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::: GIORNALE dei lavori e VERIFICHE in cantiere focus di Domenico Adelizzi (II° parte)
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Prosegue l’indagine
sul documento
tecnico-operativo
per le attività di posa.
Conoscere e seguire
la cronistoria
di un’opera,
dal momento
dell’ordine a quello
della consegna,
è possibile e spesso
indispensabile.
Tutti i consigli per
imprese e posatori.
La prima parte dello speciale è stata dedicata al contenuto del giornale
dei lavori, ossia del documento che ha come scopo quello di riportare
l’andamento tecnico ed economico dei lavori in modo tale
da mantenere sempre sottocchio l’opera in via di realizzazione. Per questo
motivo si sono successivamente analizzate le varie tipologie di verifica utili
per esaminare sia l’opera in itinere, sia quando la si è conclusa.
Vista la normale cronologia delle operazioni di posa e finitura delle pavimentazioni,
le verifiche tecniche e operative analizzate sono state suddivise
in cinque famiglie: verifiche preliminari per gli ambienti da pavimentare;
verifiche per il supporto da preparare alla posa in opera; verifiche
per i materiali da utilizzare (elementi lignei, adesivo e materiali per la finitura);
verifiche per il parquet posato in attesa della finitura e verifiche
tecniche e qualitative a opera terminata. Per i dettagli delle verifiche appartenenti
alla prima famiglia e alla prima parte della seconda si rimanda
alla lettura del precedente numero di Professional Parquet, mentre di
seguito si analizzano le verifiche per la seconda parte del secondo gruppo
e le altre successive.
::: VERIFICHE SUL SUPPORTO
>> Per supporti cementizi
Tra le verifiche da eseguire assumono rilevante importanza lo stato delle
superfici del supporto (analizzate nello scorso numero), la stratigrafia e
l’umidità del massetto, la planarità della superficie e altri elementi che si
analizzeranno di seguito.
>> Stratigrafia e umidità del massetto
Questi controlli sono necessari per conoscere la situazione reale stratigrafica
e idrometrica del massetto, constatato che l’umidità è uno dei
peggiori nemici del legno e dell’intero sistema parquet. Le verifiche servono
ad assicurarsi che il massetto non esponga gli elementi lignei da
posare all’assorbimento di umidità, causata dalla fuoriuscita o dalle infiltrazioni
di umidità; pertanto le verifiche più importanti puntano a
verificare che al momento della posa in opera degli elementi lignei, il
contenuto % di umidità del supporto non sia superiore a 1,5 - 1,8 %
della massa cementizia allo stato secco.
È noto che il contenuto % di umidità del supporto si determina
utilizzando un igrometro appropriato. Rientrano
in questa categoria sia gli igrometri elettrici debitamente
tarati, che gli igrometri che utilizzano il carburo di calcio.
Quest'ultimo metodo, che necessita il prelievo di un campione
del supporto, è il più affidabile. Un ulteriore sistema di verifica
del contenuto % di umidità residua del supporto lo si esegue con una bilancia termotecnica pesando una porzione di massetto, inserendola
nella sopraddetta camera fino al raggiungimento di 105 °C e poi ricorrendo
alla successiva pesata. Un antico metodo di stima ormai in disuso,
prevedeva lo spargimento sul suolo di una soluzione di fenolftaleina al
2% diluita in alcol a 90° e la verifica del comportamento del medesimo
considerando che più il supporto è umido, più la soluzione vira rapidamente
al violetto.
>> Planarità della superficie
La superficie del supporto deve necessariamente essere planare, ossia la
conformità della superficie a un piano teorico entro i limiti di tolleranza
previsti. Pertanto, le verifiche più importanti da compiere sono le seguenti:
• se il sottofondo è posto in opera prima del rivestimento del suolo dei
locali contigui, il livello segnato dal muratore deve essere rispettato
con una tolleranza di ± 2 millimetri;
• se il sottofondo è posto in opera dopo il rivestimento dei locali contigui,
i raccordi alle soglie devono essere eseguiti senza dislivelli, tenendo
conto dello spessore del rivestimento del suolo indicato dal capocantiere.
