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Un giro in metro?

Il 19 aprile 2010 il People Mover di Venezia ha compiuto il suo primo viaggio pubblico. L’opera, iniziata nel 2007 e portata a termine in due anni, ha richiesto qualche indagine sulle pavimentazioni in legno posate in esterno

Il People Mover di Venezia è il sistema di trasporto pubblico ettometrico che collega l’isola del Tronchetto a Piazzale Roma, passando per la zona Marittima. Primo esperimento di questo tipo in Europa, è formato da un’infrastruttura sopraelevata (dai 5 ai 7 metri), composta da due piastre lisce, nelle quali scorrono, trainati da un sistema a fune, i convogli Dopplelmayr Cable Cor, dotati di ruote gommate (per ridurre al minimo l’inquinamento acustico). Il dislivello tra i due estremi è di 0,58 metri e tutto il percorso ha una pendenza inferiore al 5%, tranne che per un tratto di attraversamento del canale del tronchetto, su un ponte di 180 metri, con una pendenza del 6,2%.
I convogli automatici – quindi senza conducente a bordo – gestiti da una sala operativa ubicata al tronchet to, sono composti da 4 vagoni, con una capacità complessiva di 200 passeggeri e possono raggiungere una velocità massima di 26 Km/h.
L’opera complessiva è costata 22.700.000 euro.
Proprio per questo avveniristico mezzo di locomozione, su incarico e per conto della società People Mover Scarl, sono stato delegato a verificare e “collaudare” la pavimentazione lignea, secondo quanto previsto dalla norma BS (British Standard) 5756:2007 “Visual Grading of ardwood specification”.

Il primo sopralluogo

Premetto che le verifiche in questione sono state effettuate nelle stazioni e sui pavimenti di seguito riportati:
• Stazione di Piazzale Roma, con superficie pavimentata di circa 350 mq, avvitata su struttura secondaria in Azobé, a sua volta fissata alla struttura metallica portante;
• Stazione Intermedia, con superficie pavimentata di circa 490 mq, avvitata su struttura secondaria in Azobé, a sua volta fissata alla struttura metallica portante;
• Stazione Tronchetto, con superficie pavimentata di circa 370 mq, in parte avvitata su struttura secondaria in Azobé, a sua volta fissata alla struttura metallica portante e in parte su soletta in c.c.a.
Il primo sopralluogo aveva lo scopo di verificare la pavimentazione in legno posata nei piani di calpestio nel le tre stazioni (piazzale Roma, stazione Intermedia e Tronchetto), al fine di determinarne la conformità alla norma citata.
La tipologia di pavimento posato è la seguente: “elementi di legno massiccio senza incastro per pavimentazioni di legno” di specie legnosa Balau Bangkirai (nome scentifico Shorea foxworthii Sym.) per la superficie calpestabile e Azobé (nome scentifico Lophira alata Banks) per l’orditura secondaria.
Le dimensioni nominali degli elementi in Balau sono mm 140 x 3095 x 21, con una lavorazione superficiale antiscivolo, mentre le dimensioni degli elementi dell’orditura secondaria in Azobè sono mm 100 x 28/lunghezze varie, con lavorazione a spigolo vivo, posizionati con un interasse di cm 20, fissati sulla struttura primaria in acciaio. Gli elementi oggetto di esame non evidenziano alcun tipo di trattamento protettivo superficiale e in sezione. La tecnica di posa utilizzata è del tipo avvitato superficialmente, mediante utilizzo di viteria in acciaio inox, sulla sottostruttura secondaria in Azobé, a sua volta avvitata sui profilati di acciaio. La geometria di posa viene definita cassero regolare, conforme alla norma Uni En 13756.

