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::: I PARQUET PER ESTERNO sotto la lente d'ingrandimento Lo speciale di Domenico Adelizzi
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Una finestra sul mondo
delle pavimentazioni
lignee “en plein air”.
In questa seconda
puntata si parla
di trattamenti protettivi
e tecniche di posa.
Dal thermowood,
che dona durabilità
e stabilità, al fissaggio
di liste e moduli
su traversi speciali.
Con uno sguardo
sui fattori di degrado
delle specie legnose.
Nella prima parte dello speciale, si è posto l’accento sulla considerazione
che il legno massiccio naturale (anche detto massello), se
adeguatamente trattato, è particolarmente adatto per la realizzazione
di pavimentazioni per esterno, perché oltre a garantire resistenza
agli urti, bassa dilatazione termica, elasticità, leggerezza e facile lavorabilità,
è un buon coibente termico e un eccellente isolante acustico.
È vero che le pavimentazioni esterne di piscine, terrazzi, centri sportivi,
relais-benessere, locali, hotel, grandi uffici, parchi e giardini pubblici
possono essere realizzate in calcestruzzo, mattoni, pietra, piastrelle o
vetro ma, al contrario di questi “materiali freddi”, il legno offre vantaggi
quali l’adattabilità al terreno e alle pavimentazioni differenti, la durevolezza,
il senso del calore del materiale vivo che caratterizza e personalizza
lo spazio esterno. Con il legno inoltre si evitano complicati e costosi
lavori di preparazione del sottofondo, necessari per altri tipi di pavimenti,
a favore di una costruzione semplice e veloce, che non richiede manodopera
pesante.
Le pavimentazioni lignee per esterni sono da molti decenni particolarmente
diffuse nei Paesi nordici, ricchi di legname e di buoni artigiani. La
motivazione la si può ricercare nella scarsa conducibilità termica tipica
del legno, che consente di realizzare pavimentazioni fresche d'estate e
calde d'inverno.
Uno splendido esempio dell'utilizzo del
legno in ambienti "ostili" è indubbiamente
rappresentato dalla laguna di
Venezia, edificata su una fitta maglia di
tronchi. Ma esistono anche molti altri
casi di impiego del legno per esterni.
Basti pensare alle costruzioni navali,
alle traverse dei binari, alle cascine di
montagna, ai sentieri da giardino, ai
bordi piscina, ai camminamenti lungo i
lidi, alle darsene, agli yacht.
::: I TRATTAMENTI
La pavimentazione lignea esterna si
può realizzare sia con legno trattato
che non trattato, ma in entrambi i casi
è necessario che il legno sia perfettamente
essiccato e stagionato. In particolare, per gli elementi lignei non
trattati, è indispensabile la rifinitura con olio essiccativo, in modo da
preservarlo da agenti atmosferici e sbalzi idrometrici ambientali.

::: LEGNI NON TRATTATI
Esistono in natura alcune specie legnose che, pur non essendo trattate
per esterno, conservano le loro prestazioni per periodi molto lunghi. Ne
sono un esempio il legno di Teak, Ipé e Banghirai, la cui durevolezza è
stimata oltre 20 anni.
::: LEGNI TRATTATI
La scarsa reperibilità di legnami duri per esterno e il loro elevato costo
hanno indotto i produttori a utilizzare specie legnose più "commerciali"
che, opportunamente trattate, danno garanzie di resistenza, durevolezza,
facilità di reperimento e costi contenuti.
Per sopperire alle carenze naturali di queste
particolari specie legnose e renderle idonee all'uso
esterno, si sono studiati trattamenti speciali,
come il sottovuoto e l’alta pressione, che
proteggono il tessuto ligneo da muffe, insetti e
sbalzi termici.
::: TECNICHE DI LAVORAZIONE:
IMPREGNAZIONE IN AUTOCLAVE...
