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AREA POSATORI

FILIPPO CAFIERO ::: PARQUET E IMPIANTI DI RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO
di Domenico Adelizzi
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In questa seconda e ultima parte trattiamo il rapporto tra gli impianti radianti e il pavimento in legno, in relazione alle condizioni ambientali: un equilibrio da non sottovalutare

Nella prima parte dello speciale, ci si è soffermati sull'indagine delle tipologie e proprietà dei nuovi tipi di impianti riscaldanti/ raffreddanti a pavimento, mettendone in risalto le proprietà e i benefici, dal punto di vista del comfort e del risparmio. In questa seconda e ultima parte, dopo aver ripreso l'importante tema della regolazione dell'umidità, si cercherà di approfondire il rapporto tra questi innovativi impianti e i pavimenti di legno. in relazione al massetto e alle condizioni ambientali.

::: REGOLARE SEMPRE L'UMIDITÀ AMBIENTALE
Il valore su cui ruota l'intero sistema impianto/parquet è il punto di rugiada, di conseguenza la misurazione e il controllo dell'umidità relativa dell'aria diventa non solo importante, ma anche strategico.
Il valore ideale dell'umidità ambientale è compreso tra il 50 e il 60%; a questo proposito, risulta fondamentale che per verificare tale intervallo:
• le sonde per la misurazione dell'umidità ambientale siano collocate in tutti gli ambienti più soggetti ad affollamento;
• le sonde comandino il funzionamento del sistema di deumidificazione (ad aria primaria o con deumidificatori di zona) che funzionerà con aria neutra (20 - 21 °C in uscita dalle bocchette);
• la temperatura di mandata dell'acqua possa essere variata in funzione della temperatura interna richiesta e, soprattutto, in funzione del valore di umidità relativa misurata.
I migliori sistemi per evitare il rischio di condensazione prevedano l'innalzamento della temperatura di mandata per affrettare l'innalzamento di temperatura superficiale fino a quando la temperatura superficiale non sia salita sopra al punto di rugiada (molto importante per pannelli a pavimento). La regolazione per zone o per singoli ambienti può avvenire tramite termostati o sonde di temperatura con funzione estate/inverno.
Si ricorda che i sistemi migliori offrono la possibilità di alzare o abbassare la curva della temperatura di mandata in base al tipo di resistenza e massa termica che ha la struttura; ciò risulta fondamentale per quei sistemi a pavimento che consentono di ottimizzare sempre al massimo la resa termica dell'impianto.
Ad esempio, più è elevata l'inerzia termica del sistema e più grande sarà il tempo di risposta dell'impianto e maggiore sarà il “delta di sicurezza”, ovvero la possibilità di avvicinarsi alla temperatura superficiale limite.

