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AREA MERCATO

::: “YES, WE CAN!”
dossier Fep di F. Fiorellini
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Il 2008 è stato un anno di sfide per i produttori europei: il consumo di pavimenti di legno è diminuito molto più delle attese. Ma da Cracovia, dove si è svolto l’ultimo congresso della federazione, ci ricordano che il buon posizionamento presso il consumatore non è ancora perduto. Le statistiche e i commenti ...

Non tocca a noi spiegare gli effetti e le ripercussioni di una crisi che ha colpito duramente i più forti sistemi economici mondiali e sta avendo importanti ripercussioni sui Paesi in via di sviluppo e su quelli più poveri, una crisi che sicuramente verrà ricordata con qualche decina di riga sui libri di storia dei nostri nipoti.
L’economia è debole, è un dato di fatto. E non abbiamo ancora toccato il fondo. Nessun settore, salvo rarissime eccezioni (e l’edilizia non è uno di questi!) è stato risparmiato. Ma da Cracovia, città dove si è tenuta lo scorso 12 giugno il 53mo congresso Fep - Federazione Europea dei produttori di parquet, viene una voce di cauto - molto cauto - ottimismo.
La voce è quella di Dieter Betz, presidente (uscente) della federazione, che nell’accogliere i colleghi produttori e i giornalisti ha sottolineato come non tutto sia perduto.
Il consumo di parquet lo scorso anno è diminuito più di quanto credessimo - ha esordito Betz -, ma il nostro buon posizionamento presso il consumatore finale non è ancora venuto meno. Ce la possiamo fare”.
Fermo restando che il mercato europeo dei parquet nei prossimi due anni dovrà confrontarsi con volumi nettamente inferiori a quelli cui era abituato (questa è opinione comune), la chiave di volta per “sopravvivere” (il dovere di ogni proprietario di impresa, come ha ricordato Betz), a detta di tutti, sarà proprio adattarsi a questa situazione prima possibile.
Come? “Riducendo i prezzi solo se necessario - ha esortato il presidente Fep -, perché il ribasso dei prezzi non contribuisce ad aumentare la domanda, è bene ricordarlo. E poi rendendo le nostre aziende più performanti, sfruttando questo momento per riorganizzarci a livello produttivo e gestionale”.
È accorato l’appello di Dieter Betz, ancor più perché è il suo ultimo discorso da presidente. Ricorda allora gli anni trascorsi a lavorare per l’associazione, insieme agli impegni futuri di Fep: tentare di facilitare le esportazioni per i soci, cooperare con la federazione americana, migliorare il confronto tra le associazioni nazionali, fare informazione presso la rivendita, ma soprattutto promuovere ricerche e studi sul consumatore finale: “In passato ci siamo concentrati esclusivamente sui posatori e sui rivenditori di parquet - ha commentato Betz - oggi la battaglia si gioca sul consumatore”.

DIETER BETZ, PRESIDENTE USCENTE FEP,
DURANTE IL SUO DISCORSO DI BENVENUTO::: IL NUOVO “BOARD”
Impegni importanti, che porterà avanti il nuovo presidente, insieme al rinnovato board. Nel corso dell’assemblea, dopo il discorso introduttivo di Dieter Betz, i soci Fep sono stati chiamati a eleggere il nuovo consiglio direttivo, che oggi è così composto: Lars Gunnar Andersen (consulente Bonakemi) è il nuovo presidente, che sarà coadiuvato da 4 membri rieletti per un anno e 2 nuovi. Le new entry sono Peter Hamberger junior (Hamberger Industriewerke), che sostituisce il padre, e Benoit Miquel (Tarkett). I veterani sono Carlo Comani (Gazzotti), Javier Hervàs (Mariano Hervàs), Jean-Luc Roy (Panaget) e Karl Scheucher (Scheucher Holzindustrie).
A oggi i membri Fep sono 85: 57 produttori, 20 “fornitori” (produttori di colle, vernici, profili e prodotti accessori), 8 federazioni nazionali. La parte del leone nella Federazione la fa la Germania, con 18 soci, segue l’Olanda con 10. Italia, Francia e Svezia hanno 8 soci.
Il saluto del nuovo presidente ai soci?
Farò il possibile per difendere i nostri interessi - ha promesso Lars Gunnar Andersen - e per far crescere le nostre aziende in Europa e all’estero. Attraversiamo un momento difficile, per questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti: dobbiamo cercare all’orizzonte nuovi stimoli per garantirci un futuro migliore”.

