Appunti TecniciPosa

Pubblicità ingannevole

Qualche chiacchiera pulita sullo sporco del parquet.

A prima vista, il titolo di questo articolo nel nostro settore può non destare curiosità, poiché la pubblicità la conosciamo perché costantemente propinata dal marketing televisivo, il quale, per esempio in tema di detersivi tenta di sedurre i consumatori.

Purtroppo ultimamente ho notato di frequente iniziative che inducono a pensare che le prossime vittime della pubblicità saranno proprio i posatori di parquet. Non voglio certo andare contro le iniziative reclamistiche ma dobbiamo ammettere che già distolgono dalla nostra mente la visione di cose più piacevoli e rilassanti sostituendole con dei nomi e slogan roboanti. Con questo articolo voglio solo invitare i posatori riflettere su certe situazioni di pulizia e manutenzione ordinaria del parquet pubblicizzate da un marketing insidioso e che per questo possono avere -per i posatori- dei risvolti estremamente penalizzanti. Per fare ciò occorre tenere a mente che lo scopo della pubblicità e del marketing è solo la vendita e uno dei tanti mezzi per raggiungere questo obbiettivo é creare una necessità, un bisogno. Da sempre si tenta di far credere che il nostro vivere trasforma le nostre case in pericolosi luoghi di raccolta e di concentrazioni di acari, virus e di untuoso pattume e a maggior ragione le nostre pavimentazioni, dal momento che ci si cammina sopra. In effetti la situazione è descritta come se in ogni momento della giornata le persone che abitano in una casa prima di rincasare siano andate in una stalla, oppure in una discarica di rifiuti umidi o in un auto officina dove l’olio e grassi non mancano mai o hanno camminato sopra i residui di una di pittura rovesciata per strada. Ritengo che se c’è una cosa che distingue gli italiani oltre che l’attrazione per il bello, è sicuramente anche per la pulizia, ma all’improvviso sembra che anche pulire le pavimentazioni in parquet sia diventato un problema da risolvere, malgrado ci sia uno zerbino davanti alla porta in ogni appartamento. In questa situazione è difficile capire questi fantasiosi timori poiché di fatto, a parte cadute accidentali, sui parquet posati nelle abitazioni si può concentrare ogni giorno al massimo della polvere che ormai, grazie a panni sintetici specifici reperibili in ogni supermercato, viene raccolta senza che si disperda nell’aria come nel caso di aspirapolveri dotati di sacchi filtranti inadeguati. In ogni caso, va detto che l’attrazione della polvere da parte di una pavimentazione in parquet é da considerare un pregio poiché utilizzando questi panni sintetici (foto 1) fotopub01con questo velocissimo ed economico sistema veramente si asporta la micro polvere che inevitabilmente si insedia giornalmente in una casa. Ma ora, veniamo alle reclamizzate situazioni di sporco difficile che nella realtà sono attinenti solo a luoghi pubblici come agli aeroporti, ai grandi magazzini, a bar o sale da ballo dove veramente l’apporto giornaliero dello sporco di diversa natura rende utile interventi di pulizia più specifici. In ogni caso si deve considerare che nel caso di pavimentazioni in parquet si deve asportare lo sporco depositato sopra uno strato protettivo applicato sulla superficie degli elementi e che questo stato protettivo nella maggior parte dei casi non raggiunge lo spessore di 0,2 mm. Va detto che chi produce prodotti per la pulizia per le pavimentazioni in parquet, difficilmente può conoscere le caratteristiche delle finiture che sono utilizzate dai produttori di parquet o dai soli verniciatori presenti sul mercato sia che essi finiscano a olio o a vernice. Ma quello che questi produttori non si rendono conto è che il mercato richiede dei parquet non solo con finiture di diversa natura chimica, ma richiede, per esigenze esclusivamente estetiche, anche parquet con tipi di finitura di diverso spessore (poro aperto), per cui determinare il tipo di prodotto che è più indicato per la pulizia ordinaria o la manutenzione richiede a monte la conoscenza specifica del tipo di parquet e sopra tutto del tipo e della natura chimica di finitura che gli è stato applicato sopra e questo lo può sapere solo chi ha prodotto di parquet. Vale la pena di ricordare che tutti i tipi di detergenti devono avere un altissimo potere bagnante necessario per aggredire e sciogliere lo sporco per poi legarlo fisicamente all’acqua, ma per rendere più efficace l’azione di tensioattivi che compongono questi prodotti si ricorre ad altri composti chimici che oltre il potere bagnante hanno un eccezionale potere solvente dello sporco e queste caratteristiche, necessarie ai prodotti detergenti, nei migliore dei casi esplicano una azione di rammollimento degli strati di finitura del parquet compromettendo le loro caratteristiche estetiche e protettive. Penso che queste riflessioni sulla reale situazione debbano indurre soprattutto i produttori di parquet a obbligare i posatori a utilizzare solo i prodotti per pulizia e manutenzione da loro chiaramente consigliati e descritti adeguatamente da una scheda tecnica. Va posto l’accento che i pavimenti in legno, devono essere accompagnati dalle “informazioni al consumatore” contenute nella scheda prodotto, in conformità a quanto specificato nel Decreto Legislativo 6 settembre 2005 n° 206 “Codice del Consumo a norma dell’art. 7 della legge 29 luglio 2003, n° 229”. La scheda prodotto del detergente deve riportare la denominazione del prodotto, il nome delle materie prime che lo compongono, le istruzioni dettagliate, le precauzioni da adottare durante il suo utilizzo, eventuali precauzioni, le modalità di smaltimento e deve sempre accompagnare il parquet in tutti i passaggi fino a raggiungere il consumatore finale. Basta poco a mantenere in buono stato una pavimentazione in parquet, basta rispettare alcuni accorgimenti:

  • • Prevedere all’ingresso dell’abitazione uno zerbino da mantenere pulito, per allontanare dalle suole delle scarpe polvere o particelle abrasive
  • • Rimuovere la polvere o passare l’aspirapolvere periodicamente. Gli aspiratori devono avere adeguati sacchi filtranti.
  • • Pulire abitualmente il pavimento con un panno ben strizzato, preventivamente inumidito con acqua e solo con prodotti di pulizia consigliati dai produttori di parquet.
  • • Trattare il pavimento periodicamente con prodotti protettivi a base di resine in dispersione acquosa auto lucidanti o dilucidabili.
  • • La periodicità del trattamento protettivo dipende dall’intensità dell’uso del pavimento.

Anche se i prodotti da usare devono essere assolutamente indicati dai produttori, è bene ricordare che solo il posatore può rendersi conto del grado di usura che ha il parquet da trattare ed è solo la sua esperienza che può decidere la quantità da applicare sopra e non certo una etichetta che fornisce delle indicazioni di valori minimo e massimo per 10 litri d’acqua o per metro quadro. Importante: la prima pulizia della pavimentazione può essere effettuata dopo il tempo consigliato dai produttori di vernici o di oli di finitura e comunque può essere fatta quando lo strato di finitura, vernice o olio che sia, è ben essiccato e tale periodo può variare da 2 a 4 settimane. Una corretta e costante pulizia e manutenzione della pavimentazione lignea favoriscono una maggior durata della stessa. Penso che queste riflessioni inducano i posatori a non acquistare parquet da aziende che non forniscano loro delle precise indicazioni sui prodotti da utilizzare per la loro manutenzione. Sono note e frequenti le situazioni di caduta di responsabilità da parte del produttore di parquet, il quale approfittando del fatto che il posatore ha trattato il suo parquet con un prodotto detergente non indicato da lui, di fronte al committente finale gli sono addossate tutte le responsabilità di carenze estetiche e protettive, probabilmente dovute solo al trattamento di finitura da lui fatto sul suo parquet. Gli inestetismi (come si può vedere nella foto 2)fotopub02 sono la logica conseguenza dell’utilizzo di un prodotto di lavaggio o di manutenzione non consigliato da chi ha prodotto il parquet. Inoltre il posatore non deve dimenticarsi che a sua volta deve fornire la scheda prodotto completa al suo cliente finale perciò deve fare la massima attenzione che questa contenga indicazioni chiare soprattutto per quanto riguarda il capitolo “Uso e manutenzione” e in questo caso le norme in essere non lasciano dubbi. Un’ultima raccomandazione: siano i posatori a essere gli unici protagonisti delle operazioni di pulizia e soprattutto di ripristino delle pavimentazioni in parquet e non qualsiasi operatore che incoraggiato da slogan pubblicitari di questo o quel detergente si mette a fare una cosa certamente non di sua competenza. Sicuramente, nella situazione attuale i posatori non possono permettersi che anche questa parte della loro professionalità e del loro lavoro sia logorato dalla miriade di prodotti detergenti presenti sul mercato ma inadatti per il parquet. Gli interventi di pulizia o di manutenzione del parquet non possono essere eseguiti da personale inadeguato o dalla miriade di imprese di pulizia o altro che non avendo mai avuto una esperienza operativa nel parquet si buttano in interventi solo per sopravvivere come se vede nella foto 3 e 4.

Qui hanno avuto la presunzione di togliere dei segni di abrasione di tale importanza con fotopub03fotopub04un prodotto detergente inadatto solo perché c’era scritto sulla sua etichetta che toglieva anche i segni. In questo modo i problemi di difficile soluzione sono diventati due, oltre a danneggiare il ruolo dei posatori, gettano ombre sulla funzionalità delle pavimentazioni in parquet.

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