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Torna la VI edizione di Open House Milano

Il 25 e 26 settembre Milano apre le porte di oltre 90 siti di interesse architettonico

Milano ospiterà nel weekend del 25 e 26 settembre la sesta edizione di Open House Milano, l’evento internazionale parte del network Open House Worldwide, che coinvolge la città sotto il segno dell’architettura con un programma ricco e multiforme che permetterà ai visitatori di varcare le soglie di siti solitamente inaccessibili o semplicemente da riscoprire.

NAPA tour

Dal 2016 Open House  promuove il patrimonio architettonico e l’urban design del capoluogo
lombardo aprendo in un solo weekend le porte di palazzi istituzionali, case e studi privati, cantieri,
opere di rigenerazione urbana, gallerie e musei, luoghi produttivi ed ex edifici industriali, palazzi
storici oltre a tutti quei siti testimoni del suo essere costantemente in trasformazione, con il
recupero delle zone periferiche, la verticalità dello skyline contemporaneo e la valorizzazione del
patrimonio storico-artistico.

Tommaso Calabro

Le novità della sesta edizione

La sesta edizione vede la nascita di nuove collaborazioni e il consolidamento di quelle già esistenti.
Novità di quest’anno è la collaborazione con YES Milano, l’ente di promozione della città di Milano e del suo fitto calendario di eventi internazionale, con la partecipazione all’iniziativa Neighborhoods By Neighborhoods dedicata alla riscoperta dei quartieri, per la quale OHM ha curato una mappatura di architetture all’interno del NA.PA il territorio che si snoda lungo il Naviglio Grande: un’area in grande fermento, dal mood postindustriale, che sta acquistando nuova centralità nel sistema cittadino.

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È una novità anche la collaborazione con NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. A giugno, inoltre, è stata annunciata la nascita della rete Open House Italia generata dall’unione delle città che ospitano la manifestazione – Torino, Milano, Roma e Napoli – che quest’anno vede le varie edizioni del progetto posizionate eccezionalmente una di seguito all’altra per un mese di aperture straordinarie.

DFA partners studio

Il programma

Quest’anno OHM presenta un programma rinnovato nell’offerta, con l’apertura gratuita di oltre 90 siti, tutti visitabili previa prenotazione da effettuare sulsito OHM a partire del 20 settembre. Il palinsesto di aperture sarà visitabile spostandosi nei sei sestieri in cui Milano era anticamente divisa – Porta Orientale, Romana, Ticinese, Vercellina, Nuova e Comasina – organizzato da OHM anche in itinerari tematici che esplorano l’evoluzione sociale e culturale della città.

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Primo tra tutti il percorso sostenibilità che Open House Milano ha curato per Idealista, main sponsor della manifestazione, dando vita ad un circuito di architetture nati da processi di riqualificazione urbana, progettati seguendo criteri di contenimento dell’impatto ambientale, dove il green diviene struttura architettonica e non solo decoro nelle aree esterne. Tra tetti verdi, opere di recupero e tecnologie all’avanguardia si potranno visitare Il Chiostro, Opificio Magolfa, RIA.BI.LA, Indipendenza, Lanterna sul Tetto e Botanical Loft per capire come l’abitare in città possa tenere conto della qualità della vita di chi ci abita e dell’ambiente.

Un’esclusiva del programma 2021 è la visita ai cantieri che stanno costruendo MIND Milano Innovation District, il distretto della Scienza, del Sapere e dell’Innovazione che sta sorgendo nell’area che ha ospitato Expo Milano 2015. Il percorso di visita si snoderà tra i cantieri del nuovo IRCSS Galeazzi, del MIND Village, i laboratori del centro di ricerca Human Technopole concludendo in Lake Arena dove si trova Palazzo Italia, progettato da Nemesi & Partners.

CAMI giardino

Architettura e design sono un binomio vincente come nel caso esemplare di Cassina Shoroom,
realizzato da Mario Bellini nel ’68, con l’ultimo intervento strutturale di Patricia Urquiola, lo
showroom D Studio Milano, la nuova destinazione nella capitale del design a firma di Locatelli &
Partners, Listone Giordano Arena nato sulle vestigia del ristorante e circolo culturale “La Penna
d’Oca” progettato da Giò Ponti e Archiproducts Milano, lo spin off milanese dell’omonimo colosso
digitale, che ha stabilito la sua sede all’ingresso dell’ex area manifatturiera Opificio 31.

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A completamento del programma di aperture fisiche si aggiunge il palinsesto di contenuti speciali
Open Questions, a cura di Micaela Flenda, con una serie di interviste ed approfondimenti con il
coinvolgimento di protagonisti della scena creativa milanese, ognuno in relazione ad un luogo, per
un racconto polifonico della città.

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