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AREA POSATORI

posatore, parquet, parquet stratificati ::: La piccola BOTTEGA degli ORRORI
    SOTTO LA LENTE di Antonio Viscardi
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Ovvero quando il posatore perde (soldi e credibilità) ancor prima di iniziare la partita. Colpa di parquet stratificati non proprio "nella norma". Qualche accorgimento utile per non incappare in guai seri ...



Parliamo di parquet stratificati. Quella che voglio raccontarvi è l’ennesima “storia” in cui il posatore, oltre a trovarsi coinvolto in un mare di guai, perde immagine professionale e soldi. E tutto per aver dato fiducia a un venditore o a un’azienda che - limitandosi a pronunciare la fatidica frase: “Fidati, è nella norma” - pretende di offrire al mercato delle pavimentazioni con caratteristiche sufficienti per espletare le funzioni per le quali sono vendute.

::: UN PROTOCOLLO COLLAUDATO
La storia si è ripetuta anche in questi giorni e fa parte ormai di un protocollo collaudato: situazione di posa quasi ideale, casa di oltre trent’anni, piani alti, niente imbianchini, pavimento in marmo preesistente, condizioni ambientali perfette, “da ospedale”, sicuramente entro i parametri fissati - 45/65% di umidità e 18-22° C di temperatura (a proposito di parametri e di rilevamenti, sarebbe davvero interessante sentire il parere di chi lascia gli strumenti negli ambienti per 10-15 giorni e rileva esattamente le condizioni ambientali, con centinaia di dati, a differenza di chi esce con un termoigrometro e fa dei rilevamenti ambientali in quel dato momento. Ma questa è un’altra storia).
Torniamo al “protocollo”, che continua con l’utilizzo di adesivi dei quali è possibile verificare la qualità e poi con la posa del parquet stratificato effettuata con la massima attenzione e perizia da parte del posatore.
Tutto apparentemente perfetto: lavoro finito egregiamente, posatore contento, cliente felice e meticoloso, che osserva in lungo e in largo la pavimentazione che ha soddisfatto le sue aspettative, ponendo la massima attenzione per mantenere questo aspetto: se potesse non camminerebbe sul parquet... volerebbe!

posatore, parquet, parquet stratificati


::: GIOIA EFFIMERA
Purtroppo questa soddisfazione dura 15 giorni o poco più, perché, malgrado tutte queste attenzioni del committente, il primo difetto che per protocollo rituale si evidenzia è un imbarcamento degli elementi generalizzato su tutta la superficie, con alterazioni varianti da 0,4 a 1,5 mm.
Solitamente a questo vizio ne segue tutta una serie di altri, ormai ben identificati e pronti per essere inseriti una raccolta da intitolare: “Di tutto e di più”.
Di fronte alle situazioni - o meglio, ai disastri - illustrate nelle immagini che corredano questo articolo vengono propinate solitamente soluzioni tecniche improbabili; nel migliore dei casi l’assistenza delle aziende si limita al consiglio: “Vada a comperare un umidificatore e lo tenga acceso giorno e notte”.
Le cause dei difetti anche a un occhio poco esperto in realtà sono evidenti e comunque sono documentabili e supportabili da prove tecniche e rilevamenti, tuttavia, vista la consuetudine di questi ultimi tempi a screditare le suddette prove, pensiamo sia meglio spendere quattro parole per venire in aiuto dei posatori, vera e propria parte lesa in questa situazione.

posatore, parquet, parquet stratificati


::: DIFFICOLTÀ NELLE RILEVAZIONI DELL’UMIDITÀ
Purtroppo il parquet stratificato non mette in condizione il posatore di controllare l’umidità così facilmente come il parquet tradizionale, con i noti strumenti a infissione. Con questi strumenti, infatti, il valore della percentuale di umidità viene quantificato in funzione della difficoltà che ha la corrente a passare da un chiodo all'altro; questo è uno dei motivi per cui gli elettrodi devono essere infissi nell'elemento posizionandoli trasversalmente alle fibre. Ma il passaggio della corrente può venire “facilitato” (e dunque i valori falsati) dall’umidità presente in superficie o da quella presente negli strati inferiori dell’elemento a contatto con il pavimento.
Nel caso di elementi stratificati, i fattori che possono compromettere il rilevamento della percentuale di umidità sono molti; oltre allo strato di colla che deve garantire l’adesione tra uno strato e l’altro, bisogna tenere conto che i chiodi dello strumento (che fungono da elettrodi) attraversano due specie legnose - lo strato nobile e lo strato che funge da supporto - e non è detto che i chiodi della sonda penetrino nel modo giusto nel supporto, ovvero in senso trasversale alle fibre del legno.
Inoltre bisogna sicuramente considerare fattori come la tessitura e la fibratura delle specie legnosa, nonché il contenuto di altri composti quali tannini, polifenoli, terpeni, resine, sali minerali, oli, gomme, tutti composti che possono facilitare o ostacolare la conducibilità della corrente tra un elettrodo e l’altro e, di conseguenza, alterare il valore della percentuale di umidità.