Le concentrazioni di sali inglobati nel tessuto ligneo
sono differenti a seconda della classe di
impregnazione che si vuole ottenere. Con l'impregnazione
in autoclave si migliorano le caratteristiche
dei legni resinosi più economici e facilmente
reperibili nei mercati europei. A seguito
del processo, il legno assume un irregolare colorito
verdognolo dovuto alla presenza di rame nell'insieme dei sali utilizzati. Ecco perché, dopo l’impregnazione, le
superfici vengono trattate con vernici, mordenti o coloranti che ne migliorano
l'aspetto estetico.
::: …E IMPREGNAZIONE A PRESSIONE
È anche detta sottovuoto e si caratterizza per il fatto che i tronchi vengono
impregnati ad alta pressione con sali minerali preservanti diluiti
in acqua. In questo modo i sali penetrano in profondità nel legno, garantendo
maggiore resistenza contro attacchi di funghi, muffe e agenti
atmosferici.
::: BISOGNA SAPERE CHE
Al di là del trattamento svolto, dopo il processo di impregnazione il legno è
atossico, tuttavia gli scarti di lavorazione non possono essere bruciati per
via dei fumi creati dalla combustione che, se inalati, possono nuocere alla
salute. Sia che venga utilizzato legno trattato che non trattato, occorre tenere
presente che il legno destinato agli ambienti interni non può essere impiegato
all'esterno. Tra i trattamenti particolari per il legno vi sono il thermowood
(si veda lo schema a pag. 36), e il legno resinato, ossia liste, listoni
e quadrotti di legno massiccio o di pannelli lignei, più o meno stratificati, amalgamati
e/o miscelati con resine sintetiche a base di polipropilene o con
polimeri termoplastici o con polveri di quarzo e materiali inerti, il tutto per
aumentare durezza, consistenza e conferire migliori proprietà meccaniche.
::: IL VENTAGLIO DI OFFERTE
Il mercato offre ampia possibilità di scelta nei colori dei pavimenti. Si va da
un marrone molto scuro con riflessi rossastri derivanti dall’Ipé ai colori molto
chiari, quasi bianchi, di certe conifere. Inoltre, si può scegliere il grado di
finitura superficiale del rivestimento, che può essere liscio o con piccoli solchi
che riducono la scivolosità in particolari situazioni come i bordi piscina.
Il mercato offre già tante soluzioni, a cui, di volta in volta si aggiungono i pareri
dei progettisti. In alcuni casi, si può
pensare di realizzare su misura non solo
le pavimentazioni ad hoc ma anche fioriere,
panche e sedute in genere, pareti divisorie
degli spazi, scale e ogni tipo di arredo
urbano esterno.
Per tutto ciò il legno, più di altri materiali,
suggerisce la sensazione di unitarietà
compositiva sia esso sotto forma
di cubetti posati di testa, parallelepipedi
(mattoncini), liste singole o accoppiate
(anche dette deck), moduli a quadro
o a parallelepipedo, listoni e maxi listoni
posati con la tecnica dell’inchiodatura
su di una struttura posizionata su un
piano appositamente predisposto per
consentire il drenaggio dell’acqua nel
caso di pioggia, ghiaccio e neve.
::: PARALLELEPIPEDI E CUBETTI
Nel caso di cubetti e parallelepipedi, la parte calpestabile
è la testa, che corrisponde alla sezione
trasversale, mentre se si posano tavolette e listoni,
la superficie calpestabile corrisponde alla sezione
lignea radiale o tangenziale. La tecnica di
posa dell’elemento ligneo di testa risale al XVII
secolo, quando era impiegata per la costruzione
di strade, androni, cortili e giardini, dove il piano
di calpestio era interamente di legno o intervallato
da elementi di altro materiale. Oggi le pavimentazioni
esterne di legno si adattano sia agli
spazi di aspetto moderno, sia agli ambienti storicizzati.
Ciò dipende dalla plasticità e flessibilità delle fibre, dall’attitudine
ad ammortizzare le vibrazioni, dalla sua naturale calpestabilità e pedonabilità.
