DesignIl progetto dell'architetto

L’ulivo, il principe del parquet

Durevolezza, bellezza, funzionalità: queste le caratteristiche che rendono il legno d’ulivo uno degli elementi ideali per la pavimentazione

di Massimo Corsico*

Nei prossimi sette appuntamenti vedremo differenti declinazioni di ambientazioni dove il tema del parquet primeggia come miglior soluzione di pavimentazione. Questa piccola rassegna volerà tra i secoli. Dal Seicento, Ottocento, Novecento fino ad arrivare all’edilizia del XXI Secolo. Questo racconto non sarà semplicemente legato alla matrice storica delle abitazioni, ma anche ai materiali e ai sistemi di posa. Questo perché solo l’evoluzione del parquet può risolvere determinate problematiche legate all’edilizia contemporanea in modo semplice e conforme, sia in termini tecnologici che in termini di bellezza e grazia, del nostro patrimonio edilizio.

Perché l’ulivo?

Ecco che in questo primo incontro vedremo il principe dei parquet: l’ulivo. Durevole, resistente e molto compatto: è così che si presenta il parquet in ulivo, una essenza in grado di soddisfare anche le necessità estetiche e funzionali della persona più esigenti. Una tipologia di pavimentazione, il parquet in legno di ulivo, che presenta delle specifiche caratteristiche e particolarità sia per quel che riguarda la durezza, sia per quel che concerne naturalezza e resistenza, sia per quel che riguarda l’estetica. Duro e compatto, caratteristica che lo rende uno degli elementi ideali per la pavimentazione, naturalezza e gradevolezza estetica, data dalle irregolari venature e dalla presenza di un movimento tortuoso dei motivi del legno, quasi come se si trattasse di movimenti artistici. Proprio per queste caratteristiche è stato scelto questo materiale per la pavimentazione e la costruzione di un insolito rapporto, tra antico e moderno, in un appartamento ottocentesco, portato a una nuova vita mediante un’attenta ristrutturazione dei particolari.

Il progetto

Il Palazzo ubicato nel centro storico di Pavia si distingue per i decorosi prospetti esterni caratterizzati da zoccolatura in finto bugnato al piano terra e da una regolare impaginazione delle forature con finestre incorniciate. Dimora del garibaldino Gaetano Sacchi che fu anche senatore del Regno d’Italia, come ricorda una lapide sulla facciata, nel corso dei secoli sono stati tanti i rimaneggiamenti della distribuzione interna dell’edificio. Infatti presso l’archivio storico di Pavia sono riportati atti e riferimenti a diversi interventi edilizi effettuati a partire dai primi anni del XIX secolo, compresi un riordino del 1831 e alcune ristrutturazioni di fine Ottocento e inizio Novecento che hanno stravolto l’impostazione del palazzo. Difatti, il palazzo giunge ai nostri giorni frazionato in più appartamenti. Nei cortili interni si evidenzia anche un portico di impostazione settecentesca. L’idea principale che ha guidato le scelte progettuali dell’appartamento è stata quella di valorizzare l’“enfilade” arricchendo la scenografia dell’interno.

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*Note sull’autore

Architetto. Laurea Magistrale in Architettura al Politecnico di Milano. Nel 2005 ha iniziato a collaborare prima con IUSS-Pavia e s uccessivamente con l’Università di Pavia. Fino al 2012 è stato professore a contratto del corso “Principi e tecniche di pianificazione urbana” (ICAR/20). Autore di apprezzate pubblicazioni scientifiche. Dal 2017 al 2018 Assistant Project Manager presso J&A consultant sulle commesse Area Falck di Sesto San Givanni, Allianz Refurbishment sede di Trieste, torre Libenskind (TcC) City Life Fit Out – PwC. Nel 2016 ha frequentato il programma EPFIRE – Programma esecutivo in finanza immobiliare e immobiliare della SDA Bocconi. Dal 2016 membro di Commissione del Paesaggio del Comune di Segrate a Milano. Negli ultimi anni, ha lavorato come architetto per la progettazione architettonica preliminare e definitiva di hotel, negozi, abitazioni ed edifici pubblici. Affianca un’esperienza ventennale in architettura e urbanistica, oltre a una solida esperienza analitica che ha sviluppato negli otto anni è stato stretto collaboratore del prof. Vittorio Gregotti sotto il quale ha sviluppato progetti di pianificazione urbana a scala urbana e metropolitana. Tra questi: il Progetto preliminare della centralità urbana di Acilia Madonnetta, Pujang New Town, il progetto definitivo ed esecutivo per lo stadio Agadir, la nuova sede di UBI Banca e la Trasformazione dell’area Cecchetti a Civitanova Marche.

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