Appunti TecniciPosa

Perchè si contesta tanto?

IL PARQUET DOPO LA CONSEGNA.

Al contrario di quello che si può pensare, anche in questa fase, per il posatore o per chi ha appaltato l’intervento di posa al posatore, le pavimentazioni in parquet troppo spesso diventano motivo di contestazioni che, se non opportunamente valutate e “arginate”, possono portare a conseguenze pesanti.
I motivi che possono portare alle suddette contestazioni sono molti, per comodità li classificheremo in cinque categorie.

1. CAUSE ACCIDENTALI (allagamenti, infiltrazioni di umidità, secchi d’acqua rovesciati accidentalmente sul pavimento).
È evidente che nel caso di allagamenti e infiltrazioni le responsabilità sono facilmente imputabili a chi le ha provocate; nel caso dei secchi d’acqua, però, non sempre il posatore ha a che fare con un committente che ammette l’accaduto…
2. CAUSE TECNICHE LEGATE ALL’INSUFFICIENTE LIVELLO DI “QUALITÀ OPERATIVA” ADOTTATO DURANTE LA POSA.
Nel caso dell’apparire di difetti o vizi occulti, c’è poco da dire, le prospettive sono pessime: poche migliaia di euro incassati si trasformano in esborsi di decine di migliaia di euro per pagare un nuovo intervento, oltre ai conseguenti danni materiali e a volte anche morali. Va ricordato che esistono una serie di norme che supportano il posatore nel suo lavoro, sarebbe bene tenerne conto.
3. CAUSE LEGATE ALLA BASSA QUALITÀ DEI MATERIALI UTILIZZATI.
È sicuramente una delle situazioni più pericolose e penalizzanti, sia che il posatore abbia eseguito l’intervento con prodotti di bassa qualità sia che abbia utilizzato prodotti difettati, anche se questi sono stati forniti dal committente. Le spese per rimediare all’accaduto sono ingenti.
4. CAUSE LEGATE A CONDIZIONI DI ESERCIZIO INADEGUATE.
È una situazione frequente, che purtroppo può avere conseguenze pesanti: se il cliente dimostra la sua buona fede, accompagnata dal fatto che chi ha eseguito l’intervento non gli ha dato le informazioni dovute, per il posatore significa essere coinvolto in responsabilità che non gli competono. È difficile difendersi, ad esempio, da un committente che pretende che un parquet posato in una casa di campagna abitata una volta alla settimana e poi chiusa “ermeticamente” per non fare entrare i ladri non dia inconvenienti legati alla concentrazione di umidità; viceversa ci sono committenti che si stupiscono che il parquet si fessuri dopo che, nella stagione invernale, questo è stato sottoposto per mesi a una temperatura e una percentuale di umidità ambientale pari a quella di un essiccatore. Oppure che la verniciatura non resista alle sollecitazioni imposte da uno stile di vita a dir poco “pericoloso”: cani, tacchi a spillo, sedie senza feltri e chi più ne ha ne metta.
5. CAUSE LEGATE ALLE ASPETTATIVE ILLEGITTIME DEL COMMITTENTE.
Queste contestazioni sono numerosissime, sostanzialmente fatte in malafede e miranti a ottenere uno sconto sul pezzo da pagare o a non pagare totalmente (non a caso si manifestano nel momento in cui chi ha eseguito l’intervento esige il suo compenso). Sono situazioni sempre penalizzanti per il posatore o per chi gli ha commissionato l’intervento e talvolta anche aver steso un verbale di indagine preventiva (come descritto da queste pagine sul numero di Gennaio/Febbraio 2008 della rivista) non aiuta a recuperare il recuperabile. Ciò è dovuto al fatto che, a volte, le spese legali non giustificano il prosieguo di una più che legittima opposizione. Si pensi solo alla lungaggine delle cause, alle memorie dei C.T.U nelle quali difficilmente si legge la frase conclusiva, alle aspettative illegittime del committente, all’opera mediatrice del Giudice di pace e, non da ultimo, alle possibilità del committente di “sparire” anche in presenza di una condanna…

ANTONIO VISCARDI OPERA NEL SETTORE PARQUET DA MOLTISSIMI ANNI, NON SOLO NELLO STUDIO DEI PRODOTTI, DELLE PROBLEMATICHE E DELLE SOLUZIONI, MA ANCHE NEL DIFFONDERE CULTURA E AGGIORNAMENTO AGLI OPERATORI, AT – TRAVERSO PUBBLICAZIONI, SEMINARI E CONVEGNI. È ANCHE CONSULENTE TECNICO DI PARTE.

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