 

::: Qual è la percezione del consumatore del prodotto parquet?

Qualche dato chiave emerso dalla ricerca ‘European Consumer Survey on Parquet’, svolta da Fep in collaborazione con la società di consulenza InSites Consulting.
• il pavimento in legno è uno dei rivestimenti più popolari in Europa, dove è installato nel 43% delle abitazioni.
• la camera da letto e il soggiorno sono i luoghi privilegiati del parquet, rispettivamente con il 30 e il 26% di penetrazione.
• solo il 14% degli intervistati si rende conto della differenza tra multistrato e massiccio.
• le riviste di bricolage/arredamento (anche se di fatto la gente si dice più soddisfatta delle riviste tecniche, più professionali) e i rivenditori specializzati sono il punto di riferimento privilegiato del consumatore prima della scelta (il posatore occupa solo il terzo posto).
• il 17% degli intervistati è disposto a spendere oltre i 75 euro al metro quadrato per un pavimento in legno, il 32% tra i 15 e i 30 euro.
• le qualità associate al pavimento in legno dal consumatore sono naturalezza, calore, qualità, autenticità, stile, lusso, i punti di debolezza praticità, igienicità, manutenzione e posa.
• l’acquisto del parquet nel 45% dei casi avviene nella rivendita specializzata.

IL NUOVO PRESIDENTE FEP ::: LA RICERCA: CALORE, AUTENTICITÀ, STILE I PLUS ASSOCIATI AL PARQUET
Prima di passare al consueto commento dei dati sull’andamento del mercato europeo dei pavimenti in legno nel 2008 (vero plus valore degli incontri annuali della Federazione), vogliamo segnalare ai lettori un’interessante ricerca presentata a Cracovia, “European Consumer Survey on Parquet”, svolta da Fep in collaborazione con la società di consulenza In- Sites Consulting. Si tratta di un’inchiesta paneuropea presso il consumatore mirata a individuare la percezione che i consumatori hanno del prodotto parquet: in che misura la gente si rende conto dei differenti tipi di pavimentazione che offre il mercato? Quali sono i fattori che influenzano le scelte? Come si sviluppa il ciclo d’acquisto?
8 i Paesi ogetto di studio (Olanda, Germania, Polonia, Austria, Spagna, Francia, Svezia e Italia), 8194 gli intervistati. Tra proprietari di appartamento (la percentuale maggiore), affittuari, futuri proprietari e futuri costruttori e architetti. Il punto di partenza è semplice: il pavimento in legno è uno dei rivestimenti più popolari in Europa, dove è installato nel 43% delle abitazioni. È secondo solo alla ceramica (89% di penetrazione), mentre precede il laminato (34%).

 

