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::: UNI EN 14904, prestazioni e marcatura dei PARQUET SPORTIVI APPROFONDIMENTO di Domenico Adelizzi
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Prendiamo spunto
dalle recenti
modifiche della
tracciatura dei campi
di gara da basket per
parlare della normativa
di riferimento
per i pavimenti
di palazzetti
e palestre ...
Il punto di partenza: Fiba (Federazione internazionale basket) e di
conseguenza Fip (Federazione italiana pallacanestro) nel corso del
2010 hanno approvato alcune importanti variazioni tecniche che
andranno in vigore con la stagione sportiva 2010 - 2011.
Queste variazioni prevedono, tra l’altro, le modifiche della tracciatura
del campo di gara da basket, specificatamente per quanto riguarda l'area
dei tre secondi, l'area di tiro da tre punti, le linee delle rimesse, i semicerchi
“no sfondamento” (per approfondimenti si consulti il sito
www.fip.it). Le nuove regole coinvolgono tutte le società partecipanti ai
campionati nazionali professionistici, ai campionati nazionali e regionali
dilettantistici maschili e femminili e alla totalità dei campionati giovanili.
Va da sé che con queste nuove regole si aprono interessanti prospettive
per le aziende produttrici di parquet sportivi, per i produttori di vernici
per parquet, ma anche per le società specializzate nella ristrutturazione
e/o rifinitura dei campi sportivi.
Lanciato questo “spunto” ai nostri lettori, cogliamo l’occasione per
parlare di parquet sportivi e per illustrare la norma tecnica comunitaria
(riconosciuta anche in Italia) Uni En 14904: “Superfici per aree
sportive - Superfici multi-sport per interni - Specifiche”, emessa dall’ente
di unificazione italiano nel luglio 2006.
Seppure la norma sia poco conosciuta
e utilizzata, è fondamentale
per realizzare superfici
per il gioco della pallacanestro e
altri sport (pallamano, pallavolo,
calcetto ecc); l’importanza
della norma è ancor più grande
se si pensa che dal 2008 la marcatura
CE di dette superfici
sportive è obbligatoria.
Prima di addentrarci nell’analisi
della norma, vogliamo ricordare
che ogni sport richiede al pavimento
specifici requisiti tecnici,
funzionali, ambientali, di
comfort ed estetici che consentano
che l’azione sportiva si
svolga al meglio. Per risolvere le esigenze che i differenti sport richiedono,
il legno è il materiale ideale, che
ben si addice all’esercizio fisico in genere
(come dimostra la secolare tradizione
di palcoscenici di teatri, palestre
e impianti sportivi indoor).
::: REQUISITI GENERALI DELLE
PAVIMENTAZIONI SPORTIVE
Qualsiasi tipo di pavimento sportivo si
dovrà progettare in tutti i suoi componenti
strutturali e di finitura, in particolare
bisogna porre attenzione alle seguenti
caratteristiche:
• il pavimento sportivo va dimensionato in funzione di tutte le attività
che vi si svolgeranno;
• bisogna scegliere e dimensionare la struttura in funzione dell’elasticità
desiderata e dei carichi previsti;
• occorre definire tutti i particolari costruttivi, in particolare gli appoggi
e gli ancoraggi degli attrezzi;
• in capitolato è bene descrivere tutte le caratteristiche tecniche dei materiali
e la corretta esecuzione delle opere da eseguirsi, comprese le
singole tappe relative alla preparazione, posa in opera e finitura della
pavimentazione sportiva.
::: SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA NORMA
Il documento normativo specifica tutti i requisiti delle superfici per impianti
multi-sport per interni. Si descrivono i sistemi di superfici che includono
sia gli strati di sostegno sia quelli superiori, prefabbricati, realizzati
in loco od ottenuti con una combinazione delle due soluzioni. La
norma consente anche di valutare la conformità dei prodotti ai requisiti
della presente norma europea e la si applica a tutte le attività sportive
tranne che per i campi da tennis per interni.