::: EQUILIBRIO IGROSCOPICO AMBIENTE, LEGNO, PARQUET
A differenza di altri materiali, il legno non è direttamente sensibile alle variazioni di temperatura, mentre viceversa lo è molto alle variazioni di umidità relativa dell'aria. Dopo l'abbattimento dell'albero, il tronco, ridotto in tavole, contiene umidità pari a 1,8 - 2,5 volte il proprio peso in massa legnosa secca. Con il tempo, il legno si secca per adeguarsi all'ambiente circostante cedendo umidità fino a raggiungere il suo punto d'equilibrio con esso. Questo punto di sovente corrisponde al contenuto di umidità nella tavola, compreso da 1/10 a 1/20 del proprio peso in massa legnosa del tutto secca.
Tradizionalmente, l'unico metodo usato per ottenere questo risultato è quello della stagionatura, che prevede l'accatastamento ordinato delle tavole al riparo dell'acqua piovana e dai raggi diretti del sole, con l'inserimento tra una tavola e l'altra sovrapposte di listelli distanziatori che determinano una libera circolazione dell'aria, responsabile della progressiva essiccazione del legname. È un metodo ovviamente molto lento. Il tempo di essiccazione varia tra specie e specie e dipende dall'umidità di partenza, dallo spessore delle tavole e da altri fattori. A titolo indicativo, tradizionalmente si indicava come tempo necessario per una buona essiccazione un anno per ogni centimetro di spessore della tavola.
In genere però con questo metodo non si riesce a far scendere l'umidità percentuale del legno al di sotto del 12-15%; se si vogliono far diminuire questi valori, il legname dovrà essere essiccato in ambiente chiuso.
A questo punto, il legno è in equilibrio igroscopico con l'ambiente circostante e non “si muove” se viene mantenuto in quelle condizioni climatiche costanti; viceversa, varierà il suo contenuto di umidità se varia quello dell'ambiente dove esso è immesso.
In estrema sintesi, il legno si comporta come una spugna che assorbe umidità in ambiente più umido e si asciuga in ambiente più secco rispetto al proprio contenuto di umidità. Anche l'ambiente si comporta come una spugna: assorbe umidità dai corpi più umidi in esso contenuti e deposita su di essi quella in eccesso in forma di condensa. Infatti, il massimo di umidità che un ambiente può contenere a una determinata temperatura coincide con il cosiddetto punto di saturazione che corrisponde a quello detto di condensa. Oltre questo punto l'umidità si trasforma in acqua.
È ovvio altresì che non ci possa essere quindi un'umidità ambientale superiore al 100% ma solo valori pari o inferiori. Questo valore massimo di umidità non è però fisso ma cresce al crescere della temperatura e cala al calare di essa. Da queste considerazioni teoriche conseguono importanti chiarificazioni pratiche. Se un ambiente chiuso viene raffreddato produce un innalzamento dell'umidità ambientale percentuale. Se questo raffreddamento produce un aumento oltre il limite del 100%, l'umidità in eccesso si condenserà, come detto, sui corpi solidi più freddi, visto che questi sono quasi sempre più lenti a scaldarsi e raffreddarsi dell'aria.
È da notare, che l'ambiente tende ad avvicinarsi sempre al suo limite superiore di saturazione, con velocità tanto maggiore quanto più alta è la temperatura finale, prelevando dai corpi in esso presenti l'umidità. Quindi, se l'ambiente viene riscaldato senza immissione o prelievo di umidità dall'esterno, si osserverà che l'umidità dei corpi tenderà a migrare nell'ambiente seccandoli.
In definitiva, si può affermare che un ambiente più caldo tende velocemente ad assorbire l'umidità dai corpi fino a giungere all'equilibrio igroscopico con essi e, viceversa, un ambiente che diventa più freddo tende, anche se con minor velocità, a far condensare l'umidità sui corpi solidi in esso contenuti.
A fronte di ciò, le parti più fredde di un parquet - che sono in genere quelle più vicine al massetto e ai muri perimetrali - sono quelle più soggette al deposito dell'eventuale condensa che potrà generare. Questi elementi, che in genere nei parquet sono lasciati grezzi (testate, fianchi e controfacce) sono i più soggetti al depositarsi dell'eventuale condensa, umidità superficiale che penetra facilmente attraverso le porosità del legno. Queste parti sono anche le più soggette al generarsi di muffe e attacchi di insetti xilofagi, che prediligono gli ambienti umidi.
È ovvio che se l'ambiente è provvisto di un sistema umidificatore-deumidificatore, con regolazione automatica continua dell'umidità tramite umidostato, le variazioni di temperatura e di umidità non influenzano minimamente il legno e quindi nemmeno i parquet.

::: IL LEGNO E IL CAMBIO DELLE CONDIZIONI AMBIENTALI
È palese che se il rapporto legno - acqua - ambiente non è ideale, nel legno si possono generare ritiri o rigonfiamenti a causa della perdita o assunzione di umidità; l'entità delle variazioni è anche condizionata dalle direzioni anatomiche del legno: longitudinale, radiale e tangenziale.
Il legno, passando dallo stato fresco all'umidità normale del 10 - 12% (per le zone temperate), evidenzia un ritiro nell'ordine del 0,2 - 0,3% in direzione longitudinale (detta anche assiale), del 2 - 3% in direzione radiale e del 4 - 6% in direzione tangenziale, ricordando che questi dati sono espressi in percentuale allo stato fresco (vedi tabelle).
La diversità tra i due limiti radiale e tangenziale è la causa principale della formazione degli spacchi sui tronchi abbattuti che non vengono mantenuti adeguatamente umidi, nonché di fessurazioni, imbarcamenti e torsioni, che invece si possono manifestare su tavole, listoni, tavolette e lamelle per parquet durante le fasi di stabilizzazione, posa e utilizzo del parquet.
Il rapporto tra i due principali ritiri (o rigonfiamenti), è talvolta indicato con il termine “nervosità” ed è caratteristico di ogni specie legnosa ma, come altre proprietà del legno, questa può variare anche all'interno di una stessa pianta e, di conseguenza, anche da elemento ad elemento, da listone a listone, nonché da tavoletta a tavoletta.



Per esempio, se prendiamo un tronco allo stato fresco e lo sezioniamo longitudinalmente ricavandone tavole con le medesime dimensioni, dopo aver atteso l'equilibrio a valori d'umidità prossimi al 12%, si può osservare che le varie tavole si sono comportate in maniera differente: quelle ricavate dalle zone più esterne (in prossimità della corteccia), subiscono deformazioni molto più consistenti di quelle riscontrabili sulle tavole corrispondenti alle zone più interne e vicine al midollo. Comportamento simile che traspare negli elementi di posa per parquet tra quelli a disegno fiammato ricavati da tagli su sezione tangenziale da quelli a disegno rigatino ricavati da tagli su sezione radiale. Tale comportamento, è da mettere in relazione alla diversa ampiezza dell'angolo formato dall'anello annuale rispetto ai lati degli elementi da posa che permette al ritiro tangenziale, già naturalmente superiore al radiale, di agire su di una maggiore superficie provocando deformazioni che, comunemente si definiscono imbarcamenti o torsioni causati dalla diversità tra il ritiro tangenziale rispetto a quello radiale del legno.