Inoltre, la piccola pezzatura degli elementi che costituiscono
il parquet esterno e il trattamento con olio di antracene e/o similari, iniettati
con il sistema “a vuoto e pressione”, per garantirne la preservazione
antisettica, consentono la perfetta adattabilità al piano e a ogni
forma planimetrica. Infine, i cubetti sono appoggiati su un letto di sabbia
che, oltre ad avere funzione drenante, interponendosi tra i singoli elementi
lignei come un giunto a secco, assorbe i movimenti dimensionali del legno favorendone l’adattamento alle diverse
condizioni di temperatura e umidità.
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::: SPECIFICITÀ DEL THERMOWOOD
Il thermowood è un trattamento del legno
utilizzato fin dall’antichità dai Vichinghi
per la costruzione di palizzate, e ancora
oggi nei pali di sostegno delle vigne. È
stato industrializzato negli anni '90 dai
centri di ricerca finlandesi.
Il processo porta il legno a una temperatura
di 185°/215°, cosicché il legno trattato
scurisce e aumenta di durabilità e stabilità.
È quindi un trattamento completamente
naturale, privo di agenti chimici,
esclusivamente termico.
Con il thermowood si producono elementi
speciali per facciate, pavimenti esterni e
serramenti.
Stabilità e semplicità di lavorazione hanno
un livello paragonabile a quella dell'alluminio
e non necessita di verniciatura.
Esposto a sole e acqua assume un colore
argenteo, come tutte le specie legnose.
È comunque possibile verniciarlo, con ottimi
risultati, per mantenere il colore originale
o per ottenere altri aspetti estetici.
Le minori dilatazioni del thermowood
portano a una maggior durata della verniciatura.
Occorre tenere presente che le verniciature
ombreggiate e protette dall'acqua avranno
durata maggiore rispetto a quelle
esposte. Per ottenere un aspetto uniforme,
si dovrà ricorrere a un periodico processo
di manutenzione della verniciatura
stessa. La cadenza non andrà oltre qualche
anno.
Gli elementi di thermowood sovente si
posano con orditure e magatelli in alluminio
evitando in questo modo i ristagni
di umidità.
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::: LISTE, MODULI E DECK
Sono anche dette quadrotte o deck e vengono
lavorate in doghe. Molto utilizzate negli Stati Uniti
e nel Nord Europa, si stanno rapidamente
diffondendo anche nel nostro Paese. Constatata
l'eleganza e il particolare fascino, possono essere
usate per marciapiedi, porticati, pedane di
gazebo, bordi piscina, sentieri da giardino e così
via. Tra i legni più indicati per questo utilizzo
il Teak, il Banghirai e l'Ipé, ovvero legni che non
temono l'acqua e non necessitano di trattamenti particolari per la loro
conservazione. La loro durata naturale è stimabile oltre i 20 anni, non
hanno bisogno di alcuna periodica manutenzione, poiché l'esposizione
al sole tende con il tempo ad alterarne il colore. Se desiderato, si può
ravvivare l'aspetto utilizzando oli vegetali o impregnanti naturali. Il
mercato propone tante versioni di deck e moduli, tra cui quelle con superfici
lisce e antiscivolo, particolarmente consigliate per pavimentare
ambienti esterni in cui si deve garantire la massima sicurezza di camminamento
sul bagnato.
I deck sono solitamente liste di spessore mm 15-20 x larghezza mm 90-
100 e lunghezza variabile tra mm 2000 e 3000, montati in opera creando
un sottostante telaio con il medesimo legno su cui verranno fissate le liste.
Il tutto fissato mantenendo una distanza tra le liste di circa 3 mm,
con viti in acciaio inox a vista.
I moduli a quadro (dette quadrotte) hanno forma quadrata con lato tra
300 e 500 mm e spessore compreso tra 15 e 20 mm. Sono elementi autoportanti
e possono poggiare su qualsiasi fondo planare.
