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La responsabilità cade sempre sul parchettista?

Quanti colleghi si son sentiti ripetere questa frase quando la lavorazione con un determinato prodotto non è andata a buon fine?

La frase fatta, amata o odiata che sia, è quell’espressione o modo di dire che si sente tanto spesso, che, a differenza dei proverbi, non esprimono un concetto più profondo o morale, piuttosto un dato di fatto o una semplice banalità.

Facciamo qualche esempio

Si parte da bambini con “se non mangi vai a letto senza cena”, passando poi attraverso la scuola con la celebre “si applica, ma potrebbe fare di più”, per poi crescere ancora con “ti lascio perché ti amo troppo”, e così via. La premessa era necessaria, per introdurre l’argomento di questo articolo che riguarda la frase fatta più usata nel nostro mestiere. Quanti di voi colleghi al primo problema riscontrato con prodotti chimici o materiale parquet si sono sentiti sempre dire la fatidica frase fatta “strano è successo solo a te”, oppure “strano, non ho mai avuto un problema”. Voglio precisare che non ce l’ho con nessuno in particolare e non voglio generare attriti con rappresentanti o direttori commerciali, però permettetemi di esprimere un’opinione o perlomeno generare un dibattito riguardo a questo rispondere sui generis che quasi quasi sembra che il problema, nel 99,9% dei casi sia provocato da noi stessi.

Partiamo di nuovo dall’inizio e poniamoci alcune domande

  1. Possibile che in tutta Italia il problema ce l’abbia solo il malcapitato collega?
  2. Possibile che il malcapitato collega sia proprio il paziente zero?
  3. Possibile che la risposta sia sempre “non è mai stato riscontrato un problema”?

A tutti i quesiti elencati sarà una gara ad arrampicarsi sugli specchi degna di un Messner alla conquista dell’Everest in solitaria. Quello che mi chiedo e che dico spesso anche durante le riunioni che facciamo con l’Associazione è per esempio: se una casa automobilistica riscontra un problema su un autovettura, la stessa richiama tutti i clienti e fa riportare le auto in officina. Perché non può essere fatto lo stesso con i prodotti chimici o le pavimentazioni di legno? Oppure: perché non fermare la produzione del prodotto, capire cosa sta succedendo e informare chi ancora lo sta usando?

Come sempre dobbiamo rimboccarci le maniche

Le aziende possono farlo, e non dovrebbero avere paura di far sapere anche verità scomode che, oltretutto, gioverebbero a entrambi, generando così uno scambio reciproco di opinione e collaborazione costruttiva. Ricordo ancora, qualche anno fa una persona che mi apostrofò dicendo che noi parchettisti dovremmo parlare più “posatorese” e meno “chimichese”. L’intento era ovviamente quello di volere la categoria ignorante e manipolabile con qualsiasi scusa addotta. Cari colleghi, la triste realtà è che troppo spesso dobbiamo ingoiare bocconi amari e, come sempre, rimboccarci le maniche e tentare di risolvere la cosa con le nostre competenze, maturate in anni di esperienza e sudore sempre inginocchiati su un pavimento.

Leggi l’articolo completo sull’ultimo numero di Professional Parquet n. 4 

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