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::: USA: il mercato dei pavimenti riparte grazie al FAI-DA-TE extra FEP a cura di F. Fiorellini
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Tra i dati emersi
nel corso dell’ultimo
congresso Fep, anche
un interessante
approfondimento
sugli sviluppi
dell'industria
dei rivestimenti
per pavimentazioni
negli Stati Uniti.
I dati del Catalina
Research ...
Proseguiamo nell’analisi dei dati e dei temi emersi al recente congresso
della Federazione europea delle industrie del parquet (Roma,
28 giugno 2010), per proporvi un interessante approfondimento
sugli sviluppi dell'industria dei pavimenti in legno negli Stati Uniti. La
fonte è una relazione di Stuart Hirschhorn, fondatore e direttore dell’istituto
americano Catalina Research.
In base all’aggiornamento trimestrale del marzo 2010 di Catalina Floor
Coverings, l'industria statunitense dei rivestimenti per pavimenti, nel secondo
trimestre 2010, fa segnare un aumento dell'1,4% nei piedi quadrati
di pavimenti venduti (un piede quadrato = 0,09290304 m²).
Si tratta del primo aumento dal 2006. Chi beneficerà di questo “disgelo primaverile”?
La risposta di Stuart Hirschhorn verte sui dettaglianti che servono
il mercato del fai-da-te e i prodotti acquistati per i progetti fai-da-te.
La ripresa del mercato delle sostituzioni e ristrutturazioni residenziali negli
Stati Uniti è determinata dai progetti fai-da-te: chi acquista la prima casa
è più probabile che abbia un reddito inferiore al proprietario medio di
casa, e i fiacchi aumenti di reddito personale hanno determinato uno spostamento
verso “progetti per pavimenti” di prezzo inferiore.
La sempre maggiore importanza del bricolage ha consentito
alle maggiori catene della grande distribuzione e a
Lumber Liquidators (azienda specializzata nella vendita
di pavimenti di legno che conta negozi in 46 stati
e oltre 1000 dipendenti) di aumentare le quote
delle vendite proprio grazie ai clienti del fai-da-te.
Catalina Research stima che questi dettaglianti rappresentino il
24,7% del totale delle vendite al dettaglio di pavimenti negli USA
nel quarto trimestre 2009, in aumento rispetto al 22% del quarto
trimestre 2008.
La tendenza verso “progetti fai-da-te” potrebbe anche cambiare il
mix di prodotti per pavimenti scelti dagli americani - prosegue la
relazione di Stuart Hirschhorn - spostando le preferenze dei consumatori
verso installazioni flottanti, da posare “con un click”: pavimenti
di legno “tecnici”, laminati o vinilici (questa osservazione
è avvalorata del forte aumento delle vendite di pavimenti in laminato
registrato da Lumber Liquidators nel 2009).

::: EDILIZIA USA IN RIPRESA
Il miglioramento delle vendite industriali è dovuto all'inversione di tendenza
nella domanda nazionale di alloggi fin dal terzo trimestre 2009: la
domanda totale di alloggi - ci fa sapere Stuart Hirschhorn - è cresciuta
del 20% circa nel quarto trimestre 2009 e potrebbe aumentare del 7,1%
nel primo trimestre 2010. Questi aumenti sono dovuti all'impennata di
vendite di case esistenti, che sono aumentate del 26,1% nel quarto trimestre
2009 e si stima aumenteranno del 7,4% nel primo trimestre 2010.
Il rialzo delle vendite è determinato dalla reazione positiva al calo dei
prezzi delle case, ai bassi tassi di interesse ipotecario e al credito d'imposta
di 8.000 dollari a favore di chi acquista la prima casa (un credito
d'imposta di 6.500 dollari è stato esteso a tutti i proprietari di casa dal
dicembre 2009 all'aprile 2010).
Ne risulta che i produttori e i distributori di pavimenti fanno sempre più
affidamento sul mercato delle sostituzioni e ristrutturazioni residenziali.
Tuttavia il previsto aumento delle vendite industriali continua a essere frenato da un mercato edile debole e da un forte calo
della domanda non residenziale.
::: I “PAVIMENTI DURI”
RI-GUADAGNANO QUOTE?
Il dato di partenza: la preferenza sempre maggiore
dei consumatori americani per linee di pavimenti di
fascia bassa, negli ultimi due anni ha causato una
diminuzione della quota di mercato dei pavimenti
in legno e della pietra, mentre la ceramica ha guadagnato
quote negli ultimi due trimestri, dopo due
anni di forte calo.
Dopo quasi due decadi di guadagni costanti, i pavimenti
a superficie dura hanno incontrato un muro.
Nel 2009 la quota dei pavimenti duri (ceramica, legno,
laminato, pietre) sul totale delle vendite USA
di pavimenti, calcolata in piedi quadrati, è scesa al
37,9% dal 38,1% del 2008. Questi i dati del Catalina
Research.
Il calo è stato determinato dalla forte riduzione della
domanda di pavimenti in laminato, piastrelle in
ceramica, pavimenti in legno e in pietra dal prezzo
più alto.
È la prima volta in quasi due decadi che moquette
e tappeti hanno guadagnato terreno. E la quota delle
superfici dure sarebbe diminuita anche più drasticamente
- ci ricorda Stuart Hirschorn - se non
fosse stato per il crescente interesse dei consumatori
verso i pavimenti resistenti a basso prezzo, i
prodotti fai-da-te come i vinilici e il laminato.
Come rispondono produttori e distributori? Lo spostamento
del consumatore verso prodotti di prezzo
più basso è un segno dei tempi o è in atto un cambiamento
nei gusti?
Ecco i trend emersi all’ultima edizione della fiera
Surfaces di Las Vegas: un ampio assortimento di
pavimenti con tecnologia “a click”. Pavimenti in
bambù e sughero, pavimenti in laminato con l'aspetto
della ceramica e della pietra.
Ecco l’interrogativo che ci pone Stuart Hirschorn:
la combinazione di tempi difficili dell'economia e
del desiderio del consumatore di prezzi più bassi
creerà un maggiore bisogno di un modello di vendita
al dettaglio a basso costo?
Quel che sappiamo è che la strategia del basso costo
negli Stati Uniti sta già spingendo le vendite di
pavimenti a superficie dura verso Home Depot,
Lower's e Lumber Liquidators (leggi le principali
catene della grande distribuzione del Paese)…

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