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Emergenza Covid-19, sospesi i lavori di edilizia privata

Il Dpcm 22 marzo ferma tutti i lavori che ricadono nella “Costruzione di edifici” (Ateco 41), inclusa la sottocategoria “Costruzione di edifici residenziali e non residenziali”

Con il DPCM del 22 marzo 2020 sono sospese tutte le attività nei cantieri fino al 3 aprile. Le uniche attività consentite sono quelle indicate dall’Allegato 1 al decreto. Per quanto riguarda il comparto delle costruzioni, si tratta di quelle identificate dai codici Ateco 42, relativo all’Ingegneria civile, e 43.2, relativo alla Installazione di impianti elettrici, idraulici ed altri lavori di costruzioni e installazioni. Più in dettaglio, potranno proseguire la maggioranza dei lavori pubblici rientrando nelle tre sottocategorie del codice Ateco 42: Costruzione di strade e ferrovie (42.1); Costruzione di opere di pubblica utilità (42.2) e Costruzione di altre opere di ingegneria civile (42.9).

Per quanto riguarda le attività indicate con il codice 43.2 (Installazione di impianti elettrici, idraulici ed altri lavori di costruzione e installazione) sono incluse le sottocategorie “Installazione di impianti elettrici” (43.21), “Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria” (43.22) e “Altri lavori di costruzione e installazione” (43.29).

Fermi invece tutti i lavori che ricadono nella “Costruzione di edifici” (Ateco 41) che “include lavori generali per la costruzione di edifici di qualsiasi tipo. Sono inclusi i nuovi lavori, le riparazioni, le aggiunte e le alterazioni, l’installazione nei cantieri di edifici prefabbricati o di strutture anche di natura temporanea. È compresa inoltre la costruzione di alloggi, edifici adibiti ad uffici, negozi, edifici pubblici e di servizio, fabbricati rurali”. Sospesa anche la sottocategoria che riguarda la “Costruzione di edifici residenziali e non residenziali” e include la costruzione completa di edifici residenziali o non residenziali eseguiti per conto proprio o per conto terzi e poi venduti

Condividiamo la scelta restrittiva del Governo di chiudere i cantieri edili, precedentemente richiesta dall’Anaepa. Facciamo appello al senso di responsabilità di tutti e di ciascuno nel portare avanti esclusivamente le attività di emergenza – ha commentato la notizia il Presidente di ANAEPA – Confartigianato edilizia, Arnaldo Redaelli.

Per chiarire quali attività nei cantieri edili sono sospese e quali possono andare avanti, considerate le difficoltà interpretative del Dpcm 22 marzo, l’Ance ha pubblicato una nota esplicativa, con la spiegazione dettagliata delle varie fattispecie.

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