::: ISTRUZIONI PER LA POSA
Premesso che esistono due tipologie di riscaldamento a pavimento - tramite circolazione d'acqua e tramite pannelli radianti - il tasso di conducibilità termica del legno ne consiglia l'utilizzo con il riscaldamento / raffreddamento a pavimento a circolazione d'acqua.
Per avere un risultato ottimale, conviene sempre rispettare le istruzioni di posa di carattere generale, nonché le specifiche previste dal tipo di impianto che si installa.
Per esempio, se si posano elementi lignei da 10 a 14 mm di spessore, è preferibile che essi vengano incollati sulla superficie del sottofondo utilizzando un adesivo del tipo PU o similare mono o bicomponente, ponendo molta attenzione, prima della posa, al contenuto % di umidità residua del legno (9 ±2%) e che il sottofondo sia perfettamente asciutto prima di procedere alla posa in opera.

CONDIZIONI DEL MASSETTO. Il massetto si considera asciutto quando l'umidità non supera l'1,5 % della sua massa anidra se in malta o cemento oppure lo 0,5% se il massetto è di anidride. Il massetto deve essere eseguito secondo le istruzioni del produttore del sistema riscaldante/raffreddante, allo scopo di ottenere le migliori caratteristiche di compattezza e di conduttività termica. È importante che venga posto in opera in modo da essere planare, sufficientemente liscio (ovvero ben rasato ma scabro), compatto in tutto il suo spessore e con sufficiente durezza superficiale poiché non sono consigliabili interventi estesi di consolidamento, rasatura, livellamento, ecc.
È indispensabile la presenza della barriera o dello schermo al vapore tra lo strato di regolarizzazione contenente gli impianti e lo strato di isolamento termico.
I tubi per il fluido riscaldante devono essere coperti da almeno 35 mm di massetto, per permettere un'uniforme e non concentrata diffusione del calore. Uno spessore insufficiente del massetto o tubi troppo vicini alla superficie trasmettono calore troppo concentrato che accentua la formazione di fessurazioni nel parquet.
Deve anche essere presente un giunto di dilatazione sia perimetrale che in corrispondenza delle soglie delle porte tra i vari locali per non impedire le dilatazioni termiche del massetto. Durante la stesura del massetto, è opportuno che siano contrassegnate alcune posizioni nelle quali sia poi possibile effettuare le misurazioni di controllo del contenuto di umidità senza incorrere nel rischio di danneggiare (irrimediabilmente) l'impianto di riscaldamento.
L'essiccazione naturale dei sottofondi nuovi deve essere completata con una messa a temperatura dell'impianto di riscaldamento/raffrescamento lasciandolo acceso per 3 settimane, indipendentemente dalla stagione. Successivamente, il medesimo dovrà essere tassativamente spento 48 ore prima della messa in posa del parquet, ricordando che:
• la temperatura della superficie del parquet non deve in alcun caso superare i 22 °C;
• la temperatura dell'acqua circolante non deve in alcun caso superare i 26 - 27 °C;
• l'umidità dell'aria, dovrà essere contenuta tra 45 e 65%;
• la temperatura dell'aria dovrà essere compresa tra 15° e 21 °C;
• la serpentina deve essere installata a non meno di 35 mm dalla superficie del piano di posa.
Il massetto va previsto con uno spessore complessivo di almeno 60 mm e con i tubi di riscaldamento (e/o di raffreddamento) collocati almeno a 35 mm al disotto della superficie del massetto. È anche importante ricordare che Il massetto per il riscaldamento/raffreddamento a pavimento non ammette interventi successivi di rasature, consolidamenti e/o impermeabilizzazioni superficiali; pertanto, trascorso il tempo minimo di stagionatura a seconda del tipo di sottofondo, il massetto dovrà essere sottoposto al ciclo di riscaldamento/raffreddamento della durata di circa 15 / 20 giorni. Tale ciclo, prevede una fase di riscaldamento graduale ove la temperatura va aumentata di circa 10 °C al giorno fino a portare l'impianto alla temperatura massima di esercizio (circa 30-35°C). Una seconda fase di circa 10 giorni nei quali è mantenuta la temperatura massima allo scopo di scacciare l'umidità residua del massetto in eccesso rispetto al suo valore di equilibrio.
Una terza fase di tre giorni di raffreddamento graduale, e infine una ultima fase della durata di almeno 5 giorni per consentire la stabilizzazione del massetto a impianto spento prima della posa della pavimentazione in legno. Durante tutte queste fasi i locali dovranno essere mantenuti arieggiati in modo da consentire l'allontanamento dell'umidità che inevitabilmente si svilupperà.



