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Parquet: il pavimento migliore per ballare

È noto che il termine parquet sia di origine francese e sia un diminutivo di parco che alla lettera significa “piccolo recinto”. Come ben sappiamo indica qualsiasi tipo di pavimento a base di legno costituito da listoni, tavolette o lamelle resistenti e disposte secondo disegni prestabiliti, durevole ed esteticamente bello da vedersi. L’elasticità, la morbidezza, l’effetto “caldo” e assorbente del legno sono quanto di meglio un atleta, un ballerino possa richiedere. Il parquet conferisce al fondo di un impianto dedicato alla danza un aspetto accattivante, oltre a offrire la possibilità di eseguire esercizi e movimenti il cui effetto è diverso su una superficie sintetica. La danza classica, per esempio, con la sua leggerezza ed eleganza dei volteggi, s’integra perfettamente in una struttura ampia e supportata da un parquet per attività danzanti eseguite in ambienti interni. La medesima cosa si può dire anche per tutte le attività ginnico-sportive che si collegano alla danza come la ginnastica dolce, il fitness e la semplice attività motoria. Il parquet fatto per danzare agevola e asseconda i movimenti non abituali, oltre a sfoggiare impagabili vantaggi nel riassetto, nella pulizia e nel mantenimento del piano levigato e planare grazie al legno e alle vernici che garantiscono igiene, non accumulo di sporco e polvere, levigatezza e brillantezza del pavimento.

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Perché scegliere il parquet per il ballo e per la danza

Nessuno può dimostrare in modo certo che il pavimento a base di elementi di legno sia stato inventato apposta per danzare e ballare e quindi sia adatto per i locali da ballo; tuttavia si può tranquillamente sostenere che il mondo del ballo e della danza da sempre fa largo utilizzo di piste in parquet, se non altro per tre principali motivazioni:

  1. Di legno sono tutte le pavimentazioni delle sale da ballo presenti nelle attraenti ville e regge del Settecento e Ottocento come la reggia di Versailles in Francia, il Belvedere di Vienna e la splendida residenza di casa Savoia a Stupinigi.
  2. In tempi più recenti, le piste da ballo utilizzate per le numerosissime manifestazioni, competizioni e gare che generalmente si svolgono all’interno di palazzetti dello sport, teatri o sale da ballo sono realizzate con elementi di legno.
  3. Nella maggior parte delle scuole di ballo il pavimento di legno è quasi un obbligo sia per l’efficacia del ballo che per fornire quel tocco di classe in più.

È bene precisare che l’utilizzo del parquet per la danza e il ballo non è solo un fatto estetico o un semplice problema di arredamento dell’ambiente. Infatti, come sostiene l’associazione italiana ballo, il pavimento di legno deve essere valutato anche sotto l’aspetto degli enormi vantaggi funzionali, pratici e formali che offre ai ballerini ai fini dell’esecuzione delle danze. Fra i tanti tipi di pavimenti che oggi si possono realizzare per tale scopo specifico, il pavimento di legno continua a essere il più idoneo e, chi è abituato a ballare, sa bene e perfettamente che il pavimento di legno riveste un’importanza fondamentale per almeno quattro ragioni:

  1. Non frena il piede durante i movimenti e i volteggi.
  2. Non rappresenta un ostacolo nei movimenti. 
  3. Non è sdrucciolevole oltre misura.
  4. Crea con le suole delle scarpe il giusto grado di scivolamento.

Tra la pista e le scarpe da ballo usate dai ballerini e competitori deve necessariamente crearsi un adeguato rapporto di totale e permanente equilibrio e, per questo, anche le suole delle scarpe devono essere realizzate con un materiale che ben si addice ai movimenti e ai volteggi sul pavimento di legno come è il caso della suola di pelle di bufalo. Secondo gli storici della danza, l’introduzione del parquet nei locali da ballo può avere diverse origini: sia che il parquet è stato prescelto due secoli fa da architetti e maestri di danza francesi; sia che il giudizio tecnico di compatibilità è giunto alla fine di numerose prove e comparazioni. Che la scelta sia stata indovinata è dimostrato dal fatto che, dopo tempo e tanto progresso in tutti i campi, il parquet non è stato ancora soppiantato e difficilmente sarà sostituito in futuro per il ballo. Il parquet, una volta che è diventato “pista da ballo”, ha indirettamente dato il via a una serie di revisioni delle tecniche della danza da sala, incoraggiando modifiche formali e sostanziali, a tutto vantaggio di una migliore resa estetica e uno spettacolo migliore. Il legno, sotto forma di parquet, ha perfino agevolato l’introduzione di scarpe via via sempre più leggere in cui la sempre più sottile suola consente il migliore rapporto possibile tra la pianta del piede e il sottostante pavimento.