::: Hanno detto/1

Carlo Comani, membro del “board” Fep
I dati presentati durante il meeting di Cracovia sono stati estremamente interessanti e permettono ai produttori considerazioni operative di grande utilità. Anzitutto è vero che, come ci si aspettava, il mercato del parquet nel 2008 viene segnalato per la prima volta dopo tanti anni flettente, ma è anche vero che l’Italia si segnala (tra le nazioni più importanti: Francia, Germania, Spagna) come quella che meglio ha limitato le problematiche. La caratteristica tutta italiana di avere la proprietà della casa (82,5%) fa sì che il mercato immobiliare e soprattutto dei complementi di arredo sia estremamente differente da quello europeo.
Lo studio “European Consumer Survey on Parquet”, voluto fortemente dal Presidente e dal Board della Fep, è stato largamente apprezzato per i contenuti chiari e illuminanti.
La prima osservazione è che in proiezione il parquet sarà il pavimento che avrà in tutta Europa e in Italia in particolare il maggior tasso di crescita. Nel prossimo futuro parquet e ceramica avranno la stessa penetrazione nelle case italiane: è un risultato sensazionale che solo pochi anni fa era assolutamente impensabile.
Altra osservazione è che il parquet incollato è di gran lunga il più utilizzato (82%), che il consumatore italiano è disposto a spendere circa il doppio rispetto alla media dei consumatori europei, che il gradimento presso i consumatori italiani è ben superiore alla media di quello europeo (63% vs 54%).
Tutte queste informazioni non fanno altro che avvalorare e in un certo senso certificare quello che già si sapeva: l’italiano vede nel parquet il pavimento preferito e lo considera un investimento importante e non una spesa. Ne deriva che il futuro potrà essere roseo per tutti gli operatori solo se riusciremo a lavorare tutti con lo stesso obiettivo che è quello della qualità. La rincorsa del prezzo a tutti i costi, la ricerca di prodotti economici contrastano totalmente con la richiesta del consumatore che vuole invece cercare di capire qual è il miglior rapporto prezzo/qualità. La richiesta del prezzo pertanto non è finalizzata a una spesa contenuta come molti pensano.
Se giocheremo la partita “all’italiana”cioè con faciloneria e scarsa professionalità non faremo altro che eliminare una grande opportunità di business: tutti ricordano la moquette? L’obiettivo invece è quello di offrire qualità, creatività e soprattutto trasparenza: a questo proposito auspico una supervisione attenta di Federlegno atta a impedire azioni dubbie o comunque create per disinformare e non per informare.

Naturalmente la penetrazione varia da Paese a Paese, con picchi negli Stati più freddi, come la Svezia, dove il parquet è posato nell’81% delle case.
La camera da letto e il soggiorno sono ancor oggi i luoghi privilegiati del parquet, rispettivamente con il 30 e il 26% di penetrazione, mentre bagno e cucina sono per il momento appannaggio della ceramica.

 

::: Hanno detto/2

Lorenzo Onori, consigliere incaricato del Gruppo Pavimenti Legno di Edilegno-Arredo
Da dove ripartire per superare la crisi? Prima di tutto dalla materia prima legno, la più bella e preziosa che esista. Non voglio sembrare retorico, ma semplicemente mi piacerebbe che tutti noi che abbiamo a che fare con questo meraviglioso prodotto, sia produttori che commercianti, non ci dimenticassimo che prima di tutto lo dobbiamo conoscere e rispettare per quello che è.
Valorizzarlo al meglio vuol dire anche e soprattutto far condividere a tutti coloro che ne entrano in possesso e l'utilizzano a capirlo e apprezzarlo per le sue naturali caratteristiche inimitabili.
Ben vengano poi allora le mille finiture e gli infiniti colori che oggi tanto vanno di moda (ma che a volte “snaturano” il pavimento in legno), a patto che il prodotto sia spiegato nel giusto modo e che il rivenditore sia in grado di accompagnare il cliente nella scelta non solo dal punto di vista “emozionale”, ma anche tecnica.
Quindi per ripartire dalla sua domanda iniziale, io ritengo che per superare questa fase di caos generale c'è assolutamente bisogno di chiarezza, trasparenza dell'offerta e soprattutto Formazione a 360°, perché il cliente non solo ha necessità, ma ha anche diritto di sapere cosa sta comprando, visto che, come si dice, deve durare una vita!