IL PAVIMENTO DI LEGNO. In linea di principio, i pavimenti di legno sono adatti per la posa su massetti riscaldanti/ raffreddanti, purché siano composti da elementi di dimensioni limitate e di specie legnose stabili.
Questo allo scopo di limitare l'ampiezza delle fessurazioni che nel tempo si potrebbero formare tra i singoli elementi della pavimentazione di legno. I valori di isolamento termico del pavimento di legno sono dipendenti dallo spessore del legno, dalla metodologia di posa e in minor grado dalla specie legnosa. Normalmente sono consigliati solo pavimenti completamente incollati e alcuni tipi di pavimenti galleggianti. Gli adesivi da impiegare devono mantenere nel tempo una sufficiente plasticità, in grado di permettere i naturali movimenti del parquet (in questo caso accentuati in confronto con i parquet posati su massetti non riscaldanti) e devono essere specificatamente idonei per la posa su massetti riscaldanti/raffreddanti anche in funzione al tipo di massetto realizzato.
Nel caso in cui il riscaldamento sia in funzione, occorre spegnerlo 48 ore prima di dare inizio alla posa in opera del parquet, in quanto indurrebbe un repentino essiccamento del materiale e un suo conseguente ritiro, mentre è necessario che rimanga nel suo standard normale.
Se sono stati predisposti dei punti di verifica dell'umidità residua nel massetto (moto consigliato), il posatore del parquet, subito prima della posa provvederà a effettuare le prove per verificare l'adeguatezza del sistema per iniziare la posa in opera della pavimentazione lignea e, se gli esiti sono favorevoli (non superiore ai valori di 1,5% per i massetti cementizi o di leganti idraulici e 0,2% per quelli in anidride) si possono iniziare le successive fasi della posa.
Se si deve posare il pavimento in legno preverniciato le operazioni si concludono così. Se invece il legno è grezzo, si attenderà la completa presa dell'adesivo e la stabilizzazione del legno (il tempo varia da specie legnosa e spessore degli elementi), per poi procedere alla fase di stabilizzazione dell'impianto che prevede un ciclo di riscaldamento e raffreddamento graduale seguito dalla finitura (levigatura e trattamento superficiale) del pavimento in legno.

POSA INCOLLATA. Normalmente nei massetti riscaldanti/raffreddanti non è ammessa l'esecuzione di rasature, consolidamenti generalizzati e impermeabilizzazioni superficiali.
Solo nel caso di limitate irregolarità, previa accurata verifica delle situazioni, è ammesso l'intervento per le sistemazioni del caso, utilizzando prodotti idonei alle condizioni di esercizio previste. È sempre consigliabile l'applicazione di un idoneo appretto (primer) per migliorare l'aderenza degli adesivi usati. L'incollaggio deve essere eseguito su tutta la superficie evitando zone vuote o parquet parzialmente incollati e prestando particolare attenzione a non incollare tra loro i fianchi degli elementi del parquet. Queste attenzioni sono importanti per limitare il rischio di vistose fessurazioni irregolari e di parziali distacchi di singoli elementi. Nella posa con adesivi in dispersione acquosa, preferire l'uso di adesivi con basso contenuto di acqua per limitare eventuali deformazioni degli elementi del parquet e fare riferimento alle indicazioni fornite del produttore degli elementi di legno. Dopo la posa per incollaggio e dopo il tempo richiesto dall'adesivo per sviluppare la propria presa, è consigliabile mettere nuovamente in funzione il riscaldamento per alcuni giorni prima di iniziare la levigatura. Questo, ha lo scopo di permettere l'assestamento del pavimento e la sua stabilizzazione prima della stuccatura e della verniciatura, riducendo l'eventuale formazione di fessurazioni durante l'esercizio. Dopo la posa e la finitura del pavimento e fino alla consegna dello stesso, è necessario garantire le condizioni climatiche di temperatura 15 - 22 °C e di umidità relativa dell'aria compresa tra 45 - 60%.