::: FIP, LE REGOLE UFFICIALI 2010:
4 MODIFICHE APPROVATE PER
I CAMPI DA GIOCO
Art. 2.2.3. Area dei tre secondi. Le aree
dei tre secondi devono essere rettangolari
e non più trapezoidali.
Art. 2.2.4. Area di tiro da tre punti. La
distanza della linea da tre punti deve
essere tracciata a m 6,75.
Art. 2.2.6. Linee delle rimesse. Le due
piccole linee devono essere tracciate
fuori dal campo, sul lato opposto dal
tavolo degli ufficiali di campo e panchine,
con il bordo esterno a m 8,325
dal bordo interno della linea di fondo,
in altre parole in corrispondenza del
punto della linea da tre punti più vicino
alla linea di metà campo.
Art. 2.2.7. Semicerchi “no-sfondamento”.
I semicerchi “no-sfondamento”
devono essere tracciati sul campo
di gioco, sotto i canestri. La distanza
del bordo interno del semicerchio dal
centro del canestro (sul campo) deve
essere di m 1,25.
Per maggiori informazioni: www.fip.it
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::: TERMINI E DEFINIZIONI
• Impianti multi-sport. Impianti sportivi sulla cui superficie si pratica più
di uno sport e che possono essere utilizzati anche per l’educazione fisica
e per altre attività sportive.
• Pavimentazione sportiva ad area elastica. Pavimentazione sportiva in
cui l’applicazione di una forza in un punto causa una flessione su un’area
relativamente grande attorno al punto di applicazione della forza.
• Pavimentazione sportiva a punto elastico. Pavimentazione sportiva in
cui l’applicazione di una forza in un punto causa una flessione solo in
corrispondenza del punto di applicazione della forza o vicino ad esso.
• Pavimentazione sportiva elastica combinata. Pavimentazione sportiva
ad area elastica con uno strato superiore a punto elastico, in cui l’applicazione
di una forza in un punto causa sia una flessione localizzata
sia una flessione su un’area più ampia.
• Pavimentazione sportiva elastica mista. Pavimentazione sportiva a punto elastico con un
componente sintetico
di irrigidimento
dell’area.
::: REQUISITI
PRESTAZIONALI
PER LA
SICUREZZA
È una parte fondamentale
della norma, perché è palese che le superfici sportive subiscono
una reazione complessa quando sottoposte a un carico dinamico. I componenti
d’interazione desiderati sono la deformazione sotto carico, la
capacità di assorbire l’impatto e la restituzione dell’energia dell’impatto
(per esempio la quantità di energia restituita allo sportivo dalla superficie
su cui sta giocando).
La capacità di una superficie sportiva di assorbire un impatto è una caratteristica
di sicurezza importante. I valori specificati sono, pertanto,
un compromesso inevitabile tra queste caratteristiche fondamentali. Le
superfici sportive reagiscono in maniera diversa a temperature e velocità
di deformazione diverse; diventano più dure alle basse temperature
e più morbide a temperature elevate.
Un importante requisito per la sicurezza e le prestazioni sportive è la
presenza di una presa sufficiente tra la calzatura dell’atleta e la superficie
sportiva. Informazioni sulla resistenza all’impatto ripetuto delle pavimentazioni
sintetiche sono fornite nell’appendice A allegata alla norma,
in cui si afferma che si è riscontrato che alcuni materiali sintetici si rompono
in seguito a impatti ripetuti, in particolare nelle aree altamente utilizzate.
Un metodo di prova lo si descrive nella norma CEN/TS 15122
(soggetta a ulteriori sviluppi), la quale valuta la capacità di una superficie
per pavimentazione sportiva a resistere agli impatti ripetuti.
• Attrito. Quando sottoposto a prova con il metodo descritto nella norma
EN 13036-4, a secco a una temperatura di 23 ± 2°C utilizzando la gomma
CEN; la media del valore della prova del pendolo deve essere compresa
tra 80 e 110 e nessun singolo risultato di prova deve differire dalla
media di oltre quattro unità.