>> Per supporti a base legno
Sono materiali molto utilizzati per la posa di parquet soprattutto quando
il massetto non dà garanzie, oppure se si vogliono posare gli elementi lignei
con la tecnica della posa flottante. Per compensati, multistrati, paniforti,
pannelli di particelle anche misti con polveri di cemento, le verifiche
più accurate riguardano le seguenti specificità: planarità; contenuto
% di umidità compreso nei valori stabiliti dalle rispettive norme tecniche;
resistenza agli sbalzi di umidità e acqua; mancata esposizione all'acqua
sia durante lo stoccaggio che dopo la messa in opera.
>> Per supporti di "raddoppiamento"
Si realizzano per portare a quota il piano e, spesso, sono
fatti con pannelli lignei di spessore non inferiore
a 10 mm (se di multistrato) e 18 mm
(se di particelle). Si dovrà aver cura di verificare
che: siano stati direttamente fissati sul
supporto continuo; i bordi siano fresati o
scanalati (anche se non è necessario); siano
fissati al sottostante supporto utilizzando viti
e cavicchi tassellati; sul profilo, le viti e i
cavicchi siano posti a circa 1 cm dai bordi e
distanziati tra loro di circa 25 cm.
>> Per supporti riscaldanti - riscaldanti/raffrescanti
Sono i tipi di supporti che negli ultimi anni
molte imprese edili stanno utilizzando soprattutto
per le ristrutturazioni di edifici. Vista la complessità del massetto in cui si annegano gli elementi del riscaldamento,
è bene procedere almeno con i seguenti tipi di verifiche: la
deumidificazione naturale del supporto che si deve completare accendendo
l'impianto di riscaldamento almeno tre settimane prima della posa
degli elementi lignei; la misurazione della temperatura della superficie
del supporto che non deve essere superiore a 25-26°C; la stabilizzazione
tra supporto e contenuto % d'acqua, corrispondente a quello del suo utilizzo
futuro onde evitare la migrazione ascendente dell’umidità; lo spegnimento
dell’impianto almeno 48 ore prima dell'eventuale applicazione
dello "strato di livellamento"; la lenta riaccensione dell’impianto che dovrà
avvenire solo una settimana prima della posa.
>> Per strato di pareggiamento
Prima di procedere alla posa in opera degli elementi lignei, è necessario
eseguire verifiche tecniche e
operative che riguardano il cosiddetto
“strato di pareggiamento”,
ottenuto utilizzando materiali
e semilavorati di differente
tipo e natura che devono servire
a portare a livello la superficie
e scongiurare sgradite sorprese
successive alla posa.
>> Livellante di natura sintetica
• Il ricorso allo strato di livellamento
è ammesso localmente
su soletta, al solo scopo di migliorarne
lo stato superficiale.
• Lo strato di pareggiamento
corregge i difetti delle superfici
e non ha funzione portante.
• A differenza delle "opere di interposizione"
con pannelli o altro,
lo strato di pareggiamento
non modifica la planarità generale
o l'orizzontalità del sottofondo
e non sopperisce all’eventuale
coesione di quest'ultimo.
• Il termine "rasatura" è da collegarsi
esclusivamente alle opere
murarie e non allo strato
di pareggiamento.
>> Livellante a base di sughero
• Deve essere posato in diagonale
rispetto al parquet e con le
giunzioni sfalsate.
• Tra i fogli di sughero e le pareti perimetrali deve sussistere uno spazio
da 3 a 4 mm e lo stesso spazio deve essere lasciato tra un foglio e l'altro.
• A volte risulta necessario che, durante la posa, lo spazio sia più ampio
(fino a 8 mm).
• Una delle facce del foglio di sughero deve essere leggermente inumidita
prima che l'altra sia posata sulla copertura incollata.
• Se necessario, i fogli devono essere incollati e incisi al fine di togliere l'aria.