POSA GALLEGGIANTE. Si effettua come su massetto non riscaldato. Va considerata, nella valutazione della resistenza termica complessiva, la resistenza termica dello strato di isolamento acustico (di circa 2,5 mm di spessore) di materiale espanso che va posto sotto al pavimento. Si rammenta che in corrispondenza delle soglie delle porte tra i vari locali va sempre posto un giunto di dilatazione, da coprire con apposito profilo coprigiunto.
Oltre seguire attentamente le indicazioni fornite dal produttore per la posa in opera, è anche bene avere informazioni più dettagliate relative a stato e qualità degli elementi stratificati da posare su pavimenti radianti, perché lo spessore del legno nobile e del supporto, il tipo di specie legnosa per lo strato nobile e i pannelli lignei utilizzati per il supporto, oltre all'adesivo utilizzato per aggrappare lo strato nobile al supporto e la vernice, sono fattori da non sottovalutare perché anche se in diversa misura tutti entrano nel calcolo della conducibilità e conduttività termica dell'elemento e quindi anche essere concause dell'eventuale generarsi di difformità quali distorsioni di formato, cretti, nonché scollaggi tra lo strato di legno nobile e supporto.

::: TEMPERATURA, UMIDITÀ D'ESERCIZIO E PRECAUZIONI
Finita la posa in opera, attendere almeno due settimane prima di accendere il riscaldamento e, soprattutto, avere cura di alzare gradualmente e lentamente la temperatura di 5 °C al giorno, partendo da 5 °C per non provocare repentini sbalzi nel supporto che sono dannosi per qualsiasi tipo di parquet, nonché la cura di seguire sempre tutte le precauzioni fornite dal fornitore.
Si ribadisce che la posa in opera del parquet su massetti riscaldanti/ raffreddanti può rappresentare una operazione a rischio se non si rispettano tutte le necessarie precauzioni e verifiche preventive.
Per quanto concerne la temperatura del pavimento riscaldante, per ragioni di stabilità dimensionale e di benessere, essa non deve mai superare i 26-27 °C ed evitare di coprire i pavimenti con tappeti o altri materiali isolanti termici.
Infine, per garantire il mantenimento di un sufficiente equilibrio del contenuto di umidità del legno, allo scopo di prevenirne eventuali ritiri per essiccazione, con formazione di fessurazioni tanto più larghe quanto più larghi sono gli elementi del parquet e quanto minore è la stabilità dimensionale della specie legnosa scelta, è particolarmente importante mantenere un'adeguata umidità relativa dell'aria (45-60%).

::: IN ESTREMA SINTESI…
La posa del parquet su massetti riscaldanti - rinfrescanti rappresenta sempre nella fase iniziale una condizione potenzialmente a rischio per il parquet vista la naturale igroscopicità del legno e la potenziale “caduta di vapore acqueo” che, già contenuta nelle malte di posa, si disperderà gradualmente nelle fasi successive alla sua accensione.
Il condizionamento igrotermico conseguente, non controllabile - se non con una idonea progettazione eseguita con le dovute precauzioni - può portare a problemi più o meno grandi inducendo sensibili deformazioni dimensionali nei semilavorati di legno. Il legno è provvisto di un alto potere isolante e per questo potrà essere utilizzato anche in spessori ridotti (10 -15 mm) allo scopo di attenuare l'effetto isolante rallentando il processo fisico di conduzione del riscaldamento allo strato d'aria.
Qualunque sia il sistema radiante scelto, un'altro importante requisito da tenere sotto controllo è la continuità morfologica dei vari componenti mancando la quale, viene meno il presupposto fisico indispensabile per lo svolgimento di una corretta conduzione del calore. Il caso vede specificamente interessati i pavimenti di legno flottanti, i quali semplicemente appoggiati e isolati da uno strato soffice di posa, vedono ridurre la loro capacità radiante a causa dello strato d'aria interposta.
Ogni pavimentazione radiante ha delle specificità caratteristiche che devono sempre essere verificate nella fase di progetto sia dell'impianto, sia del tipo di parquet da realizzare; il tutto sempre condiviso tra il posatore del parquet e l'essenziale e fattivo aiuto del termotecnico e dell'installatore dell'impianto riscaldante/raffreddante.