Problemi sull’Azobé

Premesso che la norma britannica individuata per la classificazione BS 5756 prevede unicamente la “classificazione a vista del legno” fuori opera, in fase di verifica si è provveduto a svolgere controlli visivi, strumentali e fotografici, in base alla suddetta norma (i rilievi in questo caso vanno effettuati sulla faccia a vista peggiore).
Come sopra riportato, la tipologia di lavorazione antisdrucciolo effettuata sugli elementi di Balau non permette alcuna verifica sulla deviazione della fibratura a pavimento finito, a meno che non si proceda all’asportazione di alcuni elementi e all’eliminazione della lavorazione presente in entrambi i lati degli elementi.
Con riferimento agli elementi di Azobé, la deviazione di fibratura legata alla presenza di fessurazioni/fenditure è presente in molti elementi ed eccede i limiti previsti dalla norma.
Le caratteristiche fisiche e meccaniche dell’Azobé, in effetti, giustificano e prevedono tali fenomeni (il ritiro è forte in entrambe le sezioni, radiale e tangenziale, la nervosità è forte e la durezza elevatissima). Tutte le rimanenti caratteristiche considerate dalla norma rientrano invece nei parametri.

Concludendo…

Alla luce di quanto sopra riportato e a seguito delle verifiche effettuate, posso sottoscrivere che i legnami utilizzati per realizzare la pavimentazione nelle tre stazioni della struttura – con la sola eccezione della deviazione della fibratura nella specie legnosa Azobé – sono conformi a quanto stabilito dalla norma BS 5756:2007 (Classificazione a vista dei legni duri).
Tale classificazione, si ricorda, va effettuata unicamente sul materiale fuori opera.

BALAU BANGKIRAI, CARATTERISTICHE FISICHE E MECCANICHE
• Massa volumica a umidità normale: da 0,65 a 1,22 g/cm3 con valore medio di 900 kg/m3;
• Ritiro: da medio a elevato;
• Nervosità: da media a elevata;
• Durezza: elevata;
• Resistenza a compressione assiale: da 49 a 80 MPa con valore medio di 66 MPa;
• Resistenza a flessione: da 106 a 163 MPa con valore medio di 138 MPa;
• Modulo di elasticità a flessione: valore medio di 18.000 MPa;
• Resistenza all’urto: elevata;
• Durabilità: l’alburno è attaccabile dai “lyctus”, mentre il durame ha un comportamento migliore, che tuttavia non può essere esattamente definito data la variabilità del gruppo di specie in esame. La resistenza agli acidi è buona;
• Impieghi: costruzioni pesanti, traversine ferroviarie, ponti, moli, palerie per linee elettriche, costruzioni navali, liste da pavimento.
AZOBÉ, CARATTERISTICHE FISICHE E MECCANICHE
• Massa volumica a umidità normale: da 0,95 a 1,14 g/cm3 con valore medio di 1050 kg/m3;
• Ritiro: forte; è però da rilevarsi una non grande differenza tra la direzione radiale e quella tangenziale;
• Nervosità: forte;
• Durezza: elevatissima;
• Resistenza a compressione assiale: da 88 a 112 MPa con valore medio di 103 MPa;
• Resistenza a flessione: da 180 a 230 MPa con valore medio di 200 MPa;
• Modulo di elasticità a flessione: valore medio di 16.800 MPa;
• Resistenza all’urto: da media a elevata;
• Flessibilità: da modesta a molto bassa;
• Durabilità: mentre l’alburno è facilmente attaccabile sia dai Lyctus che da altri insetti, nonché dai funghi, il durame è di lunga conservazione anche in ambiente umido ed esposto. È risaputo essere resistente alle teredini e agli altri distruttori marini, ma tale dote non si manifesta in modo costante e uniforme per tutti i mari. Non è immune dagli attacchi delle termiti;
• Impieghi: l’Azobé è un legno particolarmente idoneo per impieghi all’esterno, opere portuali e navali, strutture esposte alle intemperie e con sollecitazioni elevate, traversine ferroviarie, parti di veicoli, rampe di carico, pavimentazione stradale e di interni (per quest’ultimo impiego deve però essere sempre tenuto conto della forte variazione dimensionale possibile per i cambiamenti di umidità ambientale).
Una caratteristica interessante dell’Azobé è la difficoltà di accensione e combustione.

Tratta da: “Tecnologia del legno”, prof. G. Giordano, edizione Utet, Torino, gennaio 1971

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