• Assorbimento degli urti. Quando sottoposto a prova con il metodo descritto
nella norma EN 14808, eseguendo un minimo di quattro prove più
una prova ogni 500 m2 di area; la riduzione della forza media deve essere
compresa tra il 25% e il 75% e nessun singolo risultato di prova deve differire dalla media di oltre ±5 unità.
I valori detti sono valori di
laboratorio e le misurazioni in
loco possono essere eseguite a
temperature e umidità diverse,
in funzione delle condizioni ambiente
dell’impianto sportivo
(nel cui caso la temperatura superficiale
e l’umidità relativa dovrebbero
essere registrate nel
resoconto; le informazioni sui
valori di assorbimento degli urti
e di deformazione verticale tipici
delle pavimentazioni elastiche
sono fornite nell’appendice B allegata
alla norma.
• Deformazione verticale. Quando
sottoposta a prova con il
metodo descritto nella norma
EN 14809, la deformazione
ver ticale non deve essere
maggiore di 5 mm. Si precisa,
anche qui, che i valori citati
sono valori di laboratorio
e che le misurazioni in loco
possono essere eseguite a temperature
e umidità diverse in funzione delle condizioni ambiente dell’impianto
sportivo; informazioni sui valori di assorbimento degli urti e di
deformazione verticale tipici delle pavimentazioni elastiche sono riportate
nell’appendice B già citata.
::: CARATTERISTICHE, NORME, RIFERIMENTI ...
Leggi tutti i riferimenti citati nell'articolo ...

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::: REQUISITI PRESTAZIONALI TECNICI
La norma UNI EN 14904 riporta anche i requisiti tecnici prestazionali che
le pavimentazioni multi-sport debbono soddisfare.
• Comportamento verticale della palla. Quando sottoposto a prova con il
metodo descritto nella EN 12235 utilizzando una palla da pallacanestro, eseguendo un minimo di quattro prove più una prova ogni 500 m2
di area, l’altezza di rimbalzo relativa media deve essere pari a >90%
dell’altezza di rimbalzo sul calcestruzzo e nessun singolo risultato deve
differire dalla media di oltre ±3 unità.
• Resistenza a un carico rotante. Questa proprietà è importante al fine di
garantire che la superficie non sia danneggiata da attrezzature o sedili
che possono essere spostati su di essa. Quando sottoposta a prova
con il metodo descritto nella EN 1569, la resistenza minima deve essere
di 1.500 N e l’impronta residua massima deve essere di 0,5 mm sotto un
regolo da 300 mm; dopo la prova non si deve osservare alcun danneggiamento
percepibile.
• Resistenza all’usura. Questa proprietà è importante al fine di garantire
la vita utile ragionevolmente prevista durante l’utilizzo, in particolare per le aree ad elevato utilizzo (per esempio le zone di tiro davanti alle
porte o cesti dei campi) che tendono a perdere materiale in conseguenza
dell’abrasione. Per le superfici sintetiche, quando sottoposte a
prova con il metodo descritto nella En Iso 5470-1, utilizzando ruote H18
con un carico di 1 kg, la perdita massima di massa per 1.000 cicli deve
essere di 1.000 mg. Invece, per i rivestimenti e le vernici destinati a essere
applicati come parte della manutenzione programmata, quando
sottoposti a prova con il metodo descritto nella En Iso 5470-1, utilizzando
ruote CS10 con un carico di 500 g, la perdita massima di massa
per 1.000 cicli deve essere di 80 mg.
• Classificazione di reazione al fuoco. In caso di rivendicazione di una
prestazione di reazione al fuoco, il rivestimento per pavimentazione
sportiva deve essere sottoposto a prova e classificato secondo i requisiti
della En 13501-1 e la classe e la sottoclasse risultanti devono essere
dichiarate. Se si decide di non rivendicare alcuna prestazione di reazione
al fuoco, per esempio si decide di immettere sul mercato un prodotto
o una famiglia di prodotti di classe Ffl, per questo prodotto o famiglia
di prodotti non occorrono prove.