::: VANTAGGI, LIMITI, CONSIDERAZIONI
L'impianto di riscaldamento/raffrescamento si basa sul principio base della circolazione di acqua calda a bassa temperatura dentro a una serpentina di tubi annegati nel massetto di calcestruzzo del pavimento.
La superficie del massetto raggiungerà la temperatura adeguata (26 - 27 °C) e trasmetterà il calore per irraggiamento prima al legno e poi all'ambiente senza essiccare l'aria ma trasmettendosi direttamente all'ambiente e alle persone, eliminando i cosiddetti moti convettivi dell'aria (generati dai radiatori tradizionali) che sollevano e trasportano la polvere e le particelle inquinanti oltre ad annerire le pareti.
Poiché il riscaldamento è esteso a tutta la superficie del pavimento, è anche scongiurata la formazione di muffe dovuta a fenomeni di condensazione per i ponti termici fra esterno e interno e, poiché su tutte le superfici la temperatura è più alta, a parità di comfort l'aria può essere mantenuta a temperatura più bassa e, con 18 °C, si ha il benessere dei 20 °C dei radiatori, con il vantaggio di risparmiare sui consumi (20 - 25 %) e di mantenere il giusto grado di umidità.
Altri possibili vantaggi sono l'eliminazione dei radiatori per lasciare più libertà nell'arredo e, data la bassa temperatura d'esercizio, la possibilità di impiegare energie alternative come la pompa di calore, l'acqua calda di falda o quella industriale di recupero in particolari zone.
A causa dell'inerzia termica che condiziona i tempi di avvio e distacco, questi impianti non sono prettamente adatti per ambienti dove sono richieste frequenti interruzioni di riscaldamento.
Con gli impianti di riscaldamento / raffrescamento, si ha anche un altro significativo vantaggio, ossia quello di ottenere il riscaldamento in inverno e il raffrescamento in estate.
Nel circuito, infatti, anziché acqua calda può essere immessa acqua raffreddata da un refrigeratore che, rispetto al condizionatore a parete non genera flussi diretti di aria fredda, ma una diffusione omogenea del fresco in tutto l'appartamento. La doppia funzione di riscaldare e raffrescare può essere ottenuta anche con un impianto di climatizzazione che ha radiatori ad aria fredda o calda (ventilconvettori) collegati alla centrale refrigerante e alla pompa di calore o alla caldaia vera e propria. Al cambio di stagione basta convertire la funzione.
Certamente Il pavimento radiante - raffrescante è uno dei sistemi di riscaldamento preferiti dal nostro organismo anche se nei suoi confronti esiste ancora una generale diffidenza nonostante siano stati risolti gli inconvenienti del passato. Rispetto agli altri sistemi presenta vantaggi funzionali ed economici sintetizzabili in maggiore omogeneità di temperature nei diversi locali, minime correnti ascensionali di aria calda, meno polvere in circolo, libertà di arredamento per la mancanza di radiatori e risparmio energetico.
Però, in questo contesto, non si deve dimenticare che gli elementi lignei da posa, siano essi grezzi o prefiniti, monostrato o a più strati, hanno i fisiologici e naturali limiti derivanti dalla particolare e complessa struttura morfologica che caratterizza il legno e che, di conseguenza, se negli ambienti non vi è un adeguato sistema di umidificazione/ deumidificazione ambientale collegato all'impianto di riscaldamento/ raffrescamento, non si può pretendere che durante i passaggi da caldo a freddo, viceversa e durante il mantenimento della temperatura desiderata in inverno o in estate, il parquet rimanga inalterato.
Il verificarsi di qualche limitata fessura, capillari, cretti o sganciamenti sono sempre possibili anche se il parquet è stato posato nel rispetto di tutte le regole.
Se poi non si sono adeguatamente rispettate tutte le regole per la preparazione dell'impianto, eseguito l'acclimatarsi degli ambienti, la verifica del massetto e debitamente eseguite tutte le fasi di posa in opera e verificata la qualità e tipologia degli elementi lignei, è più che naturale aspettarsi il generarsi di difformità ben più gravi quali ad esempio: distacchi più o meno visibili accompagnati da sollevamenti, nonché distacco dello strato nobile (se l'elemento ligneo è multistrato), dislivelli, dentellature e limitate ma visibili carenze di planarità.
Però, tutto ciò può essere facilmente limitato e anche evitato, basta:
• non avere fretta;
• posare con cura;
• dare al legno il tempo di adattarsi al mutarsi delle condizioni idrotermiche ambientali;
• rispettare tutte le direttive, specifiche e istruzioni fornite dai produttori;
• non pretendere di avere ambienti molto riscaldati o raffreddati senza tarare adeguatamente il contenuto % di umidità ambientale.
Da quanto scritto, si può dedurre che il rapporto tra impianto di riscaldamento- raffreddamento a pavimento/parquet/legno è possibile e auspicabile con il consenso della temperatura e della umidità ambientale se queste sono mantenute negli intervalli adeguati (°C 18-21/ u.r.a. 45-60%) e sempre che si sappia, si accetti e si è coscienti che:
• per evitare il generarsi di difetti (a volte non ripristinabili), occorre sempre verificare i valori dei vari elementi e controllare che il rapporto legno - umidità sia idoneo e corretto in funzione delle condizioni climatiche rilevate nell'ambiente;
• il legno, tende “sempre” a muoversi, e quindi è sempre utile considerare preventivamente le dilatazioni / restringimenti che nel tempo facilmente si generano;
• il continuo variare della temperatura, umidità relativa ambientale e l'esposizione alla luce determinano il diverso modo di comportarsi del legno e degli elementi lignei;
• per evitare il più possibile il formarsi di difformità non alterare l'equilibrio idrometrico e ambientale che, con innovazione tecnologica e tanta fatica si è realizzato;
• qualche sporadica leggera alterazione/deformazione sul parquet può sempre succedere, se non altro perché il legno è bello, è caldo, è traspirante. È tollerante ma non è omogeneo e perfetto, anche lui ha i suoi limiti…


