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Acimall: il 2015 si chiude con un trimestre positivo

Il 2015 non sarà certo un anno da incorniciare, ricolmo di record, ma è indubbio che per il mondo delle tecnologie italiane per la lavorazione del legno siano stati dodici mesi migliori di quanto ci si potesse attendere.

Le linee di tendenza emerse dai positivi dati a preconsuntivo diffusi dalla associazione a metà dicembre (che per comodità riportiamo in una tabella in calce a questo comunicato, ndr) pare proprio possano presto essere riviste verso l’alto, pur ricordando che gran parte degli ordini pervenuti nel quarto trimestre dell’anno si rifletteranno sul fatturato 2016.

Gli ordini degli ultimi tre mesi 2015, infatti, permettono di guardare al settore sotto una nuova luce: complessivamente l’indagine congiunturale curata dall’Ufficio studi Acimall su un campione di aziende rappresentativo rivela una crescita del 23,3 per cento rispetto allo stesso periodo 2014. In evidenza l’exploit sul mercato interno, dove gli ordini crescono addirittura di un terzo (29,6 per cento), mentre l’estero segna un più contenuto 17 per cento.
Oltre che in termini tendenziali il dato è particolarmente positivo anche dal punto di vista congiunturale, dal momento che stiamo parlando di una crescita rispetto al trimestre precedente (ovvero al periodo luglio-settembre 2015) del 30 per cento, il 7 per cento destagionalizzato, dunque tenendo conto dei giorni lavorativi. Un dato importante, perchè – di fatto – segna il definitivo consolidamento del trend di crescita che perdura dai primi mesi del 2014 (vedi grafico allegato).

 

 

Il carnet ordini evidenzia 2,8 mesi di produzione assicurata (erano 2,5 mesi a fine 2014), con una variazione dei prezzi dal primo gennaio dell’uno per cento (1,3 per cento nel 2014).

Secondo l’indagine qualitativa il 42 per cento degli intervistati indica un trend di produzione positivo, il 47 per cento stabile, mentre solo l’11 per cento dichiara un livello produttivo in calo. Occupazione stazionaria secondo il 69 per cento del campione, in aumento per il 5 per cento, in diminuzione per il restante 26 per cento.
Le giacenze risultano stabili dal 74 per cento delle interviste, in diminuzione nel restante 26 per cento.

L’indagine previsionale ci aiuta a immaginare il futuro: gli imprenditori intervistati mostrano maggiore ottimismo per il prossimo periodo, tanto è vero che secondo il 42 per cento di loro nei mesi che ci attendono assisteremo a un aumento della domanda dall’estero, che sarà invece stazionaria per il 53 per cento del campione, in calo per il 5 per cento. Il saldo è pari a 37, contro il 27 che l’associazione confindustriale registrò a fine 2014.
Maggiore prudenza sul fronte interno: secondo il 16 per cento del campione gli ordini dalle aziende clienti italiane saranno in calo, il 63 per cento vota per la stabilità, il 21 per cento per una ulteriore crescita nel breve periodo. Il saldo è pari a 5; fu 16 nella stessa indagine del febbraio 2015.

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