• I locali non devono essere soggetti a calpestio nel periodo compreso
tra la posa del sottostrato in sughero e quella degli elementi di legno
del parquet.
• Prima della posa degli elementi lignei, è consigliabile attendere almeno
48 ore.
>> Pulizia di superfici e ambienti
Prima della posa in opera degli elementi di legno, è sempre necessario
verificare che le superfici di fissaggio del supporto siano state adeguatamente
spolverate al meglio per evitare la formazione di grumi e la presenza
di corpuscoli edilizi, che possono influenzare negativamente l’aggrappaggio
degli elementi lignei da posare.
::: VERIFICHE DEI MATERIALI DA POSA E FINITURA
Sono diverse le verifiche da eseguire sugli elementi lignei, sugli adesivi,
sui materiali per la finitura e sui magatelli nel caso in cui la posa in opera
avvenga con chiodatura. Le verifiche coinvolgono sia gli aspetti legati allo
stato, dimensioni e formato, sia alla qualità d’aspetto. Per ogni singolo
materiale, l’insieme delle verifiche tecniche e operative da attuare è così
sintetizzabile:
>> Per gli elementi lignei
• Contenuto di umidità % alla consegna conforme ai valori stabiliti dalle
rispettive norme.
• Classe qualitativa conforme a quanto previsto dal contratto d’acquisto.
• Dimensioni e formato conformi al contratto d’acquisto.
• Tolleranze dimensionali e di formato entro i limiti stabiliti dalle norme
di prodotto.
• Tutti gli elementi lignei, delle diverse tipologie da posare, dovranno essere
dislocati nei locali da pavimentare almeno 72 ore prima di procedere
alla loro posa in opera.
• Prima di posare gli elementi lignei aprire almeno tre confezioni per poter
procedere alla miscelazione cromatica e di figura degli elementi, allo
scopo di realizzare disegni più “uniformi”.
>> Per prodotti adesivi e di finitura
Constatato che questi prodotti arrivano in cantiere in fusti pronti da applicare
o da miscelare, nel caso in cui siano costituiti da due o più componenti
le verifiche più utili da eseguire riguardano lo stato d’essere:
• controllare la data di scadenza o, in caso di assenza, la data di utilizzo
che deve essere compresa tra la data di confezionamento e il periodo
massimo stabilito dal produttore;
• all’apertura delle confezioni, verificare che il prodotto presenti aspetto
uniforme e che non si sia formata una patina scura in superficie perché
questo indica l’anomalo inizio della polimerizzazione del prodotto;
• rispetto delle % di miscelazione dei vari componenti del prodotto;
• facile spalmabilità del prodotto e assenza di grumi anomali.
>> Per magatelli e accessori
Le verifiche vertono sostanzialmente sul controllo della corretta planarità, sul
dimensionamento e il contenuto % di umidità (da 7 a 12%) dei magatelli, di solito,
in legno di conifera. Per quanto riguarda i chiodi, le viti e gli altri tipi di connessioni
utili per affrancare gli elementi lignei posati con la tecnica della chiodatura,
le verifiche riguardano l’esistenza di materiali metallici resistenti alla corrosione
e l’assenza di ruggine durante la vita d’uso della pavimentazione lignea.
::: VERIFICHE PRIMA DELLA FINITURA
Le verifiche, sostanzialmente, vertono sia sul controllo dell’aggrappaggio
al sottofondo degli elementi lignei, sia sull’assenza di anomalie quali dentellature
e discrasie cromatiche che diminuiscono palesemente l’aspetto
estetico della pavimentazione lignea. Tra le tante verifiche, quelle indispensabili
sono: adeguatezza dell’aggrappaggio degli elementi al sottofondo;
cromatismo generale del legno nel complesso “omogeneo e uniforme”
per evitare le cosiddette zone a “macchia di leopardo”; regolare orizzontalità
e planarità generale del piano di calpestio con assenza di pericolose
dentellature o distorsioni lungo i fianchi e le teste degli elementi accostati;
assenza di addensamenti di adesivo lungo gli accostamenti perimetrali tra
gli elementi; presenza degli opportuni interstizi perimetrali utili a consentire
l’assestamento e i naturali movimenti del legno; monitoraggio del contenuto
% di umidità degli elementi lignei posati, affinché il valore rimanga
entro i limiti stabiliti dalle rispettive norme tecniche di prodotto; adeguato
allineamento degli elementi lignei in funzione della geometria e del disegno
di posa realizzato; adeguatezza della complanarità tra il parquet ed
eventuali altri tipi di pavimenti presenti; moderata presenza di stuccature
o adeguamento delle stesse al colore del legno posato.