posatore, parquet, parquet stratificati


::: QUALCHE ACCORGIMENTO UTILE
Naturalmente non sempre si ha un laboratorio a disposizione e, per ragioni di tempo o di opportunità, si è spesso costretti a utilizzare uno strumento elettronico; in questo contesto consiglio di adottare questi accorgimenti:
Prima di iniziare la misurazione, controllare con specifici tester la funzionalità della sonda e dello strumento;
Misurare la temperatura del legno e impostarla sullo strumento assieme alle specifiche coordinate inerenti quella specie legnosa;
• Utilizzare chiodi speciali e preoccuparsi di farli penetrare negli elementi fino a circa la metà dello spessore;
• Premere più volte il tasto per il rilevamento e lasciarlo “riposare” per 2 - 3 secondi prima di leggere il dato
.
Si consideri inoltre che il legno già con umidità vicine al 5% si può caricare di elettricità statica, falsando i valori dati dallo strumento.
Insomma, quanto detto sin qui spesso induce il posatore a posare un parquet che di fatto conosce poco e per il quale non è in grado di garantire al cliente o all’impresa la percentuale di umidità al momento della posa (come abbiamo visto, il controllo dell’umidità negli elementi per parquet stratificato in pratica non si può effettuare se non con il metodo gravimetrico).
Le conseguenze sono gli imbarcamenti dovuti alla perdita di umidità occulta negli elementi e le fessurazioni conseguenti.

posatore, parquet, parquet stratificati


::: CONTROLLI NECESSARI
In un parquet stratificato la stabilità dimensionale e il comportamento dello strato nobile e del supporto alle comuni condizioni ambientali delle nostre case giocano un ruolo molto, troppo importante, ma spesso non ce ne rendiamo conto.
Qualche azienda poco seria si riempie la bocca (e i cataloghi) con il termine “controbilanciato”; ma chi va a verificare se questa caratteristica veramente viene conferita al prodotto?
Dal mio punto di vista è meglio che il posatore, prima di posare il prodotto che ha acquistato, effettui dei controlli e osservi attentamente la perfetta planarità dell'elemento: è sufficiente che prenda 5 - 6 elementi, li appoggi, senza incollarli, direttamente sul supporto che deve pavimentare, e li tenga lì per almeno una settimana. Passati sette giorni, osservi attentamente la loro stabilità dimensionale: non è escluso che possa rilevare, oltre al classico imbarcamento concavo su tutta la lunghezza, anche “svergolamenti” oppure imbarcamenti concavi trasversali all’elemento.

posatore, parquet, parquet stratificati


::: A PROPOSITO DI ADESIVI…
Se un elemento prima della posa tende a imbarcarsi trasversalmente alla lunghezza, una volta posato, anche se tutta la sua controfaccia viene bagnata dalla colla, ciò non riuscirà a bloccare la tendenza all'imbarcamento, poiché lo strato di adesione - ovvero l’adesivo - ancor prima del bloccaggio al sottofondo deve assicurare il giusto tempo per l’applicabilità e poi l’eventuale “registrabilità” degli elementi in fase di posa.
Anche se il tempo di bloccaggio è frutto di grande attenzione da parte di chi produce adesivi, non si può più pretendere che sia l’adesivo a rimediare alle pecche di elementi stratificati costruiti con poca attenzione (per essere benevoli).
Per evitare i difetti citati sopra, servirebbe un massetto con una resistenza Schear di 3 N/mm2, un adesivo tipo Attack e dei pesi da appoggiare sopra il parquet per qualche giorno, ma anche così facendo, nel caso di un prodotto scadente, non potremmo escludere uno scollamento dello strato nobile dal supporto oppure un distacco tra i vari strati del supporto.
I notevoli sforzi in termini di ricerca portati avanti dai produttori di adesivi per conferire agli stessi una tenace adesione, atta ad ammortizzare gli immancabili movimenti plastici del legno, non possono essere annullati dalla necessità di avere un adesivo rigido, che blocchi i movimenti anomali degli elementi. Insomma, l'adesivo non può sopperire alle pecche del parquet.

posatore, parquet, parquet stratificati


::: SE IL PARQUET RIMANE “ATTACCATO”
Purtroppo, se vi sono situazioni dove i vizi sono innegabili (è sufficiente una semplice pressione con un dito per confermarli), ve ne sono altre dove l’elemento rimane comunque attaccato al supporto e ciò dà la possibilità a chi ha venduto il parquet di addurre scuse “paradossali”: l’umidità apportata da fantomatici interventi di imbiancatura, il tempo piovoso, la posizione dell’appartamento in ombra; la più frequente e la più comoda delle giustificazioni è sostenere che la pavimentazione è stata soggetta a una umidificazione e poi a una essiccazione.
Solitamente, la rottura coesiva dello strato di adesione sui fianchi dell’elemento è una conferma dei movimenti del parquet dopo la posa, purtroppo però fare accertamenti con indagini invasive comporta non poche difficoltà e compromette sicuramente molti elementi.

