particolare
l’Ungheria; la Germania rimane al primo posto
nella classifica dei consumi, con una quota
del 18,42%, la Spagna mantiene la seconda posizione
(13,12%), davanti alla Francia (11,67%).
Una curiosità: il record del più alto consumo
pro capite è austriaco: 0,76 mq a persona.
Due parole sulle specie legnose più utilizzate? Il rovere è in crescita continua
ed è in assoluto il legno più usato per i nostri parquet (ben 62,8%),
mentre cala sensibilmente l’uso di legni tropicali.

::: LA SITUAZIONE ITALIANA
Il mercato italiano ha seguito l'andamento negativo del mercato mondiale,
questo non è uno scoop: edilizia nuova ferma, ristrutturazione in dubbio,
consumo fermo. Il rallentamento dell'economia italiana, per la verità,
è iniziato già a metà 2007, molto prima rispetto agli altri Paesi dell'area
euro e della crisi finanziaria.
::: LA PAROLA AL PRESIDENTE
«Dopo più di 20 anni di crescita costante abbiamo avuto 2 anni durante
i quali il consumo di parquet si è ridotto del 33% circa. Questo
ci dimostra che la crisi finanziaria ha avuto un effetto imprevedibile e
un pesante impatto anche sulla nostra industria. È quindi incoraggiante
il fatto che l’industria del parquet sia riuscita ad attraversare
un così drammatico cambiamento di giro di affari subendo solo un
danno limitato. La nostra industria sembra avere la capacità di adattarsi
rapidamente ai cambiamenti delle condizioni di mercato e ciò
sta a indicare anche che è finanziata in modo piuttosto buono.
Qual è quindi la situazione attuale? Negli ultimi due mesi abbiamo
visto che la richiesta di parquet ha cominciato a crescere, almeno
in alcuni mercati, e diversi fra noi si aspettavano un più promettente
secondo semestre dell’anno. Poi è sopraggiunta la situazione in
Grecia e l’incertezza è aumentata di nuovo. Che cosa succederà, si
verificherà una situazione analoga in Spagna, Irlanda, Italia e Portogallo,
e cosa ne sarà dell’euro?
È un dato di fatto che la medicina che tali Paesi dovranno assumere
è amara e avrà un effetto negativo sui consumi a livello locale. Ciò
a sua volta comporta il fatto che verranno coinvolte le industrie di
esportazione degli altri Paesi (sebbene per quelli di noi che esportano
negli Stati Uniti il rapporto tra euro e dollaro statunitense è attualmente
piuttosto favorevole).
All’interno del clima macroeconomico dato, non possiamo fare molto
altro che adattare i nostri affari alla situazione attuale. Lo stesso
è stato fatto durante gli ultimi due anni, focalizzando l’attenzione in
particolare su creatività, qualità, innovazione e design (senza però
dimenticare l’importanza fondamentale e sempre crescente di una
comunicazione al consumatore efficace e ben concepita).
La ricerca di altri mercati per i nostri prodotti deve essere intensificata
e le previsioni economiche suggeriscono che l’Asia sarà l’area
di maggiore crescita per il commercio mondiale nel corso del prossimo
decennio. Le proiezioni dell'IMF della fine del 2009 indicano
una crescita del PIL pari all'8,2% annuo in economie di Paesi asiatici
in via di sviluppo nel periodo 2010-2014, rispetto all'1,9% annuo del
PIL nell'UE per il medesimo periodo.
Nonostante le difficoltà, sembra che la nostra industria sia ancora
pronta a combattere, per cui uniamo le nostre forze e competenze per uscire infine vincitori dal tunnel!
Cerchiamo di vedere i lati positivi: gli USA
mostrano segni di uno sviluppo positivo;
Brasile, Cina e India sono mercati in crescita,
che aiuteranno il resto del mondo a
rientrare in carreggiata; Il parquet ha una
costante quota di mercato del 5-6% in Europa
(ma abbiamo Paesi con una quota che
arriva al 20%).
Continuano a esserci grandi opportunità sulle quali dobbiamo
“concretizzare”. Sappiamo dalla nostra indagine paneuropea sul
parquet che 5 persone su 10 vogliono sostituire i pavimenti nella
propria casa. La gente associa i pavimenti di legno a una sensazione
di naturalezza e calore e li considera un buon investimento a
lungo termine. C’è bisogno di un’ulteriore educazione argomentativa
in tale direzione.
Il consumatore tiene molto alla “decorazione” e all’arredamento
della casa in cui vive e preferisce prodotti autentici a copie fasulle,
anche se i primi hanno un costo superiore.
Trasformare il parquet da materiale per l’edilizia a una parte importante
del design abitativo resta un obiettivo primario per il futuro,
dal quale dipende il successo finale.