::: VERIFICHE A OPERA TERMINATA
A opera terminata, le verifiche da eseguire riguardano prevalentemente
lo stato della pavimentazione lignea successiva all’applicazione
dello strato di finitura in vernice, olio o cera.
A fronte di ciò, risultano importanti le seguenti
verifiche: assenza di anomali e antiestetici
sormonti di vernice; assenza di impurità
quali pulviscolo atmosferico, fibre, peli, setole
di pennelli e rulli; assenza di bollicine d’aria o
di crateri (bollicine aperte); assenza di schivature,
aloni o addensamenti di prodotto di finitura;
assenza di residui siliconici; omogeneità
della brillantezza e tonalità del pavimento ligneo;
assenza di sfogliature o di elementi appiccicosi
a livello del film verniciante.
::: LA DOCUMENTAZIONE
PROBATORIA
Oltre a quanto analizzato, non
meno importante è la raccolta
di tutta la documentazione tecnica
e cronologica inerente alla
pavimentazione lignea realizzata,
utile e necessaria sia per futura
memoria, sia per poter intervenire
nel caso di contenziosi.
I documenti che necessariamente
devono essere inseriti e
conservati in ogni cartella-pratica
cliente dovrebbero essere almeno
i seguenti:
1. Giornale di cantiere completo
delle indicazioni in precedenza
analizzate;
2. Schede tecniche di tutti i materiali
e i prodotti utilizzati
per realizzare la pavimentazione
lignea;
3. Dichiarazione di conformità
CE degli elementi lignei utilizzati
secondo quanto stabilisce la norma tecnica armonizzata UNI EN 14342+A1 2008 rilasciata dal
produttore degli elementi;
4. Copia della scheda prodotto degli elementi di legno fornita al cliente e
ottenuta dal produttore degli elementi lignei. Si rammenta che la scheda
prodotto deve essere compilata in conformità a quanto stabilisce il
decreto legislativo 6 settembre 2005 n° 206 “Codice del consumo a
norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003 n° 229”;
5. Eventuali attestati di prova relativi alle caratteristiche tecniche dei
materiali / prodotti utilizzati. Gli attestati di prova devono essere forniti
dai singoli produttori ed emessi in date recenti;
6. Copia della scheda prodotto dell’intero sistema parquet realizzato,
fornita al cliente e redatta da chi ha il rapporto diretto con il cliente.
Si rammenta che la scheda prodotto deve essere compilata in
conformità a quanto stabilisce il decreto legislativo 6 settembre 2005
n° 206 “Codice del consumo a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio
2003 n° 229”.
7. Verbale di consegna dell’opera realizzata (mostrato negli esempi di verbale).
Tutto ciò è utile non tanto perché imposto dalle leggi - come nel caso
della marcatura CE e della scheda prodotto - ma perché è tali documenti
sono indice di oggettiva qualità dell’opera realizzata e di adeguato servizio
offerto al cliente.
::: RICORDA!
Per quanto riguarda la valutazione e l’idoneità dell’opera realizzata,
si consiglia un confronto dei dati ottenuti dalle verifiche svolte con
quanto riportato nel volume Il Parquet edito dall’Associazione posatori
pavimenti in legno (Aippl) e Gruppo Pavimenti di legno, appartenente
all’associazione Edilegno aderente a Federlegno/Arredo. In
merito al sopraddetto manuale, constatata la carenza di norme tecniche
sia italiane che europee per poter valutare in modo univoco
l’idoneità delle pavimentazioni lignee; si ritiene che i dati e le prescrizioni
riportate nel volume possono essere utili per poter eseguire
e redigere un giudizio tecnico il più possibile obiettivo.
