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Catas e Cosmob uniti per un vero e proprio “marchio” Made in Italy

Come rendere oggettivo il significato delle parole “made in Italy”? Come rendere esplicito che una certa sedia, un tavolo o un armadio siano il frutto delle competenze, della attenzione alla qualità, al comfort e alla sicurezza tipiche delle migliori imprese italiane? Oggi il compito è reso un poco più facile dalla pubblicazione della norma UNI11674: “Mobili – Requisiti per la determinazione dell’origine italiana dei mobili”. Ma perché il contenuto di questa norma, perché il valore di una “origine certa” italiana e soprattutto di una qualità italiana siano percepiti da chiunque, in tutto il mondo, ci vuole qualcosa di facilmente comprensibile, intuitivo, chiaro: un marchio.
Da qui la decisione di Catas e Cosmob, i due più importanti laboratori italiani di analisi, prove e certificazione per il legno arredo, di unire le forze e proporre un vero e proprio “marchio”, una etichetta che – apposta su un arredo – ne certifichi in modo inconfutabile l’origine italiana e la qualità.
Il progetto, indubbiamente ambizioso, è stato presentato alle imprese del settore a Pordenone, in occasione dell’ultima edizione di Sicam. Al tavolo erano presenti anche FederlegnoArredo e il Cluster Arredo Friuli-Venezia Giulia, polo di innovazione per il polo “Sistema Casa”.
Molti gli interventi e le domande che hanno fatto seguito alle relazioni di Andrea Giavon e Lorena Riul, rispettivamente direttore e responsabile certificazione di Catas; di Alessio Gnaccarini e Francesco Balducci, direttore e responsabile tecnico di Cosmob; di Marco Fossi, responsabile normazione di FederlegnoArredo, e di Carlo Piemonte, direttore Cluster Arredo Friuli-Venezia Giulaia. Un segno forte del concreto interesse delle imprese nel poter disporre di uno strumento che possa testimoniare sia le caratteristiche prestazionali di un prodotto (qualità, funzionalità, sicurezza, affidabilità, sostenibilità): che quelli che potremmo definire “valori indiretti”, quali l’essere espressione di una cultura legata al territorio di produzione piuttosto che di specifici sistemi economici, del pieno rispetto delle regole ambientali, dei diritti del lavoro, della qualità di vita.
“Creare un sistema di certificazione di origine italiana per l’arredo serio, strutturato, credibile e affidabile è un modo concreto per essere al fianco delle imprese virtuose, contribuendo a valorizzarne in modo oggettivo i loro prodotti nel mercato nazionale e internazionale – ha commentato Alessio Gnaccarini – attraverso un sistema semplice, efficace, frutto della enorme competenza che i due laboratori hanno maturato in decenni di impegno”.
Un know-how tecnico è indubbiamente prezioso per mettere oggettivamente, in luce, per “provare” in modo incontrovertibile i valori del “made in Italy”.Ma come? Innanzitutto identificando prodotti e processi produttivi, verificandone in laboratorio la rispondenza ai requisiti delle normative tecniche di riferimento, oltre alla verifica della “provenienza italiana” di materiali e semilavorati come previsto dalla norma Uni 11674.
“Abbiamo voluto disegnare una soluzione semplice”, ha aggiunto Giavon. “Catas e Cosmob hanno costituito una segreteria comune per la gestione del “Marchio di origine italiana” e un percorso di certificazione di grande semplicità, che possa essere affrontato senza alcuna difficoltà non solo dalle grandi realtà dell’arredamento italiano, ma anche da piccole e medie imprese alla ricerca di nuove leve per competere nel mondo”.

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