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::: EUROPA: dove va il mercato del parquet? dossier Fep di Federica Fiorellini
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Il 30 maggio, in Austria,
la Federazione Europea
del Parquet ha fatto
il punto su un 2007
decisamente positivo
(+2,5% la produzione,
+5% i consumi)
e un 2008 con qualche
ombra. Molti gli spunti
di riflessione.
Che senso ha, nel 2008, far parte di un’associazione industriale?
È presto detto. Rispetto al passato, un’azienda - piccola o grande
che sia - oggi deve riuscire a interagire non solo col proprio mercato
e con i suoi concorrenti, ma anche con gli attori che definiscono le regole
e influenzano i contesti sociali: istituzioni, comunità finanziaria,
mass media, gruppi di opinione, comunità internazionale. In questo contesto
l’impresa deve essere in grado di dialogare e agire per difendere i
propri interessi, perché i nuovi vantaggi competitivi - non siamo i primi a
scriverlo - passano non solo dalla sua capacità di essere innovativa, ma
sempre di più da quella di adattarsi ai contesti in cui opera o, ancora meglio,
di influenzarli.
Questa lunga premessa per sottolineare il valore di incontri come quello
dello scorso 30 maggio a Bad Blumau, in Austria, in occasione dell’annuale
congresso europeo del parquet, promosso da Fep, la federazione
europea delle industrie del parquet.
Anno dopo anno ci si ritrova, in molti casi tra amici prima che tra concorrenti,
per fare il punto su un settore che da molti anni pare non conoscere
crisi. Ci sono i produttori di pavimenti in legno. Ci sono - ormai da
qualche anno - i cosiddetti “fornitori” (le aziende che producono colle,
vernici, profili e più in generale prodotti per la posa del parquet). Ci sono
i rappresentanti delle associazioni europee. Un gruppo eterogeneo,
che nel tempo è cresciuto e si è evoluto, con l’obiettivo di creare una
piattaforma più ampia, di catalizzare energie e attività per sviluppare idee,
sinergie. Difendere i propri interessi, come si diceva.
::: LA CRISI COME OPPORTUNITÀ
E allora anche momenti di incontro come questi possono aiutare a
fare fronte comune, a individuare tendenze, a impostare correttivi.
Si parlava di un settore che non conosce crisi da molti anni, in effetti,
però, come ha sottolineato il presidente Betz in apertura di convegno,
questo inizio di 2008 è abbastanza critico un po’ per tutti (si salvano
in parte solo i Paesi dell’Est Europa). I dati relativi al 2007 sono positivi,
è vero - e di seguito li passeremo in rassegna - tuttavia la sfavorevole
congiuntura economica degli ultimi tempi, con la conseguente contrazione
dei consumi e la crescente competitività internazionale stanno
iniziando a farsi sentire. È sotto gli occhi di tutti lo stallo del settore
delle costruzioni, così come l’aumento dei costi delle materie prime.
E allora, ha consigliato Betz: “Per essere più competitivi bisogna dividersi
i compiti, per esempio razionalizzando il processo di produzione
e facendo fabbricare i nostri parquet a chi è capace”.
“Dobbiamo prepararci a far fronte a un periodo difficile - ha proseguito
Betz - l’indebolimento dell’economia americana e il rallentamento
di quella europea non fanno ben sperare. La crisi, però, potrebbe essere
un’occasione per riscoprire nicchie di mercato come quella della ristrutturazione”.
“Ogni crisi porta con sé delle opportunità - ha chiuso il presidente -
dobbiamo essere in grado di approfittarne!”.

::: 2007: PREVISIONI SUPERATE
Ma facciamo per un attimo un passo indietro, e torniamo allo scorso anno,
del quale i dati Fep presentati nel corso del congresso riescono a fare
una fotografia abbastanza precisa.
Secondo i dati resi noti dalla Federazione, l’industria europea del parquet
nel 2007 ha fatto registrare buone performances, sia dal punto di vista
della produzione sia dei consumi.