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AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE ... |
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| [febbraio 2012] QUALCHE CHIACCHIERA IN MENO… QUALCHE PROVA IN PIÙ. L’APPROFONDIMENTO di A. Viscardi | 
| [dicembre 2011] LA LUCE BRASILIANA. persone e progetti di L. Truzzi | 
| [dicembre 2011] IL SETTORE, senza peli sulla lingua. L’OPINIONE di F. Fiorellini | 
| [ottobre 2011] Voce ai PARCHETTISTI. L’INTERVISTA di M. Errico | 
| [ottobre 2011] QUANTO CONTA ISOLARE. RICERCHE a cura dell'uff. tecnico ISOLMANT | 
| [ottobre 2011] PERICOLI e PREVENZIONE per i posatori. FOCUS di D. Adelizzi | 
| [ottobre 2011] Piccoli interventi per “RIGENERARE” IL PARQUET. RISTRUTTURAZIONI di M. Errico | 
| [ottobre 2011] SICUREZZA e SALUTE sul lavoro. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero | 
| [ottobre 2011] La piccola BOTTEGA degli ORRORI. SOTTO LA LENTE di A. Viscardi | 
| [ottobre 2011] Il LABIRINTO del Parco Giardino Sigurtà. GRANDI OPERE di M. Castelluccio | 
| [agosto 2011] ELEGANZA, A QUATTRO STELLE. persone e progetti a cura della Redazione | 
| [agosto 2011] Pavimenti LIGNEI e IMPIANTI di riscaldamento/raffrescamento. FOCUS di D. Adelizzi | 
| [agosto 2011] Quando al fornitura di parquet avviene secondo CAMPIONE. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero | 
| [agosto 2011] Tra il dire e il FARE… c'è la professionalità. L'APPROFONDIMENTO di A. Viscardi | 
| [giugno 2011] GIOIELLI DA VIVERE. persone e progetti di M. Castelluccio | 
| [giugno 2011] CATALOGHI COMMERCIALI e SCHEDE TECNICHE. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero | 
| [giugno 2011] Tra il dire e il FARE…. L’APPROFONDIMENTO di A. Viscardi | 
| [aprile 2011] Acquaviva = L’ACQUA IN MOVIMENTO. persone e progetti di L. Truzzi | 
| [aprile 2011] Sempre colpa del POSATORE?. IL CASO di M. Errico | 
| [aprile 2011] A proposito di CODICE DI TRASPARENZA. BUONE IDEE di F. Cafiero | 
| [aprile 2011] I NUOVI MATERIALI A BASE LEGNO. Per pavimenti (e non solo). FOCUS di D. Adelizzi | 
| [aprile 2011] Qual'è un BUON ADESIVO?. IL PUNTO di A. Viscardi | 
| [febbraio 2011] Quando il legno attraversa SECOLI DI STORIA. persone e progetti di M. Castelluccio | 
| [febbraio 2011] ITLAS per JOÃO NUNES. design di F. Ferrari | 
| [febbraio 2011] UNI CEN/TS 15717: ancora sulla valutazione della POSA DEI PARQUET. L'APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi | 
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| [dicembre 2010] UNI EN 14904, prestazioni e marcatura dei PARQUET SPORTIVI. APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi | 
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| [settembre 2010] Per favore, NON CHIAMATELO PARQUET (e non marcatelo CE)!. APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi | 
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| [marzo 2009] LUSSO E FUNZIONALITÀ. interior design dell'arch. L. Truzzi | 
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| [novembre 2008] UNI 11.265:2007, PER SAPERNE DI PIÙ di D. Adelizzi | 
| [novembre 2008] RESTAURO A SORPRESA di M. Errico | 
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| [settembre 2008] Architettura e libertà di L. Truzzi | 
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