Molte persone passano più tempo in casa - in media una settimana
- rispetto a 5 anni fa. Un pavimento di legno viene associato a una
”sensazione di calore” e a una confortevole atmosfera domestica.
Questo avviene molto meno nel caso di laminati, ceramica e altri
materiali per pavimentazione. Dobbiamo trovare strumenti adeguati
per volgere questi ingredienti essenziali a nostro vantaggio.
Qualunque sia lo sviluppo della situazione economica nel prossimo
futuro, sono convinto che sia importante che continuiamo ad aumentare
la consapevolezza del cliente, unendo le forze derivanti da
colloqui individuali, azioni aziendali, impegno di federazioni nazionali
e anche in collaborazione con l’associazione.
Questa è la strada che dobbiamo seguire e la garanzia che, lavorando
insieme in modo motivato, supereremo i problemi. Più potremo
collaborare, maggiore sarà l’impatto che avremo sul consumatore».
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L'edilizia ha iniziato a soffrire nel 2008 (-4,2%) e ha continuato nel 2009
(-9%): da una parte la crisi finanziaria scoraggia le intenzioni di costruire,
dall'altra l'edilizia italiana sta riconfigurando un mercato da indotto
dall'offerta a indotto dalla domanda. L'eccesso di produzione nelle costruzioni
- fanno notare le ricerche Fep - ha portato con sé un eccessivo
aumento dei prezzi per il settore immobiliare e una forte speculazione,
con il risultato di uno squilibrio nel rapporto qualità-prezzo.
Il segmento di mercato della nuova edilizia residenziale è stato il più colpito
dalla flessione (-19,2% nel 2009), mentre gli investimenti nelle ristrutturazioni
residenziali hanno registrato una contrazione del 4% (si
prevede che già nel 2010 ci sarà una risalita).
La flessione nell'edilizia non residenziale continua da due anni, ma si
prevede un miglioramento dal 2011 in poi.
Quanto al segmento dei pavimenti in legno, i numeri parlano chiaro: -
34,48% la produzione del 2009 (3.800.000 mq totali), -25% i consumi, che
si assestano sui 9.600.000 mq.
La produzione pro-capite passa da 0,10 a 0,06 mq, il consumo pro-capite
da 0,21 a 0,16 mq.
C’è una significativa inversione di tendenza relativamente alle specie legnose
più utilizzate: se nel 2008 avevano la meglio i legni tropicali (60%),
lo scorso anno il rovere è stato il legno di gran lunga più utilizzato (70%).
Prosegue l’ascesa dei parquet stratificati: i consumi di parquet massiccio
(14-22 mm) e di lamparquet (6-13 mm) sono crollati del 50% a favore del
“prefinito” (se ne sono consumati 7.600.000 mq).
::: E IL 2010?
L’industria europea del parquet ha sempre dimostrato di avere le capacità
di adeguarsi rapidamente alle condizioni mutevoli del mercato, tuttavia
la situazione è critica. Nonostante le previsioni della Commissione
europea siano piuttosto favorevoli per la seconda metà dell'anno, la cautela
è d’obbligo (Grecia docet).
Nessuno si sbilancia in previsioni a breve termine, nemmeno il board Fep.
C’è però un punto fermo: il pavimento in legno è in cima alla classifica di
gradimento del consumatore europeo, oltre a soddisfare tutti i requisiti richiesti
dai moderni criteri dello sviluppo sostenibile e della bioedilizia (come
ha ricordato Rupert Oliver, consulente dell’American Hardwood Export
Council, nella sua relazione, il legno è il prodotto sostenibile per eccellenza).
Un’altra nota positiva? Secondo le statistiche Intercontuft, la quota dei
pavimenti di legno sul totale delle pavimentazioni posate in Europa è salita
nel 2009 dal 5,6 al 5,8%.
E allora bisogna sfruttare questo vantaggio per tentare di conquistare
mercati nuovi e magari continuare a “rosicchiare” quote alle altre pavimentazioni.
L’impresa è ardua, per fare il punto sulla situazione l’appuntamento
è al prossimo Congresso Fep, che si terrà a fine maggio 2011 a
Dubrovnik, in Croazia…
::: TUTTI A TAVOLA!
E per chiudere in bellezza, dopo le
“fatiche” del Congresso, i rappresentanti
delle industrie europee del parquet
si sono ritrovati a tavola, in un
tipico ristorante romano: La Matriciana
(un nome, un programma).
La cena, offerta da Professional Parquet,
è stato un momento estremamente
piacevole, oltre che rappresentare
un primo, concreto, esempio
di quanto sia importante “fare squadra”.
Anche a tavola… Perché si sa
che davanti a un piatto di pasta e a
un bicchiere di buon vino tutto viene
più semplice, persino parlare di strategie
comuni con il competitor di
sempre.
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