 

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[ottobre 2011] Piccoli interventi per “RIGENERARE” IL PARQUET. RISTRUTTURAZIONI di M. Errico

[ottobre 2011] SICUREZZA e SALUTE sul lavoro. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[ottobre 2011] La piccola BOTTEGA degli ORRORI. SOTTO LA LENTE di A. Viscardi

[ottobre 2011] Il LABIRINTO del Parco Giardino Sigurtà. GRANDI OPERE di M. Castelluccio

[agosto 2011] ELEGANZA, A QUATTRO STELLE. persone e progetti a cura della Redazione

[agosto 2011] Pavimenti LIGNEI e IMPIANTI di riscaldamento/raffrescamento. FOCUS di D. Adelizzi

[agosto 2011] Quando al fornitura di parquet avviene secondo CAMPIONE. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[agosto 2011] Tra il dire e il FARE… c'è la professionalità. L'APPROFONDIMENTO di A. Viscardi

[giugno 2011] GIOIELLI DA VIVERE. persone e progetti di M. Castelluccio

[giugno 2011] CATALOGHI COMMERCIALI e SCHEDE TECNICHE. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[giugno 2011] Tra il dire e il FARE…. L’APPROFONDIMENTO di A. Viscardi

[aprile 2011] Acquaviva = L’ACQUA IN MOVIMENTO. persone e progetti di L. Truzzi

[aprile 2011] Sempre colpa del POSATORE?. IL CASO di M. Errico

[aprile 2011] A proposito di CODICE DI TRASPARENZA. BUONE IDEE di F. Cafiero

[aprile 2011] I NUOVI MATERIALI A BASE LEGNO. Per pavimenti (e non solo). FOCUS di D. Adelizzi

[aprile 2011] Qual'è un BUON ADESIVO?. IL PUNTO di A. Viscardi

[febbraio 2011] Quando il legno attraversa SECOLI DI STORIA. persone e progetti di M. Castelluccio

[febbraio 2011] ITLAS per JOÃO NUNES. design di F. Ferrari

[febbraio 2011] UNI CEN/TS 15717: ancora sulla valutazione della POSA DEI PARQUET. L'APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi

[febbraio 2011] SOTTOFONDI: competenze e responsabilità. DOSSIER EDILIZIA di F. Cafiero

[febbraio 2011] Benessere ambientale e RISCALDAMENTO A PAVIMENTO: un passo avanti. DOSSIER EDILIZIA di A. Viscardi

[dicembre 2010] Vita di MARE. persone e progetti di B. Piacentini

[dicembre 2010] La valutazione della POSA DEI PARQUET è oggi unificata. APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi

[dicembre 2010] UNI EN 14904, prestazioni e marcatura dei PARQUET SPORTIVI. APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi

[dicembre 2010] Ancora sul ruolo del CONSULENTE TECNICO. LA VOCE DEL LEGALE di F. Cafiero

[dicembre 2010] Tra normative e ASPETTATIVE. il punto di A. Viscardi

[settembre 2010] Per favore, NON CHIAMATELO PARQUET (e non marcatelo CE)!. APPROFONDIMENTO di D. Adelizzi

[settembre 2010] Si fa presto a dire CONSULENTE .... PRIMO PIANO di M. Errico

[settembre 2010] GIORNALE dei lavori e VERIFICHE in cantiere (II° parte). focus di D. Adelizzi

[settembre 2010] Nuove luci sulla SCHEDA PRODOTTO la voce del legale di F. Cafiero

[settembre 2010] Bastava una PENNA!. il punto di A. Viscardi

[luglio 2010] Innovazione MADE IN GERMANY. persone e progetti di L. Truzzi

[luglio 2010] ECOLABEL per il parquet?. la voce del legale di F. Cafiero

[luglio 2010] GIORNALE dei lavori e VERIFICHE in cantiere (I° parte). focus di D. Adelizzi

[luglio 2010] E questa è CASA MIA…. il punto di A. Viscardi

[maggio 2010] Fare FIERA FUORI. eventi di F. Fiorellini

[maggio 2010] Un DIAMANTE con l'anima di legno. persone e progetti di M. Castelluccio

[maggio 2010] A proposito di INFORTUNI. la voce del legale di F. Cafiero

[maggio 2010] Se l'imperativo è SOPRAVVIVERE. il punto di A. Viscardi

[maggio 2010] Passato, presente e futuro di PLANCE E MAXILISTONI. focus di D. Adelizzi