Tipi di parquet e posa

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Tre sono gli elementi essenziali che un pavimento per il ballo e la danza deve garantire: ammortizzazione, deformazione verticale e scivolosità. L’ammortizzazione consente al pavimento di assorbire gli urti e minimizzare il rischio di lesioni. La capacità del pavimento di assorbire gli urti dipende dalla sua capacità di deformarsi quando esposto a un carico dinamico. La scivolosità è poi valutata in base ai coefficienti di slittamento: va bene se il coefficiente è tra 80 e 110, se è sotto 80 il pavimento è troppo liscio e quindi scivoloso, se è sopra i 110 è eccessivamente ruvido e troppo poco scivoloso. Il pavimento di legno è in grado di soddisfare le sopraddette esigenze funzionali ma è anche stabile, planare, elastico, non genera attrito e trasmette emozioni ai ballerini. Oggigiorno sono numerose le aziende che producono materiali e moduli studiati “ad hoc” per le scuole di danza. Di solito, questi pavimenti sono costituiti da moduli di pannello multistrato capaci di dissipare l’energia cinetica e potenziale che il ballerino imprime e, nello stesso tempo, smorzare le vibrazioni e quindi il rumore. Di sovente sono di legno di Betulla o di Rovere o altre specie di media massa volumica di spessore complessivo del modulo 40-50 mm, così da garantire assorbimento degli “urti” per il 50-70%. Il pavimento è costruito da moduli assemblati sul posto che di solito non sono fissati né al muro né al pavimento ma posati a incastro, così da garantire il massimo dell’assorbimento e non irrigidire il sistema. Con il montaggio flottante, ossia non fissato al muro e al suolo, s’impedisce ulteriormente la propagazione del rumore e si ricorre a rivestimenti fonoassorbenti, ammortizzanti, elastici e antiscivolo come i tappeti costituiti da pvc, resine e schiuma, molto spessi e consistenti da posare direttamente su suoli rigidi. Questi sono molto utili per interventi veloci e più economici e soprattutto per stili di danze contemporanee. Per migliorare la sicurezza dei pavimenti, si deve evitare la presenza di giunte e/o fili scoperti ricoperti da nastri adesivi. Infine, una particolare attenzione deve essere prestata all’adesione, per tutta l’estensione del pavimento, del rivestimento superficiale al piano profondo, perché la presenza di bolle o delaminazioni del rivestimento potrebbe determinare rovinose cadute accidentali.

Conclusioni

Il ballo e la danza sono passione, emozione, comunicazione del corpo ma anche duro lavoro e sacrificio, quindi è bene che il pavimento sia rigorosamente selezionato e controllato a garanzia del benessere fisico, della sicurezza e della libertà di movimento dei ballerini. Proprietà che in modo innato e naturale il pavimento di legno possiede e sensazioni che sa trasmettere a patto però che il “sistema parquet per il ballo e la danza” sia adeguatamente realizzato per venire incontro alle esigenze, siano esse sportive, agonistiche, da spettacolo o di semplice hobby e piacere.  

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I pareri dei professionisti

Quelli che seguono sono i pareri di ballerini, ortopedici, insegnanti di ballo e architetti in merito alle proprietà che una pavimentazione per la danza e il ballo è bene che possiedano.

Ballerini.

La flessibilità è la caratteristica principale che deve avere una superficie adatta al ballo e alla danza. Ciò che rende unico il legno è la sua fibra viva che respira insieme al ballerino. La prima richiesta fatta da Benjamin Millepied da nuovo direttore della danza dell’Opéra di Parigi fu quella di sostituire tutti i pavimenti facendoli realizzare con il legno. Un segnale importante, accolto da diversi ballerini fra cui anche l’étoile Dorothée Gilbert che affermò: “è meglio un pavimento di legno che non è duro, perché quando si danza su un pavimento troppo duro, il giorno dopo si ha l’impressione di aver ricevuto delle botte su tutto il corpo”.

Progettisti e Architetti.

La proprietà più saliente del rivestimento dei pavimenti per la danza e il ballo è la funzionalità che deve possedere per la salute fisica e il senso di benessere del ballerino. È anche necessario che la pavimentazione trasmetta sensazioni di sicurezza, solidità e naturalezza anche perché la tattilità del ballerino è vissuta soprattutto attraverso i piedi che devono potersi affidare a un pavimento solido ma non duro, per evitare conseguenze alla struttura fisica. Per questi motivi è risaputo che i pavimenti delle scuole di danza si caratterizzano per il pavimento di legno. Il legno perché è sicuramente il materiale che meglio risponde alle attese, non frena il piede, non ostacola i movimenti e non è sdrucciolevole. Il legno è molto versatile e soddisfa ogni tipo di stile di danza. Il legno offre maggiore garanzia di durevolezza, fonoassorbenza, scarsa conducibilità termica, facilità di manutenzione e soprattutto è elastico, assecondando i movimenti dei ballerini.

Ortopedici.

A prescindere dal tipo di danza praticata, la pavimentazione è importante per tutti i ballerini, perché devono ballare su di essa per molte ore alla settimana. Per la danza classica e contemporanea è preferibile il parquet perché garantisce l’elasticità. Questo è l’elemento più importante, perché l’energia che il ballerino trasmette al pavimento e che il medesimo non riesce a dissipare torna al ballerino, potendo provocare, alla lunga, lesioni da troppo lavoro (over use). Si tratta di vibrazioni che le articolazioni e i tendini devono dissipare, così come si tratta anche di lesioni muscolari e talora ossee. Una particolare attenzione dovrà anche essere prestata all’adesione per tutta l’estensione del pavimento, del rivestimento superficiale al piano profondo, perché eventuali bolle e/o delaminazioni del rivestimento potrebbero determinare cadute.

Insegnanti di danza e ballo.

L’elasticità è la caratteristica più importante di un pavimento per la danza. Pavimenti poco ammortizzanti possono provocare nel tempo rischi di traumi. In genere i pavimenti sono classificati nella categoria con deformazione elastica, devono essere testati e approvati dalla normativa europea. Nonostante gli ultimi ritrovati della tecnologia, il miglior pavimento resta sempre il buon vecchio legno, quello dei palcoscenici di un tempo, ben ammortizzato ed elastico che attutisce i salti e dà la spinta di cui i ballerini necessitano. Spesso però è necessario ricoprirlo con un tappeto danza, per rendere la superficie meno scivolosa ed evitare di farsi male, soprattutto se si lavora scalzi o solo con calzini come per i balli moderni.

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