::: IL FISSAGGIO
Per la posa in opera delle liste, al di là della tipologia adottata, è sempre
necessaria la pulizia preliminare con acqua, per evitare colorazioni dovute
al tannino. La posa va eseguita utilizzando elementi su una struttura
reticolare in funzione del progetto, con legno avente medesime o simili
caratteristiche di durabilità e resistenza meccanica degli elementi
da installare onde evitare eventuali torsioni e svergolamenti e lasciando
tra listone e listone uno spazio di circa 10 mm. Gli elementi, siano essi listoni
o doghe, dovranno essere avvitati alla struttura, pertanto è necessario
perforare i listoni per evitare fessurazioni e ottenere un bloccaggio
ottimale. Le viti ideali sono quelle in acciaio inox, possibilmente autofilettanti
a testa piana.
Oggi, le tecniche di posa più utilizzate sono fondamentalmente tre:
• Posa su magatelli. Si devono posare dei traversi particolari (i magatelli)
sulla superficie da pavimentare e su questi fissare le doghe una a una
con sistemi a incastro. Le dimensioni delle doghe dipendono dalla
disponibilità delle forniture, ma raramente si superano i 400 cm. Il sistema
più economico è quello che usa le quadrotte che ricordano le piastrelle: le più diffuse hanno dimensioni che
vanno da cm 30 x 30 a cm 30 x 60, dove le doghe
sono tenute assieme da una base in plastica
provvista di sistema maschio-femmina che permette
il facile incastro e assemblaggio, fino a formare
superfici continue con doghe non molto
spesse e larghe.
• Su orditura. È molto diffusa per la posa delle
quadrotte di grandi dimensioni (di solito circa
cm 80 x 200, a seconda delle disponibilità dei
tronchi importati). Esse riducono i tempi di
posa perchè sono realizzate prima di arrivare
in cantiere. Le doghe sono avvitate su traversi
dello stesso materiale, che permette di mantenerle
unite ed equidistanti, favorendo il drenaggio
dell'acqua. Le viti possono essere fissate
dal basso e rimanere nascoste oppure essere
avvitate dall’alto e rimanere con la testa a
vista. Ma anche in quest'ultimo caso le viti
possono essere mascherate affondandole qualche
millimetro nel legno e ricoprendole con un
tassello della stessa essenza che va a ripristinare
la continuità nella superficie della doga.
• Su traversi. Forse è il sistema più complesso perché
consiste nel posizionare dei traversi in legno
o in metallo sopra i quali andare ad avvitare le
doghe una per una direttamente sul luogo della
posa, richiedendo una spesa di tempo in cantiere
maggiore che con gli altri sistemi. Anche in questo
caso le teste delle viti possono rimanere a vista
o essere nascoste. Di solito le doghe sono accostate
tra loro in modo da lasciare mezzo centimetro
di distanza per permettere all'acqua di defluire,
ma in alcuni casi, come per le soluzioni di
ispirazione navale, la posa comporta ulteriori attenzioni
progettuali come la pendenza per la raccolta
calcolata dell'acqua. Questo perché la pavimentazione
è rappresentata da una superficie
senza soluzione di continuità e non drenante.
::: I NEMICI DELLE PAVIMENTAZIONI DI LEGNO
PER ESTERNO
Il legno per pavimentazioni esterne è bello ed elegante, ma per conservarlo
tale a lungo bisogna eseguire la normale manutenzione ordinaria
e straordinaria e, soprattutto, evitare che il legno venga attaccato
dai parassiti, vegetali o animali, e preservarlo dai naturali
fenomeni termici.
ACQUA E RAGGI UV Il legno si compone di una serie di sostanze
e membrane cellulari costituite da una
sorta di matrice avente come componenti
principali: cellulosa, emicellulosa e lignina.
Gran parte delle proprietà del legname sono
determinate dal comportamento di queste
grandi molecole. Il legno assorbe umidità
generando espansione e cambiando il
contenuto di umidità; cosicché la presenza
dell’acqua genera dei gruppi idrossidi assorbiti
dall’ambiente circostante. Il legno
si espande quando l'acqua penetra tra le
molecole. E se la membrana cellulare si estende
il legno è più facilmente attaccabile
da funghi e raggi ultravioletti, responsabili
dell’ingrigimento e dell’eventuale degrado
del legno. Nel processo dell’assorbimento
dei raggi solari, invece, diminuisce il contenuto
dei pigmenti e coloranti presenti nella
lignina e il legno ingrigisce.
