|
::: CHE ARIA RESPIRIAMO? di Elisa Sommavilla
-----------------------------------------------------------
Un essere umano
trascorre mediamente
il 90% della propria
vita all’interno
di edifici. La nuova
sfida dell’edilizia
è quella di porsi come
protagonista attiva
nella battaglia contro
le emissioni inquinanti ...
La qualità dell’aria non è più un problema che riguarda solo l’ambiente
esterno, ma coinvolge sempre di più ambienti indoor; il termine
ambiente indoor è generalmente riferito ad abitazioni, uffici
pubblici e privati, ospedali, biblioteche, cinema, bar, ristoranti, strutture
sportive, mezzi di trasporto pubblico e privato (automobili, autobus,
treni, aerei, navi ecc.).
Il tempo che trascorriamo negli ambienti chiusi è in continuo aumento.
Comunemente si crede che gli edifici ci riparino dalle condizioni o dagli
inquinanti esterni più sgradevoli e pericolosi per la nostra salute, ma i
nuovi muri (progettati per evitare dispersioni termiche, limitando il consumo
energetico) e l’uso di nuovi materiali edili comportano il rilascio
di sostanze chimiche spesso pericolose. A partire dagli anni Settanta è
cresciuto infatti il numero delle case “sigillate” per evitare dispersioni energetiche,
come risultato il naturale scambio dell’aria è stato limitato.
Anche nei grossi complessi è diminuita la ventilazione ed è aumentato il
riciclo dell’aria interna. Di conseguenza, più moderno è l’edificio - o più
recentemente è stato ristrutturato - maggiore è il potenziale di inquinamento.
Ciò significa che i materiali da costruzione utilizzati nel passato,
nella maggior parte dei casi, erano decisamente più salubri.
::: INQUINAMENTO E “SINDROME DA EDIFICIO MALATO”
La composizione dell’atmosfera all’interno degli edifici è sostanzialmente
la stessa che troviamo all’esterno, ma cambiano le quantità e i tipi di
contaminanti. Il traffico e lo smog sono tra le cause principali dell’inquinamento
atmosferico: purtroppo, fumo e sostanze chimiche ci seguono
anche oltre alle porte delle nostre abitazioni. Oltre agli inquinanti provenienti
dall’esterno, nelle nostre case si aggiungono inquinanti le cui fonti
sono all’interno dell’edificio stesso.
I nuovi edifici soffrono soprattutto di inquinamento di tipo chimico legato
alle emissioni di composti organici volatili (VOC). I VOC sono una complessa
miscela di sostanze (naturali o sintetiche) presenti nell’aria, nella
cui composizione chimica si rileva la presenza di atomi di carbonio, oltre
ad altre particelle come metalli (piombo, nichel, zinco ecc.) fibre, solfati,
nitrati, idrocarburi policlinici, polvere di carbone e cemento ecc.
Tra i VOC, la formaldeide è il composto che riveste un particolare ruolo
di pericolosità.
Le ripercussioni dell’inquinamento indoor si manifestano come disturbi
di varia natura legati alla permanenza in ambienti interni come la sick
building syndrome (sindrome da edificio malato), che si presenta quando
le sostanze tossiche abitualmente presenti nell’ambiente domestico superano
un certo livello di concentrazione. Non è una vera e propria patologia
imputabile a una causa ben precisa, ma è riconducibile a un insieme
di sintomi che affliggono le persone che passano molte ore all’interno
di un ambiente chiuso e il malessere si attenua progressivamente
allontanandosi dall’edificio.
I sintomi, in diversa associazione tra loro, si manifestano dopo alcune ore
dall’inizio del lavoro in un edificio e, a eccezione dei sintomi e segni
cutanei che sono più persistenti, tendono a regredire completamente a
distanza di poche ore o di 2 - 3 giorni dall’abbandono dell’edificio. Alcuni
sintomi sono stati riconosciuti in tosse secca, difficoltà di concentrazione,
irritazione di naso, occhi e gola, vertigini o nausea, pelle disidratata,
affaticamento, cefalea, maggiore sensibilità per gli odori.
I fattori scatenanti la sick building syndrome sono in generale legati alla
presenza nell’ambiente di sostanze di varia natura. La loro tossicità non
è elevata in senso assoluto, ma se la loro concentrazione supera un certo
livello, si possono manifestare irritazioni e malessere.
::: VENTILAZIONE E RICAMBIO D’ARIA
L’eliminazione o la diluizione di questi inquinanti dipende
soprattutto dalla quota di ricambio d’aria tra interno ed
esterno. La quota di ricambio d’aria deve essere proporzionata
al volume in metri cubi dei locali e al numero di
persone che vi soggiornano. Una corretta ventilazione degli
ambienti è fondamentale per garantire la qualità dell’aria
nella nostra casa.