Malgrado la concorrenza agguerrita delle altre pavimentazioni - laminato
in testa - il pavimento in legno dimostra di essere una soluzione sempre
più apprezzata dal consumatore, tanto che le previsioni fatte da Fep in
gennaio, in occasione della manifestazione Domotex di Hannover, sono
state ampiamente superate.v
“I dati sono incoraggianti - ha commentato il presidente Betz - e sono la
dimostrazione concreta dell’importanza degli sforzi e delle risorse messe
in capo da Fep per la promozione del pavimento in legno presso il consumatore
e in particolare dell’importanza della campagna a favore del vero
legno, con l’iniziativa ‘Living on Wood’ (si veda il sito
www.realwood.eu)”.
::: PRODUZIONE: SUPERATA LA SOGLIA DEI 100 MILIONI
DI METRI QUADRATI
La produzione europea di parquet è cresciuta nel 2007 del 2,47% rispetto
all’anno precedente. È stata superata per la prima volta la soglia
dei 100 milioni di metri quadrati, toccando la ragguardevole cifra
di 100,334 milioni di metri quadrati prodotti. Questa cifra è il prodotto
di una crescita per la verità non omogenea in tutti i Paesi. Mentre
si sono registrate crescite importanti per Polonia (+28,8%), Francia
(+21,86%) e Repubblica Ceca (+13,67%), la produzione rumena è calata
del 25%, quella di Danimarca, Finlandia e Nornegia (nel complesso)
del 21% circa.
La Svezia rimane il più importante produttore tra i Paesi Fep, con circa il
17% sul totale e una produzione di 1,85 mq per abitante. La Polonia non
si distacca molto, con il 16,62% della produzione totale dei Paesi Fep. Seguono
a ruota Germania (12,96%), Spagna (10,07%) e Francia (9,53%). L’Italia
è all’ottavo posto, con il 5,98%. La produzione pro capite nell’intera
area Fep è stata, nel 2007, di 0,25 mq.
La tipologia di parquet più prodotta in Europa è lo stratificato (76% sul totale),
seguito a lunga distanza dal parquet massiccio (14 - 22 mm), che tuttavia
tiene le posizioni, anzi sale dal 16% del 2006 al 19% sul totale del
2007. Esigue le quote del mosaico (3%) e del cosiddetto lamparquet (2%).
Parlando di specie legnose, la quercia continua a essere di gran lunga la
pianta più utilizzata per la produzione di parquet, con il 56,7% sul totale;
crescono anche i legni tropicali (15,4%). Al terzo posto
il frassino (7,8%).
::: AUMENTANO I CONSUMI
In linea con la tendenza del 2006, anche nel 2007 i
consumi di pavimenti in legno nei Paesi Fep sono
cresciuti, precisamente del 4,89%, toccando quota
112.226.000 metri quadrati.
Anche in questo caso le performance variano da Paese
a Paese. Mentre Ungheria e Repubblica Ceca arrestano
bruscamente, la Polonia fa registrare un sorprendente
+35%, la Francia un +16,60, la Romania un +10,67%.
I consumi totali ammontano a 112,226 mq.
La Germania rimane il più importante mercato europeo
(con un consumo del 18,45% rispetto al totale
dei Paesi Fep), seguita dalla Spagna (16,02%), dall’Italia
(11,94%) e dalla Francia (11,14%).
Il maggiore consumo pro capite è fatto registrare
dall’Austria (0,90 mq), seguita da Svezia (0,78 mq) e
dalla Svizzera (0,69 mq).
::: LA SITUAZIONE ITALIANA
Mercato sostanzialmente stabile quello italiano,
con una ripresa nella produzione
di parquet multistrato (+1,82%) e un
rallentamento nel tradizionale (-33,33%).
Questa tendenza è più accentuata nei
consumi, che nel 2007 si attestano sui
13.400.000 mq (come nel 2006): qui il
multistrato cresce del 17% e il massiccio
(14 - 22 mm) cala del 16,67%; -21,62% anche per i consumi di lamparquet.
La produzione totale rimane invariata rispetto al 2006: 6 milioni di mq.