INGRIGIMENTO
L’ingrigimento è una conseguenza della scarsa resistenza del legno ai
raggi solari e all’ossigeno che si libera. Quello che noi percepiamo è uno
strato superficiale del legno i cui legami molecolari vengono cambiati
dall'ambiente circostante e dal livello di inquinamento ambientale. L’ingrigimento
avrà un colore più scuro o più chiaro a seconda del comportamento
del legno e della specie legnosa.
MARCIUME
Il legno marcisce quando rimane per lungo tempo a contatto con il terreno
umido. L’umidità genera i funghi, che tendono a penetrare in profondità
fino, a volte, a stimolare la formazione di muffe. Quando il legno
marcisce dà origine a una superficie color crema, marrone o bianco
sporco. Il legno attaccato dalla decomposizione e marcescenza deve essere
sostituito o riparato al più presto per evitare ulteriori attacchi.
ALTRI NEMICI
Oltre all’acqua e alla luce solare, il legno
teme gli attacchi di parassiti, organismi e
microrganismi viventi di natura animale e
vegetale. Questi pericolosi nemici, che
possono determinare anche il marciume,
non solo deturpano il legname, ma minano
pure la resistenza, colpendo sia l’esterno
che l’interno dell’elemento ligneo.
::: NORMATIVE TECNICHE DI RIFERIMENTO
Sia a livello nazionale che europeo a oggi non vi sono norme
tecniche che regolino la fornitura e lo stato della pavimentazione
lignea per esterno. Nel caso di legni impregnati, si può
fare riferimento alla norma tedesca DIN 68800, mentre per
quanto concerne le modalità di trattamento degli scarti di
lavorazione, si può tenere presente la normativa in vigore
(Codice smaltimento rifiuti, CER 03 01 04). Anche per i legni
utilizzati all'esterno valgono le regole relative all'informazione
del consumatore (Codice del Consumo), che prevedono
il rilascio da parte del fabbricante della specifica scheda
informativa del prodotto (scheda prodotto).
::: CONCLUSIONI
Da qualche anno le pavimentazioni lignee per esterno rivestono grande
importanza nell'edilizia. Tanti sono gli esempi. L'immagine di una villa
unifamiliare è molto legata alla cura dell'area esterna e alla sua accessibilità;
il pregio di un appartamento a piano terra è dato dallo spazio esterno,
che ne incrementa il valore; la presenza di balconi in un appartamento
ne migliora la vivibilità, amplificandone lo spazio verso l'esterno;
il baricentro delle superfici in molti attici è decisamente orientato
verso il terrazzo. Per tutte queste buone ragioni, al di là di un generico
buon uso delle superfici, un occhio di particolare riguardo va posto alle
pavimentazioni. Partendo dalla considerazione preliminare che, anche
ai fini economici, oltre che compositivi, sia opportuno diversificare
i materiali nella organizzazione di un piano di pavimentazione di un'area
esterna, occorre subito operare una classificazione funzionale
delle zone da pavimentare. La storia ha spesso dimostrato
che il legno naturale è un materiale molto versatile
e resistente al tempo, tanto è vero che l’uomo lo ha sempre
utilizzato sia per le proprie necessità funzionali, sia per
la produzione artistica. Il legno dà sempre ottimi risultati
dal punto di vista estetico e della resistività, ma sempre a
patto che si sappiano valutare le qualità tecnologiche e le
proprietà tecniche e, soprattutto, si tollerino alcuni limiti
impossibili da superare. Tra questi l’ingrigimento e lo schiarimento,
causati dal continuo variare delle condizioni climatiche
ambientali, e la distorsione dimensionale dell’elemento
posato, sia esso deck, lista o cubetto. Come tutti gli altri
tipi di pavimenti di legno, anche quello per esterni isola dal
caldo, dal freddo, dai rumori e dall’umidità, conservando ideali
doti di resistenza, stabilità e calpestio. La sua manutenzione
non richiede inoltre particolari attenzioni.