Passando alle potenzialità del mercato, i consumatori hanno dato prova di apertura nei confronti del pavimento in legno (per l’89% degli intervistati il parquet aumenta il valore e l’importanza dell’appartamento), anche se - avvisano da Fep - non è ragionevole aspettarsi una forte crescita ‘spontanea’ del mercato; aumenterà il numero di stanze dove è inserito il parquet. La buona notizia è che il parquet è sempre più apprezzato da futuri architetti e costruttori.
Meno confortante il dato sulla conoscenza dei differenti tipi di parquet: solo il 14% degli intervistati si rende conto della differenza tra multistrato e massiccio.
Sui canali di informazione la ricerca ci dice che le riviste di bricolage/ arredamento (34% - anche se di fatto la gente si dice più soddisfatta delle riviste tecniche, più professionali) e i rivenditori specializzati (25%, dato che in futuro dovrebbe crescere) sono il punto di riferimento privilegiato del consumatore prima della scelta. Il posatore occupa solo il terzo posto.
Qualche dato sui prezzi: il 17% degli intervistati è disposto a spendere oltre i 75 euro al metro quadrato per un pavimento in legno, il 32% tra i 15 e i 30 euro, il 23% al massimo 15 euro, il 12% tra i 45 e i 60 euro e il 4% tra i 60 e i 75 euro.
Un elemento interessante è quello che riguarda le qualità associate al pavimento in legno dal consumatore: naturalezza, calore, qualità, autenticità, stile, lusso. Una serie di caratteristiche fortemente “emozionali”, sulle quali i produttori dovrebbero imparare a far leva, che si scontrano con i fattori prettamente funzionali che fanno prediligere la ceramica o il laminato (praticità, igienicità, facilità di manutenzione e posa, prezzo contenuto).
Un’ultima nota sull’acquisto vero e proprio, che nel 45% dei casi avviene nella rivendita specializzata (in netta crescita rispetto al passato), seguita dai centri bricolage (39%). Terzi, ancora una volta, i posatori.
Le conclusioni? Sostanzialmente due: il parquet è un prodotto molto apprezzato, con due punti di criticità agli occhi del consumatore, il prezzo e la funzionalità; il mercato può crescere, ma non da solo, bisogna agire, educare il consumatore.

::: IL MERCATO DEL PARQUET NEL 2008
Passiamo quindi al commento dei “numeri” relativi all’andamento dell’industria europea del parquet nel 2008, resi noti da Fep in anteprima a Cracovia.
In base ai dati disponibili, la quota totale del parquet sull’intero mercato europeo delle pavimentazioni è leggermente al di sopra del 5%. In linea con le previsioni della Federazione di gennaio 2009, le cifre fornite dai soci - che non giungono quindi inaspettate - segnalano un generale declino del mercato, legato all’indebolimento della performance dei mercati tradizionalmente più forti, ai tumulti senza precedenti che hanno scosso i settori finanziari e all’improvvisa caduta delle attività edilizie locali.
Produzione e consumo, per la prima volta dopo molti anni, nel 2008 sono in flessione.

::: PRODUZIONE IN CALO
La produzione totale nel territorio Fep è diminuita del 15,56% (con un volume di 84.725 m2), leggermente al di sopra del livello raggiunto nel 2003. Le flessioni più repentine si sono verificate in Svezia, Francia, Spagna e nel gruppo dei Paesi nordici (Danimarca, Finlandia, Norvegia); la Germania ha registrato un maggior impatto della tendenza al ribasso.
Per quanto riguarda le cifre assolute di produzione per Paese, la Polonia ha ora chiaramente preso il comando (18,03%), seguita dalla Svezia con il 14,16%. La Germania completa la classifica dei primi 3, con un 13,03%. Le percentuali di produzione dei vari tipi di parquet sono praticamente le stesse del 2007, con un incremento dell’1% nel multistrato e un decremento dell’1% nel massello.

::: CONSUMI: MALE SPAGNA, FRANCIA E GERMANIA
Il calo del consumo nell’area Fep appare evidente, anche se in base ai dati forniti dai soci è meno pesante rispetto al decremento delle cifre relative alla produzione.
I consumi sono regrediti del 9,51%, toccando quota 101.547 m2. Importanti cadute si osservano soprattutto in Spagna, Francia, Germania e nei Paesi nordici; in controtendenza, alcuni dei Paesi orientali, come pure la Svizzera, sono riusciti a migliorare le cifre al consumo.
Nonostante una leggera flessione, il maggior mercato europeo del parquet rimane comunque la Germania, con una percentuale di consumo pari al 17,61%; la Spagna sta vivendo un evidente declino (13,85%) pur continuando a detenere la seconda posizione, mentre l’Italia è saldamente posizionata al terzo posto, migliorando la sua percentuale di mercato (12,61%).
Il consumo pro-capite di parquet è più elevato in Austria (0,81 m2), poi in Svezia (0,73 m2) e Svizzera (0,70 m2). Nel 2008, nell’intera area Fep, anche il consumo per abitante scende leggermente a 0,25 m2.