posatore, parquet, parquet stratificati


::: QUANDO LE PREGHIERE NON BASTANO
È convinzione generalizzata che qualsiasi parquet stratificato che rientra nei parametri dettati dalla norma (umidità 7% +/-2) sia sempre adatto alla posa, in qualsiasi condizione ambientale.
Questa interpretazione è molto pericolosa e mette a rischio la buona riuscita dell’intervento, va ricordato infatti che il valore di umidità che la norma impone al momento della vendita nulla ha a che fare con la qualità del parquet e tantomeno con il suo comportamento quando verrà posato e sottoposto alle normali condizioni di esercizio.
Di certo non saranno un ottimo adesivo e qualche preghiera detta al mattino poco prima di posare che potranno evitare gli inconvenienti derivanti dall’utilizzo di materiali che nulla hanno a che fare con elementi stratificati per parquet, ma al massimo si possono definire “compensati nobilitati”.

posatore, parquet, parquet stratificati


::: UN’OFFERTA TROPPO “VARIEGATA”
I prodotti di qualità sul mercato non mancano e la loro bontà non è certo vincolata alle “condizioni ambientali”, prove pratiche hanno dimostrato che la loro stabilità è buona anche se messi al coperto, ma all’esterno.
Comprendiamo che l’enorme offerta del mercato possa disorientare i posatori, ma sicuramente quanto esposto sin qui li indurrà prima o poi a servirsi solo da aziende in grado di assicurare loro un prodotto di qualità e adatto alle case dei loro clienti.

posatore, parquet, parquet stratificati


::: PERCHÉ CORRERE RISCHI?
Per chiudere, cito il caso di un parquet che ho periziato recentemente: in alcuni elementi era evidente il distacco dello strato verniciante, inoltre la superficie delle doghe era interessata da diverse macchie lucide.
Malgrado gli elementi fossero larghi ben 18 cm, lo spessore medio dello strato nobile era di 2 mm (la scheda prodotto riportava che il parquet aveva una spessore medio di 3 mm +-1… ma non c'è nessuna norma in essere che preveda una riduzione dello spessore dello strato nobile!).
Ora mi chiedo: cosa ha convinto l'acquirente, posatore o rivenditore che fosse, a comperare un prodotto del genere?
La fiducia o l'amicizia verso il rappresentante? La non conoscenza delle norme? Oppure l'acquirente era interessato solo al prezzo basso?
Ebbene, se la ragione è quest’ultima, sappia quel posatore - o quel rivenditore - che ha corso un grosso rischio: tale prodotto non si può considerare parquet e doverlo asportare completamente per riposarne un altro, pagando tutte le spese per i disagi arrecati al cliente, era il minimo che gli potesse capitare ...

posatore, parquet, parquet stratificati



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AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE ...

  

[febbraio 2012] Vi sveliamo i preziosi parquet di Villa Reale a Monza. FOCUS di D. Adelizzi

[febbraio 2012] QUALCHE CHIACCHIERA IN MENO… QUALCHE PROVA IN PIÙ. L’APPROFONDIMENTO di A. Viscardi

[dicembre 2011] LA LUCE BRASILIANA. persone e progetti di L. Truzzi

[dicembre 2011] IL SETTORE, senza peli sulla lingua. L’OPINIONE di F. Fiorellini

[ottobre 2011] Voce ai PARCHETTISTI. L’INTERVISTA di M. Errico

[ottobre 2011] QUANTO CONTA ISOLARE. RICERCHE a cura dell'uff. tecnico ISOLMANT

[ottobre 2011] PERICOLI e PREVENZIONE per i posatori. FOCUS di D. Adelizzi

[ottobre 2011] Piccoli interventi per “RIGENERARE” IL PARQUET. RISTRUTTURAZIONI di M. Errico

[ottobre 2011] SICUREZZA e SALUTE sul lavoro. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[ottobre 2011] La piccola BOTTEGA degli ORRORI. SOTTO LA LENTE di A. Viscardi

[ottobre 2011] Il LABIRINTO del Parco Giardino Sigurtà. GRANDI OPERE di M. Castelluccio

[agosto 2011] ELEGANZA, A QUATTRO STELLE. persone e progetti a cura della Redazione

[agosto 2011] Pavimenti LIGNEI e IMPIANTI di riscaldamento/raffrescamento. FOCUS di D. Adelizzi

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[aprile 2011] Acquaviva = L’ACQUA IN MOVIMENTO. persone e progetti di L. Truzzi

[aprile 2011] Sempre colpa del POSATORE?. IL CASO di M. Errico

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