Se si pensa che un pavimento da esterno cosiffatto è anche
altamente estetico, pregevole e gradevole da vedersi, viene
più che naturale chiamarlo “parquet”, se non altro perché
questo termine francese significa “piccolo parco” e chi più
del legno naturale può fregiarsi di tale significato quando è
posto in ambienti esterni?
AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE ... |
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| [febbraio 2012] Vi sveliamo i preziosi parquet di Villa Reale a Monza. FOCUS di D. Adelizzi | 
| [febbraio 2012] QUALCHE CHIACCHIERA IN MENO… QUALCHE PROVA IN PIÙ. L’APPROFONDIMENTO di A. Viscardi | 
| [dicembre 2011] LA LUCE BRASILIANA. persone e progetti di L. Truzzi | 
| [dicembre 2011] IL SETTORE, senza peli sulla lingua. L’OPINIONE di F. Fiorellini | 
| [ottobre 2011] Voce ai PARCHETTISTI. L’INTERVISTA di M. Errico | 
| [ottobre 2011] QUANTO CONTA ISOLARE. RICERCHE a cura dell'uff. tecnico ISOLMANT | 
| [ottobre 2011] PERICOLI e PREVENZIONE per i posatori. FOCUS di D. Adelizzi | 
| [ottobre 2011] Piccoli interventi per “RIGENERARE” IL PARQUET. RISTRUTTURAZIONI di M. Errico | 
| [ottobre 2011] SICUREZZA e SALUTE sul lavoro. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero | 
| [ottobre 2011] La piccola BOTTEGA degli ORRORI. SOTTO LA LENTE di A. Viscardi | 
| [ottobre 2011] Il LABIRINTO del Parco Giardino Sigurtà. GRANDI OPERE di M. Castelluccio | 
| [agosto 2011] ELEGANZA, A QUATTRO STELLE. persone e progetti a cura della Redazione | 
| [agosto 2011] Pavimenti LIGNEI e IMPIANTI di riscaldamento/raffrescamento. FOCUS di D. Adelizzi | 
| [agosto 2011] Quando al fornitura di parquet avviene secondo CAMPIONE. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero | 
| [agosto 2011] Tra il dire e il FARE… c'è la professionalità. L'APPROFONDIMENTO di A. Viscardi | 
| [giugno 2011] GIOIELLI DA VIVERE. persone e progetti di M. Castelluccio | 
| [giugno 2011] CATALOGHI COMMERCIALI e SCHEDE TECNICHE. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero | 
| [giugno 2011] Tra il dire e il FARE…. L’APPROFONDIMENTO di A. Viscardi | 
| [aprile 2011] Acquaviva = L’ACQUA IN MOVIMENTO. persone e progetti di L. Truzzi | 
| [aprile 2011] Sempre colpa del POSATORE?. IL CASO di M. Errico | 
| [aprile 2011] A proposito di CODICE DI TRASPARENZA. BUONE IDEE di F. Cafiero | 
| [aprile 2011] I NUOVI MATERIALI A BASE LEGNO. Per pavimenti (e non solo). FOCUS di D. Adelizzi | 
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| [febbraio 2011] ITLAS per JOÃO NUNES. design di F. Ferrari | 
| [febbraio 2011] UNI CEN/TS 15717: ancora sulla valutazione della POSA DEI PARQUET. L'APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi | 
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| [marzo 2009] LUSSO E FUNZIONALITÀ. interior design dell'arch. L. Truzzi | 
| [gennaio 2009] NORME IN CACHET di D. Adelizzi | 
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| [novembre 2008] UNI 11.265:2007, PER SAPERNE DI PIÙ di D. Adelizzi | 
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| [luglio 2008] Il legno, la musica e la città di L. Truzzi | 
| [settembre 2008] Architettura e libertà di L. Truzzi | 
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| [settembre 2008] I PERICOLI DELLA CONSEGNA “SILENZIOSA” di F. Cafiero | 
| [settembre 2008] PARQUET e impianti di riscaldamento e raffrescamento [II parte] di D. Adelizzi | 
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| [luglio 2008] SARDEGNA magica di M. Errico | 
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