La ventilazione permette il ricambio dell’aria all’interno
degli edifici, mantenendo corretti livelli di ossigeno. Una
scarsa ventilazione causa, invece, la comparsa di muffe e
di condensa sulle murature, oltre alla stagnazione di composti
volatili nocivi.
A livello preventivo, per garantire una buona qualità dell’aria
all’interno della propria abitazione bisognerebbe
controllare periodicamente:
• I materiali da costruzione, gli impianti di riscaldamento
e condizionamento;
• Gli arredi fissi e mobili;
• I rivestimenti (pavimentazioni, pareti e soffitti);
• I materiali usati per la manutenzione e la pulizia;
• Le modalità d’uso degli spazi e lo stile di vita.
I materiali da costruzione sono responsabili del 40% dell’inquinamento
interno, per questo motivo la nostra responsabilità interessa
le scelte di prodotti per l’edilizia che dovranno orientarsi sempre
di più su materie prime naturali e materie prime prodotte e lavorate con
bassi impieghi energetici tradizionali.

::: NUOVE SFIDE
La nuova sfida dell’edilizia è quella di porsi come protagonista attiva nella
battaglia contro le emissioni inquinanti. L’obiettivo è quello di offrire
elevati standard di qualità ed efficienza ecosostenibile attraverso la costruzione
di edifici virtuosi, progettati considerando, oltre alla dimensione
economica, il contesto ambientale.
Cosa può fare l’edilizia per avvicinarsi a questo scopo così ambizioso? Utilizzare
in primis materiali da costruzione eco-compatibili. Per le finiture
da interni, ad esempio, il legno è una scelta vincente, a maggior ragione
se trattato con processi di protezione naturali.
Si dovrà fare attenzione all’efficienza energetica,
utilizzando il più possibile risorse
rinnovabili, diventerà sempre più
importante garantire il benessere all’interno
dell’edificio costruito, attraverso
l’utilizzo di materiali salubri e naturali.
Per vivere in un mondo eco-consapevole,
superando le barriere del consumismo
incosciente e la realtà usa e getta.
::: E ALL’ESTERNO?
L’inquinamento atmosferico nuoce alla
nostra salute, altera gli ecosistemi sensibili,
danneggia le foreste, causa perdite
dei raccolti nell’agricoltura e provoca
danni ai materiali e agli edifici. Nelle otto maggiori città italiane l'inquinamento
atmosferico urbano causa:
• 10 morti al giorno per smog;
• 4.597 ricoveri ospedalieri all’anno;
• decine di migliaia di casi di disturbi bronchiali e asmatici ogni anno;
• nell'anno 2000 ha provocato 3.472 decessi.
Come migliorare la qualità dell’aria nelle città?
Sono possibili varie azioni da parte delle Amministrazioni: favorire l’utilizzo
di mezzi pubblici, di taxi collettivi, car-sharing, bus a chiamata, carpooling,
sono importanti anche iniziative che puntano a incrementare la
mobilità ciclabile e la creazione di zone a traffico limitato. Ci sono però
anche scelte che potrebbero sembrare lontane dall’obiettivo e invece si
dimostrano particolarmente utili per il perseguimento dello scopo prefissato.
L’utilizzo del legno, ad esempio, rappresenta un modo molto
semplice per ridurre le emissioni di anidride carbonica grazie all’effetto
carbon sink (assorbimento di carbonio da parte delle foreste), alla sua
capacità di carbon stock (trattenimento del carbonio nei prodotti a base
di legno) e alla possibilità del legno di essere impiegato quale materiale
sostitutivo di prodotti a elevato contenuto di carbonio.
-----------------------------------------------------------
Fonti
- Homewellness 04/2008
- Schegge, a cura di M. Vallotto
- Pubblicazioni della Provincia Autonoma di Bolzano e del CCR Ispra,
Centro Comune di Ricerca di Varese
::: BIOCOMPATIBILITÀ TOTALE
La qualità della vita attuale e futura, l’eco-sostenibilità, la
naturalezza: sono alcune delle nuove parole dell’architettura
che cambia. Fiemme 3000 offre soluzioni di grande
qualità tecnica che soddisfano queste recenti necessità,
assicurando un risultato d’alto profilo estetico. Da 15 anni
l’azienda ha scelto di percorrere la strada della totale biocompatibilità
nella produzione dei suoi pavimenti in legno,
accumulando anno dopo anno un patrimonio considerevole
di soluzioni e know-how.
Fiemme 3000 si impegna quotidianamente a privilegiare
la qualità della vita e il benessere psico-fisico dell’uomo
attraverso uno speciale trattamento naturale e innovativo
che esalta le caratteristiche originarie del legno e garantisce
nel tempo bellezza e facilità di manutenzione senza
causare emissioni dannose negli ambienti dove è inserito.
Il processo di protezione restituisce al legno le preziose
sostanze che lo custodiscono in natura: oli balsamici, cere,
resine composti con oltre 50 sostanze vegetali e minerali
sapientemente miscelate, nutrono il legno fin nella
sua struttura più profonda.
|
|