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Tutti i segreti del decking

Sono pochi i legni davvero adatti alla permanenza all’esterno perché oltre alle caratteristiche dei materiali, la posa deve seguire alcuni accorgimenti

I pavimenti per esterni hanno caratteristiche particolari per soddisfare i requisiti di resistenza, non solo meccanica, ma soprattutto devono resistere all’usura causata dagli agenti atmosferici. Dunque è importante la scelta di materiali che rispondano a questi requisiti. Oltre alle caratteristiche dei materiali, la posa di una pavimentazione da esterni deve seguire alcuni accorgimenti. Innanzitutto, il legno dev’essere a listoni di almeno 2 centimetri di spessore, oppure in quadrotti con parte superiore in legno e parte inferiore in resina.

Oggi il decking – così viene definito il parquet per esterni – è ormai considerato un parquet a tutti gli effetti, anche se con caratteristiche tecniche tali da renderlo adatto agli spazi esterni. Oltre alla selezione di legni che abbiano le caratteristiche per resistere agli agenti atmosferici, è utile adottare un sistema di posa e fissaggio che permetta la circolazione dell’aria sotto ai listoni, per favorire la conservazione del legno nel tempo. Listone Giordano, per esempio, adotta il sistema di fissaggio brevettato Clip JuAn, che rende possibile la sostituzione dei listoni senza l’impiego di viti a vista. Un aspetto ulteriore da considerare è che il fissaggio potrebbe cambiare, se il materiale si utilizza su un terrazzo o su un barca.

Quali materiali per il decking?

Tra i vari materiali generalmente impiegati per il parquet outdoor, i più noti sono Teak, Ipé, Bambù, con finiture naturali: il colore non è ancora molto diffuso nei materiali per le pavimentazioni esterne. Un legno che negli ultimi anni sta avendo molto successo nelle pavimentazioni all’aperto è l’Accoya, un materiale dalle prestazioni eccellenti, completamente atossico e riciclabile al 100%, grazie all’acetilazione, un trattamento che migliora i requisiti di durabilità e resistenza, meccanica e fisica del legno. Come è noto, l’acetilazione, una tecnica studiata da quasi un secolo, è un processo chimico che modifica la struttura molecolare del legno, migliorandone le prestazioni fisiche e meccaniche: aumenta la durabilità, la resistenza agli attacchi biologici e la stabilità dimensionale dei legni riducendone l’igroscopicità.

Decking Biscuit di Patricia Urquiola per Listone Giordano, sullo yacht SD96 di Sanlorenzo, anch’esso progettato da Patricia Urquiola

Listone Giordano, per esempio, impiega l’Accoya per due collezioni speciali, Cross Fingers e Decking Biscuit, disponibili unicamente su progetto, che consentono di avere un decking dall’estetica interessante, molto più simile al parquet per uso indoor. Progettato da Marc Sadler, Cross Fingers è un decking in Accoya, caratterizzato dal sistema di incastro a pettine delle teste delle doghe, una “cucitura” segmentata che disegna l’estetica del progetto. Decking Biscuit, di Patricia Urquiola, invece, è una collezione declinata in Accoya e in Ipé. Anche la posa di Cross Fingers e Decking Biscuit prevede l’utilizzo del sistema brevettato Clip JuAn. Le pavimentazioni per esterni di Listone Giordano sono trattate con la finitura Outnature, una finitura a base di oli naturali, che conferisce al legno resistenza e protezione uniforme sulla superficie di ogni lista lungo i quattro lati e evita l’assorbimento di umidità dalla faccia inferiore, fonte frequente di spacchi e fessure.

Decking Biscuit di Patricia Urquiola per Listone Giordano; dettaglio dell’incastro stondato

L’Ipé Lapacho un must have per le pavimentazioni outdoor

Tra i legni più diffusi per le pavimentazioni outdoor, l’Ipé Lapacho, proveniente dalle foreste del Sud America, è apprezzato per il suo aspetto caldo ed elegante, caratterizzato per le gradevoli sfumature di colore. L’Ipé Lapacho è un legno che può resistere oltre 25 anni dalla posa, restando immune da umidità, parassiti, agenti atmosferici e altre sollecitazioni. Inoltre, è un’essenza alla quale, in vari Paesi, viene assegnata la stessa classe di resistenza al fuoco del calcestruzzo, dunque un materiale sicuro per l’uso in luoghi pubblici. Per contrastare l’effetto di invecchiamento, il colore originale può essere ripristinato grazie all’uso di oli specifici, da applicare una o due volte l’anno. Déco Decking pone grande attenzione alla posa delle doghe e della sotto-struttura, per garantire la giusta areazione al rivestimento e il massimo della stabilità nel tempo.

Un progetto Déco Decking con pavimentazione in Ipé Lapacho

I legni compositi: Ultrashield by Déco

Tra le pavimentazioni per esterni sono molto diffusi i legni compositi, dal cuore tecnologico, che aggiungono ulteriore resistenza a legni già molto resistenti naturalmente. Ultrashield by Déco è un listone in legno composito con uno speciale rivestimento di superficie, uno scudo polimerico estruso che protegge la doga rendendola durevole, resistente e immune da variazioni di colore nel tempo. Ultrashield by Déco è formato da farina di legno ricavata da trucioli riciclati, dunque a impatto zero sulla deforestazione, e da una componente in HDPE (polietilene ad alta densità), che sostituisce il PVC, completamente bio-decomponibile. Oltre alle doghe, è disponibile anche nel formato piastrella autoposante, per una posa più pratica e semplice.