::: LA SITUAZIONE ITALIANA
Passando alla situazione del mercato nazionale, occorre segnalare che il rallentamento dell’economia italiana è iniziato molto prima rispetto agli altri Paesi europei: segnali di crisi si intravedevano già dalla seconda metà del 2007. La recessione vera e propria, poi, si è fatta sentire già nella seconda parte del 2008, con una brusca frenata degli investimenti nelle costruzioni.
Rispetto alla media degli altri Stati europei, per la verità, la situazione del mercato del parquet in Italia non è stata così tragica lo scorso anno: la produzione fa segnare un -3,33%, arrivando a 5.800.000 m2. Crolla del 50% la produzione di lamparquet, mentre aumenta quella del parquet massiccio, che passa da 200.000 a 300.000 m2 di parquet prodotti. In lieve flessione la produzione di stratificato, con 5.400.000 m2 (-3,57%) I ribassi sono più accentuati nei consumi, che nel 2008 si sono attestati sui 12.800.000 m2 (-4,48%): anche qui il lamparquet cola a picco (-31,03%), così come il mosaico (-60%). Stabile il massiccio, che si attesta sui 2.000.000 di m2, crescono del 3,91% i consumi di stratificato, che toccano quota 8.780.000 m2.
Stabili nel complesso le importazioni (ma crescono del 21,8% quelle di stratificato), le esportazioni passano da 1.800.000 m2 totali nel 2007 a 2.200.000 m2 del 2008.

::: PREVISIONI PER IL 2009
Secondo i rapporti delle aziende membri, gli indicatori economici attualmente disponibili e le consultazioni in corso con i servizi della Commissione Europea a Bruxelles, Fep prevede che il 2009 rimarrà un anno difficile per i produttori di parquet. La UE spera in un miglioramento dell’economia generale al suo interno nel corso del 2010 (i recenti sviluppi negli USA forniscono già qualche incoraggiamento) e, sebbene pare di intravedere la fine del tunnel, la strada da percorrere è ancora irta di ostacoli.
Queste le conclusioni di fondo emerse a Cracovia:
• Necessità di restaurare la fiducia (soprattutto in ambito industriale);
• Necessità di migliorare le agevolazioni creditizie;
• Previsioni di crescita 2009: probabilmente -4% (UE);
• Aumento del tasso di disoccupazione dell’11% circa nel 2010;
• Marcato aumento del deficit pubblico fino al 2010;
• Inflazione temporaneamente molto bassa (2° e 3° trimestre), ma che riprenderà ad avanzare gradualmente con il miglioramento dell’economia.

È difficile prevedere quando avverrà la tanto attesa ripresa dell’economia, ma i bei tempi torneranno - ricorda in chiusura di congresso il presidente uscente Betz -. La rapidità con cui questo avverrà dipende da diversi fattori, uno dei quali è la velocità con cui le banche nazionali europee riusciranno a mettere ordine in casa propria. Un altro è la prontezza con cui tutti noi continueremo, sollecitamente e proattivamente, a intraprendere tutte le iniziative per affrontare con successo le molteplici sfide del mercato”.
Il parquet è e rimarrà un’alternativa di qualità nell’ambito del settore delle pavimentazioni. Piace perché è naturale, caldo, autentico, perché ha classe, come ha ricordato la ricerca condotta da InSites Consulting. La sfida futura sarà proprio far leva su queste peculiarità per tentare di tradurre la passione crescente del consumatore in un aumento dei consumi e perché no, per tentare di “rosicchiare” qualche quota di mercato alla ceramica e alle altre pavimentazioni.
Un primo appuntamento per valutare se effettivamente sarà possibile risalire la china, e in quali tempi, sarà il prossimo congresso Fep, il 54mo, che si svolgerà il prossimo anno a Roma… In Italia già fervono i preparativi.

 

MERCATO ...

  

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