• Emissione di formaldeide. Quando al prodotto sono aggiunti materiali
contenenti formaldeide come parte del processo produttivo (esempio
pannelli a base legno), questo deve essere sottoposto a prova e classificato
in una della due classi: E1 o E2. Si ricorda che i prodotti di classe
E1 possono essere utilizzati senza causare una concentrazione di formaldeide
nell’aria interna maggiore di 0,1 <' 10-6 mg/kg (0,1 ppm). Si ricorda
anche che il requisito di prova non si applica ai rivestimenti per
pavimentazioni sportive a cui non è stato aggiunto alcun materiale
contenente formaldeide durante la produzione o la lavorazione postproduzione. Non occorre che siano classificati ma possono, senza essere
sottoposti a prova, essere dichiarati di classe E1.
• Contenuto di pentaclorofenolo. I rivestimenti per pavimentazioni sportive
non devono contenere pentaclorofenolo o suoi derivati come componenti
nel processo produttivo del prodotto o delle sue materie prime.
Nei casi in cui sia richiesta una verifica, se il tenore è minore dello
0,1% in massa con il metodo descritto nell’appendice C della norma, il
requisito deve essere considerato soddisfatto. In sintesi, l’appendice C,
oltre ad asserire che il pentaclorofenolo (PCP) deve essere estratto
con una soluzione di carbonato di potassio e analizzato quantitativamente
secondo la En 12673, riporta le modalità che il laboratorio dovrà
adottare per eseguire la verifica.
• Riflettenza speculare. Quando richiesta, la riflettenza speculare si misura
utilizzando il metodo descritto nella En 13745 utilizzando un angolo
di 85° e il valore medio deve essere inserito nel resoconto.
• Brillantezza speculare. Quando sottoposta a prova con il metodo descritto
nella En Iso 2813 utilizzando un angolo di incidenza di 85°, la
brillantezza speculare deve essere <30% per le superfici opache e <45%
per le superfici verniciate.
• Resistenza all’impronta residua. Quando sottoposta a prova con il metodo
descritto nella En 1516, l’impronta residua media misurata 5 minuti
dopo la rimozione del carico deve essere inserita nel resoconto e
l’impronta residua media misurata 24 ore dopo la rimozione del carico
deve essere < 0,5 mm. Per le pavimentazioni sportive ad area elastica si
sottopone a prova solo lo strato superiore sostenuto su una struttura
rigida.
• Resistenza all’impatto. Dopo il condizionamento per 14 giorni a una
temperatura di (50 ±1) °C e successive prove con il metodo descritto
nella En 1517 a una temperatura di prova di (10 ±1) °C, utilizzando un
tastatore con una massa di 800 g, non si devono presentare rotture
percepibili, spaccature, separazioni degli strati o intaccature permanenti
del provino, a eccezione del fatto che per le pavimentazioni sportive
di legno l’intaccatura non deve essere maggiore di 0,5 mm.
• Grado di uniformità. Nel ricordare che questo requisito può essere misurato
solo in loco, perché è una misura della costruzione complessiva
piuttosto che di una proprietà specifica del solo elemento di rivestimento,
eseguendo la verifica con il metodo descritto nella norma En
13036-7 sull’area di gioco, incluse le zone di sicurezza e le uscite, la distanza
massima tra il regolo e la superficie sportiva non deve essere
maggiore di 2 mm su una distanza di misurazione di 0,3 m e non deve
essere maggiore di 6 mm su una distanza di misurazione di 3 m.
::: VALUTAZIONE DI CONFORMITÀ
La conformità dei rivestimenti per pavimentazioni sportive ai requisiti
della norma europea Uni En 14904 (classi incluse) deve essere dimostrata
mediante: prove di tipo iniziale e controllo di produzione in fabbrica
da parte del fabbricante, inclusa la valutazione del prodotto (così come
riportato nell’appendice D inserita nel documento normativo).