Pavimento Déco Ultrashield, foto Luca Tranquilli

Appartiene alla famiglia dei compositi anche Externo, di Woodco, una pavimentazione realizzata con un ecomateriale a base di farine di legno e polietilene riciclato ad alta densità. Externo unisce l’aspetto naturale di un parquet a eccellenti performance tecniche: le doghe, infatti, sono state progettate per resistere ai raggi UV, agli agenti atmosferici, all’invecchiamento, ai funghi e ai microorganismi marini. Per gli spazi particolarmente frequentati o sottoposti a sollecitazioni climatiche estreme, Externo è disponibile anche nella versione Extrashield. In questa versione, ogni singola doga viene incapsulata da una schermatura realizzata in polimero arricchito con stabilizzatori UV e antiossidanti. L’ulteriore protezione potenzia la resistenza del pavimento all’usura del tempo.

Pavimentazione con superficie zigrinata Externo di Woodco

Il bambù: resistente ed ecologico

Sempre più diffuso, come materiale per pavimenti e rivestimenti, il bambù offre numerosi vantaggi. Oltre a essere una delle risorse più abbondanti della Terra, grazie al fatto che cresce molto in fretta, oggi il bambù può essere trattato con lavorazioni che ne fanno un materiale molto resistente e dall’estetica interessante. Questo permette di avere tavole che possono essere rifinite senza perdere colore in nessun punto. Inoltre, la tintura con la carbonizzazione è più ecologica, in quanto non si usano coloranti. Tra i decking in bambù, Etherno di iDecking Revolution è realizzato in bambù “carbonized” 100%, e si posa con due sistemi brevettati iDecking, semplici e veloci: EasyClick e EasyChange.

Decking tecnologico Duro 2.0 di iDecking Revolution in fibra di bambù, lolla di riso e polimero HDPE

Entrambi sono sostanzialmente sottostrutture, su cui posano le doghe, che si agganciano con un semplice gesto. I sistemi di posa EasyClick e EasyChange permettono di ridurre i tempi di posa fino al 50%, senza contare la facilità nell’ispezione del pavimento. Inoltre, permette di invertire il senso delle doghe di 360°. Sempre da iDecking, il bambù viene impiegato anche per un decking composito, che esprime già nel nome le sue caratteristiche: Duro 2.0. Duro 2.0 è un pavimento composito, realizzato con una tecnologia capsulare. La doga del pavimento Duro 2.0 è formata da lolla di riso, polvere di bambù e polimeri HDPE. La parte in materiale naturale, lolla (buccia del chicco di riso) e polvere di bambù, è rivestita da una capsula in polimero HDPE, plastica riciclata. Il risultato è una doga estremamente resistente, facile da pulire e riciclabile al 100%. Inoltre, Duro 2.0 può essere montato con i sistemi EasyChange e EasyClick, che rendono la posa più facile e veloce. Da Unilin Italia, Patio EcoDecking è un decking ecosostenibile, anch’esso con fibra di bambù. Resine ecologiche e fibre di bambù formano una pasta, da cui si ottengono doghe in BPC, un materiale studiato per rimanere inalterato nel tempo, senza richiedere verniciature, oliature e altri interventi.

Decking tecnologico Duro 2.0 di iDecking Revolution in fibra di bambù, lolla di riso e polimero HDPE

Il composito è forte e non risente del sole e degli agenti atmosferici: non si deteriora e sopporta temperature da -40° a +60° C, salsedine, sabbia e l’usura nel tempo. Resistente e leggero, si posa su magatelli, realizzati nello stesso materiale o in alluminio, utilizzando le clip in PVC o acciaio. La resistenza all’elevato calpestio di Unilin Patio è certificata da Expo 2015. Patio, infatti, era il pavimento selezionato per pavimentare le aree esterne e il camminamento principale del padiglione della Malesia a Expo 2015, una struttura molto visitata.

Esterni pavimentati con Unilin Patio EcoDecking

Un prodotto più resistente a base di legno e plastica riciclate

Dagli Stati Uniti, Fiberon propone una serie di decking tecnologici, che fanno del riciclo il loro punto di forza. Le tavole prodotte da Fiberon, infatti, sono composte da legno riciclato, principalmente segatura e materiale di scarto, legato con plastica riciclata che ne consolida la resistenza. Una sola tavola di decking Biberon incorpora
circa 2.000 sacchetti di plastica riciclata. Il risultato è un composito molto resistente, che si colora con facilità, dunque offre molte soluzioni per il design degli spazi all’aperto. Infine, le tavole possono essere usate su tutti e due i lati, dunque molto più facili da posare.

Decking Concordia, di Fiberon

Un grande classico: il Teak

Infine, da Garbelotto, un progetto per esterni che utilizza il pavimento per esterni della nostra memoria, un grande classico: il decking in Teak. Il fascino del teak è perfetto per il bordo piscina, nel giardino immerso nel verde dell’Hotel Calvi, ai piedi delle Prealpi venete. Il caldo colore del legno si intona perfettamente con il verde della natura lussureggiante, e con il blu dell’acqua e del cielo. Le tavole in Teak zigrinate antiscivolo sono state posate con clip a scomparsa su magatelli in acciaio, rendendo di fatto invisibile il metodo di posa. Grazie alla versatilità del legno è stato anche possibile far scomparire le due stazioni filtranti dell’acqua, con un ingegnoso sistema che permette di rendere ispezionabile questa parte di pavimentazione.

Decking classico in teak, di Garbelotto

Continua a leggere l’articolo sul n.3/2021 di Professional Parquet 

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