La domanda si divide principalmente tra prodotti prefiniti di pregio, largamente
richiesti nel settore della ristrutturazione, e prodotti più economici (prevalentemente in Rovere), utilizzati nella cantieristica.
E a proposito di cantieristica, le previsioni per il 2008 indicano un periodo
di sofferenza per il mercato delle costruzioni - con cantieri che stentano
a essere completati perché gli appartamenti non vengono venduti -
e un conseguente “stallo” delle vendite di pavimenti in legno e prodotti
accessori. Le importazioni italiane salgono a 9.200.000 mq (+2% rispetto
al 2006), con un +40,32% di importazione di parquet stratificato e un -
35% di massiccio (compreso il lamparquet).
+9,09% per le esportazioni, che toccano quota 1.800.000 metri quadrati.
Invariati rispetto al 2006 produzione e consumo procapite, rispettivamente
di 0,10 e 0,23 mq.
::: LE PREVISIONI PER IL 2008
Durante il convegno Fep, come si diceva sopra, sono stati individuati dei
“punti di criticità” che potrebbero segnare, in futuro, l’evoluzione del
mercato dei pavimenti di legno:
• la crisi del settore delle costruzioni;
• la concorrenza sempre maggiore e feroce, soprattutto da parte dei Paesi
asiatici, con l’immissione sul mercato europeo di prodotti a basso
prezzo;
• il numero crescente di fusioni e acquisizioni paneuropee;
• il difficile accesso alla materia prima legno.
È il momento di unire le forze e, come sottolineava il presidente Betz, di
puntare anche su nicchie di mercato sottovalutate o trascurate fino a oggi.
Il monito di Fep è Free, but fair trade (libero scambio, ma equo), si
tratta dunque non solo di pensare in maniera globale, ma anche di iniziare
ad agire in una prospettiva globale, vale a dire assicurarsi che le risorse
e gli strumenti a disposizione del mercato siano gli stessi per tutti gli
attori. Se i principi che reggono le basi del libero scambio non sono applicati
equamente e correttamente, allora tutto il meccanisco è in pericolo.
Ma questo, purtroppo, non è un problema che tocca solo il nostro
settore…
::: IL MERCATO EUROPEO DELLE PAVIMENTAZIONI
Chiudiamo con uno sguardo più ampio, che coinvolge la totalità dei materiali
usati per le pavimentazioni.
In base ai dati Intercontuft, il mercato delle pavimentazioni nell’Europa
occidentale è abbastanza stabile. Nel 2007 ha toccato quota 2.155 milioni
di metri quadrati (+1,03% rispetto al 2006).
Cresce la domanda di parquet (+5,2% rispetto al 2006), che nel complesso
rappresenta il 5,6% sul totale delle pavimentazioni vendute lo scorso anno.
Cresce, però, anche il laminato, che dall’11% sul totale del 2002 passa
a un importante 14% e supera i 300 milioni di metri quadrati posati.
I tessili fanno ancora la parte del leone, con 833 milioni di metri quadrati
posati (38,7% sul totale), seguiti dalla ceramica e dalle pietre: 622 metri
quadrati (28,9%).

::: LA CINA È VICINA?
Interessante la relazione presentata a chiusura congresso da Hongfan Li,
presidente di China Wood International, società editoriale che si occupa,
tra l’altro, della pubblicazione di riviste sul mercato dei pavimenti
in legno.
I produttori cinesi di parquet sono circa 5.000, concentrati prevalentemente
sul parquet stratificato. Mister Li ha parlato di una produzione
che nel 2007 si è attestata sui 361 milioni di metri quadrati, il 50% rivolta
all’export, soprattutto verso l’Europa.
“Ma stanno aumentando le importazioni - ha avvertito Hongfan Li -
perché abbiamo bisogno
di prodotti di qualità.
L’emulazione dello stile
di vita europeo è ormai
un dato di fatto… Le
nostre porte, dunque, sono
aperte”.
Si potrebbe profilare
dunque un ribaltamento
di prospettiva?
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