• Prove di tipo iniziali. Devono essere effettuate per dimostrare la conformità
del prodotto alla norma europea Uni En 14904. Si possono prendere
in considerazione prove effettuate in precedenza in conformità alle disposizioni
della presente norma europea (stesso prodotto, stessa/e caratteristica/
caratteristiche, metodo di prova, procedimento di campionamento,
sistema di attestazione di conformità ecc.). Le prove di tipo
iniziale devono essere eseguite all'inizio della produzione di un nuovo tipo
di prodotto oppure all'inizio di un nuovo metodo di produzione (dove
ciò possa influenzare le proprietà dichiarate). Se il fabbricante acquista
prodotti che hanno già dimostrato di soddisfare i requisiti della norma
europea En 14904 (per esempio mediante marcatura CE) e il processo di
fabbricazione non ne cambia negativamente le prestazioni, non occorre
ripetere la valutazione. Il fabbricante della pavimentazione sportiva ha
tuttavia la responsabilità di garantire che i prodotti utilizzati raggiungano
il necessario livello di classe o prestazione. Ai fini delle prove di tipo
iniziale (e delle prove del controllo di produzione in fabbrica), i prodotti
possono essere raggruppati in famiglie (per caratteristica): i risultati delle
prove di una data caratteristica di uno dei qualsiasi prodotti sono rappresentativi
di tutti gli altri prodotti all’interno della famiglia. Possono
esistere diverse famiglie per diverse caratteristiche. Ogniqualvolta si verifica
una variazione nel prodotto, nella materia prima, nel fornitore dei
componenti o nel processo di produzione (in base alla definizione della
famiglia) che potrebbe modificare significativamente una o più caratteristiche,
le prove di tipo devono essere ripetute per la/le caratteristica/caratteristiche
appropriata/e.
• Campionamento, prove e criteri di conformità. Il campione prelevato per
le prove deve essere rappresentativo della normale produzione a lungo termine del fabbricante. I criteri di conformità sono specificati nei requisiti
di sicurezza e tecnici. I risultati di tutte le prove di tipo devono
essere registrati e conservati dal fabbricante per almeno 10 anni dopo
la data di produzione del prodotto.
• Controllo di produzione in fabbrica (FPC). Il fabbricante deve instaurare,
documentare e gestire un sistema FPC per garantire che i prodotti
immessi sul mercato siano conformi alle caratteristiche prestazionali
dichiarate. Il sistema FPC deve comprendere procedimenti, controlli
regolari e prove e/o valutazioni, nonché l'utilizzo dei risultati per il
controllo delle materie prime e di altri materiali o componenti in entrata,
delle attrezzature, del processo produttivo e del prodotto. Gli elementi
necessari per i metodi dell’FPC sono indicati nell’appendice D.
::: MARCATURA ED ETICHETTATURA
Ricordiamo infine che la marcatura CE per questi prodotti è obbligatoria
sin dall’anno 2008 (vedi il sito www.aedilitia.itc.cnr.it/default.asp) e
quindi i prodotti devono essere conformi ai requisiti stabiliti della norma
europea En 14904:2006; ciò deve essere chiaramente e indelebilmente
marcato dal fabbricante con un’etichetta adesiva o sul relativo imballaggio
almeno con le informazioni seguenti:
a) Numero e anno della norma europea (cioè En 14904:2006);
b) Identificazione del fabbricante o del fornitore;
c) Nome del prodotto e numero di lotto (possibilmente in forma codificata).
Quando i requisiti stabiliti ai punti ZA.1 - ZA.2 - ZA3.3 della norma Uni En
14904:2006 forniscono le stesse informazioni del presente punto, i requisiti
del presente punto sono considerati soddisfatti.
::: CARATTERISTICHE, NORME, RIFERIMENTI ...
Leggi tutti i riferimenti citati nell'articolo ...

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AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE ... |
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| [settembre 2008] Architettura e libertà di L. Truzzi | 
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| [settembre 2008] PARQUET e impianti di riscaldamento e raffrescamento [II parte] di D. Adelizzi | 
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| [maggio 2008] IL CONTRATTO. Aspettative e impegni vanno chiariti di F. Cafiero | 
| [maggio 2008] SPAZI FLESSIBILI, al passo coi tempi di D. Adelizzi |
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