La ristrutturazione

Omaggio al lusso e alla storia

Con uno stile architettonico moderno e una scelta accurata dei materiali, il nuovo Relais San Lorenzo si inserisce perfettamente nell’ambiente circostante, esaltando e portando alla luce un pezzo di storia bergamasca e regalando a Città Alta le sue prime 5 stelle

Immaginate un edificio in cui tutto, dalla luce all’areazione, dal riscaldamento all’accesso ai diversi spazi, sia controllato dalla domotica. Immaginate una struttura moderna ed elegante nella sua essenzialità, in cui ogni aspetto è votato a garantire il massimo comfort. Immaginate, infine, di potervi rilassare in una SPA o di cenare tra antichi scavi romani e medievali.
La realtà è che non c’è nulla di fantasioso, perché tutto questo ha preso forma a Bergamo tra le mura di Città Alta: è il nuovissimo Relais San Lorenzo.

Ricostruzione delicata

L’hotel, che si affaccia su piazza Lorenzo Mascheroni, nell’antico borgo medievale della cittadina lombarda, ha recentemente subito un completo restyling a opera dell’architetto toscano Adolfo Natalini. Inaugurato il 16 luglio 2013, dopo oltre quattro anni di lavori, è un 5 stelle composto da 30 camere di categoria superiore e di varie metrature e tipologie –di cui la più grande chiamata San Lorenzo suite di 55 m2– disposte sui due piani fuori terra. Nel piano interrato oltre ai box, ai quali si accede attraverso un montauto, trova posto anche una SPA completa di zone sauna, relax e massaggi.
Ma è l’Hostaria la parte più suggestiva del relais; il bar e il ristorante, aperto anche alla clientela esterna all’hotel, sorgono infatti tra gli scavi che hanno riportato alla luce le antiche mura di epoca romana e medievale, durante i lavori di restauro.
L’hotel, dunque, è stato sottoposto a una vera e propria ricostruzione che ha richiesto un’attenta valutazione della situazione preesistente, in parte compromessa dai lavori operati negli anni Novanta dalla precedente proprietà. Al tempo le operazioni di rinnovo dell’allora Hotel San Lorenzo avevano lesionato l’adiacente Chiesa di Sant’Agata del Carmine, mettendone a rischio la stabilità; di qui la decisione di intervenire senza demolire la parte confinante con la chiesa, evitandole così ulteriori problemi, e scegliendo metodologie di scavo e perforazione che non creassero vibrazioni o cedimenti. Queste precauzioni hanno allungato le tempistiche dei lavori ma hanno permesso di rispettare l’integrità degli edifici confinanti con l’hotel.

Poggiare su solide strutture

Nella lavorazione degli interni, è stata fondamentale innanzitutto la realizzazione di una struttura solida idonea alla posa della pavimentazione e capace di garantire la tenuta nel tempo di massetti e pavimenti. La progettazione ha optato, inoltre, per la realizzazione di sottofondi con spazi generosi finalizzata alla collocazione di impianti e tubature; la soletta del primo piano è dotata infatti di un passaggio di 50 cm, oltre ai massetti, garantendo così un’agevole installazione degli impianti idraulici e del riscaldamento, di quelli elettrici, del ricircolo aria e la realizzazione dell’isolamento. Avendo collocato la maggioranza degli impianti al piano terra, per il piano primo è stato sufficiente un passaggio leggermente inferiore, con uno spazio pur sempre ampio di 25 cm in aggiunta ai massetti.
Il passo successivo è stato la desolidarizzazione dei massetti rispetto alla struttura, altrettanto importante per non fare fessurare il Gres laminato posato nelle stanze da bagno dell’hotel. Questo è composto da lastre con uno spessore di 3 mm a cui viene applicata una rete in fibra di vetro. Nella zona preesistente del vecchio hotel, invece, mancando le altezze adeguate, sono stati realizzati massetti rinforzati dotati al proprio interno di una rete elettrosaldata e trattati con additivi in grado di renderli lavorabili e più resistenti.

Dal parquet alle boiserie

In linea con l’idea di ricorrere a materiali e prodotti che fossero più naturali possibile, per la pavimentazione è prevalsa la scelta del parquet. Realizzato e installato dall’azienda bergamasca Il Parquet di Giovanni Colombari, –oggi guidata da Matteo Colombari che da anni affianca il padre Giovanni nella conduzione dell’impresa di famiglia– si tratta di un Rovere tinto di una tonalità appositamente studiata per il relais. In particolare, era necessario trovare un materiale che si adattasse al Palissandro, un’essenza presente negli arredi, molto pregiata ma difficile da abbinare ad un altro legno. Dopo diversi tentativi e svariate prove colore, l’azienda di Presezzo è riuscita a ottenere una tonalità particolare di marrone scuro che ha incontrato le esigenze estetiche del progetto. Il legno, quindi, ha subito un trattamento naturale a base olio, con un effetto a poro aperto che ne esalta la naturale bellezza, garantendo, nel contempo, il rispetto dei requisiti previsti dalle norme di legge in tema di protezione dal fuoco.
Il Rovere delle boiserie dei corridoi è stato sottoposto, invece, a verniciatura a base solvente, al fine di ottenere la classe 1 di reazione al fuoco richiesta per legge. Per poter raggiungere tali parametri sono stati applicati 300 grammi di vernice a solvente al metro quadrato.
Oltre al parquet in Rovere tinto, posato in tutte le stanze e in alcune parti comuni, tra cui il ristorante, e al Gres laminato delle stanze da bagno, è stata scelta la pietra Vratza –un marmo originario della Croazia– per i corridoi e le altre pertinenze, abbinata alla moquet per attutire il più possibile i rumori; mentre la SPA è stata realizzata in Teck, scelto specificatamente per la sua particolare resistenza all’umidità e, contemporaneamente, per ottenere un ambiente con colori più chiari.

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