[febbraio 2010] L’arte di vivere in UN’ARCHIFAVOLA. in design di L. Truzzi

[febbraio 2009] ABC PARQUET. ABC parquet di D. Adelizzi

[febbraio 2009] Bentornato PETRUZZELLI. restauri di F. Fiorellini

[febbraio 2009] La filiera è MATURA?. la voce del legale di F. Cafiero

[febbraio 2009] Tempi duri per I PRODOTTI CHIMICI…. il punto di A. Viscardi

[novembre 2009] Nel cuore di BRERA. Interior design di L. Truzzi

[novembre 2009] Se la richiesta danni è “IPERBOLICA”. Cose che succedono di A. Viscardi

[novembre 2009] RISARCIMENTO o PRETESA?. Cose che succedono di F. Cafiero

[novembre 2009] I PARQUET PER ESTERNO sotto la lente d'ingrandimento. Lo speciale di D.omenico Adelizzi

[settembre 2009] UN TAPPETO DI LEGNO sotto ai piedi. restauri di B. Piacentini

[settembre 2009] TRÈS CHARMANT. restauri di B. Piacentini

[settembre 2009] Un museo IN MOVIMENTO. architetture di F. Ferrari

[settembre 2009] I PARQUET PER ESTERNO sotto la lente d'ingrandimento (I). lo speciale di D. Adelizzi

[settembre 2009] Parchettisti romeni a confronto per il CONCORSO NAZIONALE DI POSA. eventi di F. Fiorellini

[luglio 2009] A cosa serve la SCHEDA PRODOTTO? il caso di A. Viscardi

[luglio 2009] VIZI PALESI E VIZI OCCULTI. la voce legale di F. Cafiero

[luglio 2009] Un consulente “SUI GENERIS”. il caso di D. Adelizzi

[luglio 2009] UN'ANTICA FALEGNAMERIA tra passato e futuro. interior design di L. Truzzi

[maggio 2009] UNA PALAFITTA A FORTEZZA DA BASSO di B. Piacentini

[maggio 2009] ADESIVI PER PARQUET: una norma ad Hoc di D. Adelizzi

[maggio 2009] APPALTI E “RESPONSABILITÀ SOLIDALE” dell'avv. F. Cafiero

[marzo 2009] COSA CAMBIA CON LA NUOVA UNI EN 14342 di D. Adelizzi

[marzo 2009] MARCATURA CE: NUOVE PROSPETTIVE dell'avv. F. Cafiero

[marzo 2009] LUSSO E FUNZIONALITÀ. interior design dell'arch. L. Truzzi

[gennaio 2009] NORME IN CACHET di D. Adelizzi

[gennaio 2009] NOCE, VARIAZIONI SUL TEMA di F. Fiorellini

[gennaio 2009] QUAL È IL TUO GRADO DI PROFESSIONALITÀ? dell'avv. F. Cafiero

[gennaio 2009] QUANDO CI VUOLE COLPO D’OCCHIO (E MAESTRIA) di M. Errico

[novembre 2008] SEDOTTO DALLA LUCE di. L. Truzzi

[novembre 2008] PERCHÉ SI CONTESTA TANTO? di A. Viscardi

[novembre 2008] CI VUOLE MESTIERE, PROFESSIONALITÀ, UMILTÀ (E ALTRO ANCORA…) di F. Cafiero

[novembre 2008] UNI 11.265:2007, PER SAPERNE DI PIÙ di D. Adelizzi

[novembre 2008] RESTAURO A SORPRESA di M. Errico

[luglio 2008] Il legno, la musica e la città di L. Truzzi

[settembre 2008] Architettura e libertà di L. Truzzi

[settembre 2008] RICOMPENSA O “BASTONATA”? di A. Viscardi

[settembre 2008] I PERICOLI DELLA CONSEGNA “SILENZIOSA” di F. Cafiero

[settembre 2008] PARQUET e impianti di riscaldamento e raffrescamento [II parte] di D. Adelizzi

[luglio 2008] LA DISPONIBILITÀ paga? di A. Viscardi

[luglio 2008] IL POSATORE è un operatore professionale! di F. Cafiero

[luglio 2008] PARQUET e impianti di riscaldamento e … di D. Adelizzi

[luglio 2008] SARDEGNA magica di M. Errico

[maggio 2008] Nuove forme per vecchie INDUSTRIE di L. Truzzi

[maggio 2008] Un angolo etnico nel bosco dei misteri di L. Truzzi

[maggio 2008] Atmosfere inedite in ufficio di G. Fermi

[maggio 2008] IL CONTRATTO. Serve o non serve? di A. Viscardi

[maggio 2008] IL CONTRATTO. Aspettative e impegni vanno chiariti di F. Cafiero

[maggio 2008] SPAZI FLESSIBILI, al passo coi tempi di D. Adelizzi

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